Allargare la platea di vendita con una serie di proposte più inclusive, attingendo anche dai pezzi iconici dell’archivio storico. Dopo l’acquisizione da parte del fondo Faro AI lo scorso anno, Visionnaire cambia la sua strategia commerciale. L’obiettivo è una crescita concreta basata su una maggiore sicurezza e su una minore volatilità. È stato dichiarato oggi da Marco Bizzarri, presidente di Visionnaire, e dal CEO Leopoldo Cavalli.
Il marchio italiano di design, fondato dalla famiglia Cavalli e con sede a Bologna dal 1959, è diventato negli ultimi due decenni sinonimo di lusso, innovazione e artigianato sartoriale italiano. “Circa sette mesi fa – dichiara Marco Bizzarri – insieme al fondo che rappresento, abbiamo deciso di entrare in Visionnaire con l’obiettivo di esplorare come le competenze della moda – dai processi produttivi al posizionamento e alla comunicazione – potessero contaminare e arricchire il mondo del design, un settore molto diverso da quello in cui ho operato per oltre 40 anni”.
“Abbiamo così sviluppato – prosegue Bizzarri – un manifesto strategico definendo valori, distribuzione e posizionamento per i prossimi anni. Il brand ha un percepito altissimo all’interno del design, ma il rischio di restare confinati in una nicchia è sempre presente. Da qui la riflessione: possiamo applicare le strategie vincenti del lusso e della moda per mantenere un posizionamento esclusivo, ma al tempo stesso ampliare l’espressione del brand? Visionnaire vanta un catalogo di oltre 2500 pezzi, un potenziale enorme, ma non ancora pienamente valorizzato. La sfida è riuscire a traslare la forza immaginifica del brand – che negli ultimi anni è stata la sua cifra distintiva – in singoli prodotti iconici. Questo permetterebbe di ampliare le opportunità oltre la vendita di progetti su commissione. Creare una base solida di prodotti distintivi consentirebbe di avere una fondazione più stabile, mitigando i rischi legati alla ciclicità del mercato”. Da queste riflessioni è nata una visione più ampia, che si intreccia con le nuove esigenze del consumatore e che punta su prodotti più inclusivi e integrabili nei progetti. “Le generazioni più giovani – conclude Bizzarri – sono sempre più alla ricerca di prodotti unici, non standardizzati. L’integrazione tra fashion e design non è certo una novità, le collaborazioni con l’arte ne sono la prova, ma oggi questa tendenza è ancora più marcata. Nel mondo della moda, la personalizzazione è complessa quando si opera su larga scala, mentre realtà più piccole, come Visionnaire, hanno il vantaggio di poter preservare davvero l’unicità dei loro prodotti. Questa strategia mira a rendere il brand ancora più riconoscibile a livello globale, puntando su una combinazione di creatività, esclusività e artigianalità, elementi che oggi rappresentano il vero valore aggiunto nel mercato del lusso”.
Pur mantenendo il posizionamento esclusivo, l’azienda vuole così rendersi più accessibile e rafforzare il dialogo con la rete di interior designer e retailers multimarca. Attualmente, il 75% del fatturato di Visionnaire proviene dai negozi monomarca, mentre il 25% deriva da collaborazioni dirette con professionisti del settore. “Questo perché – dichiara Leopoldo Cavalli – nel tempo, abbiamo costruito un ecosistema molto selettivo, posizionandoci quasi come un’entità a sé stante, dove il cliente deve compiere un percorso ben definito per raggiungerci e abbracciare completamente la nostra visione. Tuttavia, riteniamo che questa percentuale possa crescere notevolmente. Esistono centinaia, se non migliaia, di operatori – architetti, interior decorators e rivenditori – che potrebbero attingere al nostro vastissimo catalogo, il più ampio nel mondo del design, con oltre 2500 pezzi che spaziano dagli accessori ai masterpieces”.
