Il settore del design ha sempre avuto un ruolo d’avanguardia nell’innovazione, e oggi, più che mai, la sostenibilità è al centro di tutti i processi di innovazione del prodotto. Non si tratta più di una scelta, ma di un obbligo a cui le aziende devono conformarsi in funzione anche della recente approvazione del regolamento sull’Ecodesign che prevede, tra le altre cose, la gestione della circolarità di vari tipi di prodotti, tra cui quelli dell’arredamento. Sebbene tra gli addetti ai lavori se ne discuta da tempo, di fatto per il mondo del design rappresenta una vera e propria rivoluzione perché si cambia totalmente il punto di vista dell’ideazione dei prodotti, partendo dalla gestione del loro fine vita. Lo stesso ruolo del designer sta vivendo questa trasformazione: non si tratta più solo di creare oggetti belli e funzionali, ma di pensare a prodotti che abbiano una vita più lunga e un impatto ambientale ridotto, prodotti che possano essere riutilizzati, riparati o riciclati, riducendo al minimo i rifiuti. Questo nuovo approccio richiede collaborazione lungo tutta la filiera, dall’ideazione alla produzione, fino al riciclo e allo smaltimento. Va in questa direzione la creazione da parte di Federlegno Arredo del Consorzio Epr, nato dalla collaborazione con 15 aziende dell’arredo, che si propone di affrontare il tema del fine vita dei prodotti del settore. È una sfida complessa, che richiede un cambiamento radicale non solo nel design, ma in tutta la filiera produttiva. L’arredamento ha già compreso quanto sia importante questo approccio green e quanto esso possa diventare una leva competitiva in un momento storico di vendite ‘flat’ e in un contesto in cui diventa cruciale andare ad intercettare la crescente domanda di questo tipo di prodotti da parte delle nuove generazioni. Federlegno Arredo ha presentato una fotografia nitida di quel che le aziende hanno già fatto e di quel che ancora manca all’appello. Ebbene, il 44% delle realtà interpellate nel sondaggio ha implementato politiche di Ecodesign e l’81% prevede di farlo entro il 2027, nonostante, al momento la conoscenza specifica di questo regolamento sia ancora molto limitata. La transizione verso un design sostenibile richiede dunque investimenti, innovazione e una visione a lungo termine. Ma rappresenta anche un’opportunità unica per le aziende italiane di posizionarsi come leader globali in un mercato sempre più attento alla sostenibilità.