Il 25 aprile 2026, la Fondazione Dries Van Noten di Venezia inaugura la sua prima presentazione, dal titolo The Only True Protest Is Beauty. Curata da Dries Van Noten insieme a Geert Bruloot, la presentazione indaga l’artigianato come linguaggio espressivo e come mezzo per trasmettere emozioni. Il titolo riprende un verso del cantautore e attivista politico statunitense Phil Ochs, le cui canzoni divennero inni di protesta negli anni Sessanta: “In such ugly times, the only true protest is beauty”.
Distribuito tra il piano terra e i due livelli del piano nobile di Palazzo Pisani Moretta, la mostra si articola in venti stanze composte in modo intuitivo. Superando i confini tra discipline diverse, riunisce arte, design, fotografia, vetro, ceramica e sperimentazioni sui materiali in una ricerca sulla capacità della bellezza di mettere in discussione le convenzioni. Qui oltre 200 opere di talenti affermati ed emergenti dialogano tra loro e con l’architettura, la storia e le decorazioni del palazzo, costruendo un percorso guidato più dall’istinto che da una struttura rigida.

Una selezione di pezzi provenienti dagli archivi di diverse case di moda è presentata accanto a creazioni contemporanee, sottolineando il ruolo duraturo della moda come forma di espressione culturale capace di generare riflessioni critiche. Opere d’arte e design da collezione convivono con lavori più fluidi e sperimentali – realizzati sia da creativi indipendenti sia da artisti rappresentati da gallerie internazionali – aprendo nuove strade di interpretazione e narrazioni sensoriali. Allo stesso modo, il sapere tradizionale è presentato accanto a voci innovative provenienti da diversi contesti internazionali, riflettendo l’impegno della Fondazione nel preservare il patrimonio e sostenere nuovi talenti e nuove prospettive. Nel loro insieme, questi oggetti raccontano la missione della Fondazione: valorizzare la dimensione umana del fare e le storie racchiuse in ogni manufatto.
Oltre 20 video accompagnano la presentazione, offrendo uno sguardo sui processi di realizzazione e brevi conversazioni con gli autori, che riflettono sui gesti, sulle intenzioni e sui processi che danno forma a ciascuna opera. “Ci interessa la bellezza non come risposta, ma come domanda”, affermano i fondatori Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe. “Non è una fuga dalla realtà, ma un modo per confrontarsi con essa. Quando la bellezza lascia spazio ad ambiguità, lentezza e contraddizione, quando turba invece di risolvere, allora diventa una forma sottile di protesta. Questa Presentazione è un invito a guardare più a lungo, ad accogliere l’incertezza e a riconoscere il fare come un atto profondamente umano, in cui concetto e artigianato si incontrano, portando con sé la cultura e la memoria delle mani”.
