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The Only True Protest Is Beauty, a Venezia va in scena la prima exhibition della Fondazione Dries Van Noten

Palazzo Pisani Moretta, ph. Camilla Glorioso

The Only True Protest Is Beauty, a Venezia va in scena la prima exhibition della Fondazione Dries Van Noten

by Nicolò Ferraris
12 Marzo 2026

Il 25 aprile 2026, la Fondazione Dries Van Noten di Venezia inaugura la sua prima presentazione, dal titolo The Only True Protest Is Beauty. Curata da Dries Van Noten insieme a Geert Bruloot, la presentazione indaga l’artigianato come linguaggio espressivo e come mezzo per trasmettere emozioni. Il titolo riprende un verso del cantautore e attivista politico statunitense Phil Ochs, le cui canzoni divennero inni di protesta negli anni Sessanta: “In such ugly times, the only true protest is beauty”.

Distribuito tra il piano terra e i due livelli del piano nobile di Palazzo Pisani Moretta, la mostra si articola in venti stanze composte in modo intuitivo. Superando i confini tra discipline diverse, riunisce arte, design, fotografia, vetro, ceramica e sperimentazioni sui materiali in una ricerca sulla capacità della bellezza di mettere in discussione le convenzioni. Qui oltre 200 opere di talenti affermati ed emergenti dialogano tra loro e con l’architettura, la storia e le decorazioni del palazzo, costruendo un percorso guidato più dall’istinto che da una struttura rigida.

Fondazione Dries Van Noten, The Only True Protest Is Beauty

Una selezione di pezzi provenienti dagli archivi di diverse case di moda è presentata accanto a creazioni contemporanee, sottolineando il ruolo duraturo della moda come forma di espressione culturale capace di generare riflessioni critiche. Opere d’arte e design da collezione convivono con lavori più fluidi e sperimentali – realizzati sia da creativi indipendenti sia da artisti rappresentati da gallerie internazionali – aprendo nuove strade di interpretazione e narrazioni sensoriali. Allo stesso modo, il sapere tradizionale è presentato accanto a voci innovative provenienti da diversi contesti internazionali, riflettendo l’impegno della Fondazione nel preservare il patrimonio e sostenere nuovi talenti e nuove prospettive. Nel loro insieme, questi oggetti raccontano la missione della Fondazione: valorizzare la dimensione umana del fare e le storie racchiuse in ogni manufatto.

Oltre 20 video accompagnano la presentazione, offrendo uno sguardo sui processi di realizzazione e brevi conversazioni con gli autori, che riflettono sui gesti, sulle intenzioni e sui processi che danno forma a ciascuna opera. “Ci interessa la bellezza non come risposta, ma come domanda”, affermano i fondatori Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe. “Non è una fuga dalla realtà, ma un modo per confrontarsi con essa. Quando la bellezza lascia spazio ad ambiguità, lentezza e contraddizione, quando turba invece di risolvere, allora diventa una forma sottile di protesta. Questa Presentazione è un invito a guardare più a lungo, ad accogliere l’incertezza e a riconoscere il fare come un atto profondamente umano, in cui concetto e artigianato si incontrano, portando con sé la cultura e la memoria delle mani”.

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