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Stress acustico, nuove soluzioni d’arredo

Floema Panels, pannelli acustici fonoassorbenti ad alte prestazioni

Stress acustico, nuove soluzioni d’arredo

by Francesca Monsagrati
15 Marzo 2022

La pandemia ha aumentato la sensibilità e l’attenzione delle persone a suoni e rumori. Così, architetti e progettisti iniziano a studiare soluzioni fonoassorbenti da integrare nell’arredo e guardano a materiali naturali e sostenibili.

La società del rumore ha i giorni contati. In un futuro non molto lontano, non si potrà più prescindere dal benessere acustico delle persone. A partire dal design degli interni. Già oggi, in fase di progettazione, c’è una certa propensione ad anticipare le scelte sul piano acustico per evitare di dover intervenire a lavori conclusi con pannelli fonoassorbenti che rompano l’armonia degli ambienti. “Trovare soluzioni prima, studiare i materiali e organizzare gli spazi per un’acustica migliore è sicuramente una delle ultime tendenze su questo fronte”, spiega Ingrid Paoletti, docente del Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano. Lo stress da inquinamento acustico non è più tollerato, questo è certo. “In questo periodo di chiusure e lockdown forse è anche aumentata la nostra sensibilità al suono e al benessere in generale. Non siamo più disposti a sopportare contesti e situazioni che ci possano mettere a disagio”.

FARE I CONTI CON L’ONDA SONORA E I SUOI EFFETTI
Ottenere una perfetta acustica non sarà più solo un passaggio obbligato di teatri, cinema, e locali con musica dal vivo. Qualsiasi spazio che riunisca un gran numero di persone, a partire dagli uffici, dovrà fare i conti con l’onda sonora, che è “complessa”, “imprevedibile” e genera effetti psicologici non indifferenti, sia sulla concentrazione che sugli stati di agitazione. “Mentre sulla luce e sul calore ci si intende, sull’acustica – argomenta Paoletti – siamo tutti diversi, più o meno sensibili. E’ una materia articolata, che sta diventando una nuova frontiera di interesse, anche dal punto di vista delle normative”.
Solo con il digitale e le nuove tecnologie, negli ultimi anni, simulare il comportamento del suono è diventato più semplice. “Prima si usavano strumenti algoritmici complessi, a edificio finito, con cui si calcolavano i decibel e l’assorbimento da parte dei materiali. Ora esistono software di progettazione che permettono di anticipare queste decisioni e riuscire a capire meglio come si comporterà il suono”. Nel frattempo, anche la ricerca sui materiali ha fatto passi avanti. In questo caso, sono due i fronti: “Il primo è l’utilizzo di materiali naturali o riciclati, che rispondano a un’esigenza di sostenibilità e salubrità degli ambienti”. E quindi sughero, sughero accoppiato a legno, legni riciclati, carta riciclata e compattata o micelio. Prodotti che, insomma, permettano anche di “sagomare più facilmente i pannelli fonoassorbenti in base all’ambiente”. La seconda tendenza è “fare pannelli sempre più performanti, aggiungendo all’acustica altre prestazioni elevate, come fare luce o raccogliere calore”. Da qui, la produzione di tende realizzate con tessuti fonoassorbenti, di lampade, porte, divisori, pouf, vetrate e altri complementi d’arredo che riescano a unire proprietà acustiche alla gradevolezza estetica.
L’ideale, però, sul fronte architettonico, resta sempre partire dalla progettazione degli spazi. Ad esempio, “si può fare attenzione ai nodi, alle interfacce, ai pilastri, ai solai, con un approccio olistico e sinergico tra le diverse componenti dell’edificio. Invece di agire soltanto sulle pareti tra gli appartamenti o tra i negozi, si può pensare anche di lavorare sulle interfacce”, sottolinea la docente. E’ qui, tra le pareti, che il rumore si muove, cercando i punti deboli dove insinuarsi e distribuirsi in maniera più fastidiosa. Una strategia di isolamento acustico può tenere conto di tutto questo, dai componenti costruttivi alla fase di arredo. Tra l’altro, “è importante capire bene come interessa che si senta il parlato in una stanza, perché in un ambiente troppo ovattato ci si sente comunque male: un conto sono i decibel e un conto sono le frequenze”. Una pessima acustica, tra l’altro, non solo genera ansia, ma è dimostrato scientificamente che possa interferire con l’apparato cardiocircolatorio e con l’apparato digerente. “Penso che in futuro ci saranno più regole e più silenzio, in generale. Il pubblico, poi, direziona l’offerta: già ora si tende sempre di più a scappare dai luoghi rumorosi e la pandemia ha accentuato il desiderio, quando si esce di casa, di stare bene, in luoghi confortevoli”. Un maggiore riguardo verso un’acustica gentile potrebbe essere la prossima trasformazione socio-culturale dell’Italia, un Paese che, a differenza di altri nel mondo, non brilla per attenzione al problema dell’inquinamento acustico.

MUSICALIZZARE LOCALI E RISTORANTI. E NON SOLO
La musicalizzazione di locali e ristoranti, ad esempio, è un segnale di sottovalutazione degli effetti indesiderati di volumi troppo elevati sulla psiche delle persone. Nei Paesi del Nord Europa c’è grande interesse per questi aspetti, “soprattutto in Danimarca e Olanda, che lavorano molto sul legno”. Ed è dai Paesi Nordici che arrivano anche molti studi sulla psicoacustica e sulle percezioni multisensoriali, ovvero sulla percezione del suono da parte delle persone in differenti condizioni atmosferiche. La stessa cura per i rivestimenti fonoassorbenti c’è anche tra i giapponesi, “che nelle loro case prediligono sistemi lievi e flessibili e hanno l’esigenza di capire il rapporto tra leggerezza e acustica”. Un cambiamento, da questo punto di vista, è atteso anche in Italia.
“Penso che un’evoluzione di questo tipo stia già avvenendo anche qui. La nostra sensibilità al suono, come ad altri fattori, si è fatta più profonda. E’ come se, dopo la pandemia, avessimo i nervi scoperti. Oggi è difficile che qualcuno torni in un luogo dove si è sentito a disagio. E’ una tendenza che porterà del buono, anche dal punto di vista della qualità architettonica”. Sarà sempre più normale, osserva Paoletti, chiedere a progettisti e costruttori che “gli edifici siano belli e performanti da ogni punto di vista, per aumentare la qualità della nostra vita”.

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