L’Italia è il secondo fornitore dopo la Cina e davanti alla Turchia. Nel 2024 l’export italiano verso la regione ha raggiunto i 231 milioni di euro. Ma serve rafforzare la strategia commerciale per battere la concorrenza.
Ricco, in crescita e fortemente orientato alla qualità, il mercato della Penisola Arabica si conferma un’area di grandi opportunità per la filiera tecno-lapidea italiano che conta oltre 3.200 aziende nel settore e circa 34 mila addetti, con un fatturato complessivo di 4,5 miliardi di euro ed un export di circa 3 miliardi di euro, con un’incidenza sulla produzione del 70%. Per l’Italia, secondo dati Nomisma per Marmomac, la sfida è chiara: consolidare il posizionamento costruito negli ultimi anni, valorizzare i punti di forza del made in Italy e cogliere le opportunità legate a una domanda in piena trasformazione, che guarda sempre più al lusso, alla tecnologia e alla sostenibilità. Arabia Saudita ed Emirati restano i poli centrali, ma l’intera regione si muove lungo traiettorie di espansione che non sembrano destinate a rallentare.
Italia tra i top exporter
In generale, la Penisola Arabica si conferma una delle aree più dinamiche al mondo per l’industria lapidea e, per i materiali da costruzione di pregio. Le economie dell’area stanno crescendo a ritmi sostenuti e presentano redditi pro-capite tra i più elevati a livello globale, fattori che alimentano una domanda crescente di pietre naturali lavorate, macchinari e tecnologie per il settore. A trainare il mercato contribuiscono piani di sviluppo ambiziosi come Vision 2030 in Arabia Saudita, i grandi progetti immobiliari e infrastrutturali, e l’esplosione del comparto hospitality, con centinaia di strutture di lusso in costruzione. Secondo i dati Nomisma, nel 2024 i Paesi della Penisola Arabica hanno importato prodotti lapidei per circa 1,3 miliardi di euro, in aumento del 29% rispetto al 2019. Anche i primi mesi del 2025 confermano il trend positivo, con un ulteriore +15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’area si configura così come un mercato strategico per l’Italia, che vanta una lunga tradizione e una forte reputazione internazionale nel settore. La Penisola Arabica si approvvigiona in larga misura da Cina, Italia, Turchia, India e Grecia. La Cina rimane il principale esportatore con il 23% di market share, ma l’Italia segue a ruota con una quota del 18%, in crescita rispetto al 2019. Nel 2024 l’export lapideo italiano verso la regione ha raggiunto i 231 milioni di euro, con un mix dominato dalle pietre naturali lavorate (74% del totale), seguite da grezzi (12%), macchinari (9%) e beni strumentali (5%). Se la concorrenza cinese si dimostra agguerrita, soprattutto sul fronte dei prezzi, il made in Italy si distingue per qualità, design e capacità di soddisfare una clientela high-end, sempre più rilevante in mercati come Arabia Saudita ed Emirati. Proprio questi due Paesi assorbono oltre l’80% delle forniture italiane, con Riad che pesa per il 48% e Dubai per il 35%.
L’analisi della composizione dell’import evidenzia che la componente principale riguarda le pietre lavorate, che da sole valgono oltre un miliardo di euro. Ma a crescere più velocemente sono i macchinari e le tecnologie, che tra 2019 e 2024 hanno segnato un incremento dell’88%. Si tratta di un trend che apre spazi significativi per le imprese italiane specializzate in soluzioni ad alto contenuto tecnologico. In termini di performance, l’Italia si colloca stabilmente nella top 3 dei fornitori della Penisola Arabica per tutte le categorie: terza per pietre lavorate, seconda per macchinari e beni strumentali, e ben posizionata anche nei grezzi, dove la concorrenza è più serrata.
Arabia Saudita al centro della trasformazione
Il mercato saudita rappresenta la vera locomotiva dell’area. Con un Pil da oltre mille miliardi di dollari nel 2024 e una crescita prevista intorno al 3-4% annuo nei prossimi tre anni, il Paese si sta trasformando grazie a un massiccio piano di investimenti immobiliari e infrastrutturali. Secondo le elaborazioni Nomisma su dati CBRE e Deloitte, il valore dei progetti immobiliari in pipeline nella Penisola Arabica ha raggiunto 1.680 miliardi di dollari nel 2024, di cui oltre mille in Arabia Saudita. A questo si aggiungono i giga-progetti come NEOM e Qiddiya, insieme a eventi internazionali che richiameranno flussi di investimenti e visitatori, dall’Expo 2030 alla Coppa del Mondo FIFA 2034. L’espansione del comparto hospitality è altrettanto rilevante: nella regione risultano in costruzione o pianificazione oltre 600 progetti alberghieri, di cui metà concentrati in Arabia Saudita. Le strutture di lusso rappresentano circa il 30% del totale, confermando una domanda premium che ben si sposa con il posizionamento dei prodotti italiani.
Opportunità e sfide per le imprese italiane
Il quadro che emerge è di forti opportunità ma anche di crescente competizione. Se da un lato la qualità e la reputazione del made in Italy costituiscono un asset strategico, dall’altro la presenza cinese e turca impone alle aziende italiane di rafforzare le strategie di penetrazione commerciale. Tra le leve chiave vi sono la capacità di presidiare il canale dei grandi progetti immobiliari, la costruzione di partnership locali e la valorizzazione del design come fattore distintivo. In prospettiva, anche l’innovazione tecnologica legata alla sostenibilità e alla digitalizzazione dei processi potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo cruciale.
