Da sessant’anni Santalucia Mobili conferma la propria linea di business, puntando su arredi per le zone giorno e notte di fascia medio-alta. Nata come un laboratorio artigianale nel 1965, l’azienda di Prata di Pordenone (PN) ha saputo crescere – attestandosi a 31 milioni di euro di ricavi nel 2024 – e diventando quest’anno società benefit. Questo passaggio rappresenta un impegno concreto per un modello di business che integra la performance economica con l’obiettivo di generare un impatto positivo sulla società e sull’ambiente. Con questa scelta, Santalucia Mobili consolida il suo impegno verso la sostenibilità e l’etica aziendale. Abbiamo parlato di tutto questo e della futura strategia dell’azienda con il CEO Jacopo Galli.
Sessant’anni di attività segnano una lunga evoluzione. Quali sono stati i principali traguardi raggiunti dall’azienda?
In sei decenni abbiamo attraversato diverse fasi di crescita. Nati come produttori di camere entry price e camerette per bambini, abbiamo progressivamente ampliato l’offerta a camere e soggiorni, passando da modelli fissi a soluzioni componibili. Questo cambiamento ha segnato il nostro ingresso in fasce di mercato superiori, con un posizionamento oggi medio-alto. Nel 2017 abbiamo inoltre rinnovato il logo e avviato un percorso di comunicazione più strutturato, che continua a guidare la nostra identità di brand.
La trasformazione in società benefit rappresenta un passo importante. Cosa vi ha spinti verso questa scelta?
Diventare società benefit è stata una naturale evoluzione del percorso avviato nel 2020. È un impegno formale verso una gestione d’impresa responsabile e sostenibile, in linea con quella che mi piace definire serietà friulana. Non si tratta di un gesto simbolico, ma della volontà di integrare la sostenibilità nel nostro modello di business, con l’obiettivo di essere un riferimento positivo per il settore.
Come si struttura la vostra produzione e in che modo garantite il controllo delle fasi produttive?
Gestiamo internamente l’intero ciclo produttivo, partendo da materie prime grezze. Utilizziamo colle viniliche a base acqua, senza formaldeide, e i nostri prodotti sono certificati FSC. L’attenzione alla qualità e alla sostenibilità accompagna ogni fase, dal materiale al prodotto finito.
La sostenibilità è ormai un pilastro del settore. Su quali materiali innovativi state lavorando?
Stiamo già impiegando tessuti rigenerati nei divani, progettati per essere completamente disassemblabili. Ogni componente può essere sostituito, prolungando così la vita del prodotto. Stiamo studiando anche alternative sostenibili per i pannelli, un ambito ancora poco trattato in Italia. Le nostre ricerche all’estero, in Giappone e nel Nord Europa, ci hanno mostrato soluzioni avanzate, ma nel mercato italiano la domanda di prodotti sostenibili è ancora in fase di assestamento e il consumatore fatica ad accettare costi superiori.
Quali sono le vostre performance economiche e le prospettive per il futuro?
Nel 2024 abbiamo raggiunto un fatturato di 31,7 milioni di euro. Per il 2025 prevediamo una crescita del 5%, puntando al consolidamento nei mercati principali e allo sviluppo di nuove linee di prodotto e canali di vendita.
Che peso ha l’export e quali sono i mercati più strategici per voi?
L’export, inclusi i progetti contract, rappresenta circa il 20% del nostro fatturato. I mercati principali sono Spagna, Qatar, Francia, Grecia e Stati Uniti, dove abbiamo registrato un leggero rallentamento. Abbiamo inoltre una buona presenza in Asia, in particolare nelle Filippine, a Singapore e nel Regno Unito.
I dazi statunitensi e la concorrenza asiatica preoccupano molte aziende. Come affrontate questa sfida?
Le politiche commerciali degli Stati Uniti introducono incertezza, influenzando le decisioni dei clienti e la stabilità degli ordini. Inoltre, la crescente competitività di Paesi come Vietnam e Cina, che potrebbero spostare il focus verso l’Europa, aggiunge pressione al mercato. Per questo stiamo rafforzando la diversificazione geografica, così da ridurre la dipendenza da singole aree.
Quali strategie di sviluppo intendete adottare in questo contesto di volatilità economica e geopolitica?
Pur mantenendo gli Stati Uniti come mercato chiave, stiamo ampliando la nostra presenza in Medio Oriente e nel Sud-Est asiatico, con particolare attenzione a Singapore e alle Filippine. L’obiettivo è crescere in aree dinamiche e investire nel segmento contract, che rappresenta una leva di espansione ad alto valore aggiunto.
Il contract è quindi un motore di crescita. In che modo si integra nel vostro modello di business?
Abbiamo sviluppato un dipartimento dedicato ai progetti speciali, concentrato su residenze di pregio e strutture alberghiere. Il contract, più che una semplice estensione del retail, è oggi un canale strategico: consente di valorizzare la personalizzazione e la qualità artigianale, rispondendo a una domanda crescente di soluzioni su misura.
