Sanlorenzo, secondo gruppo mondiale nella cantieristica di alta gamma, annuncia l’apertura di un nuovo polo produttivo a Pensacola, in Florida. L’impianto, già in costruzione, nasce dall’accordo siglato lo scorso 20 gennaio con il team American Magic e produrrà entro il 2027 un terzo delle barche a vela Swan e delle imbarcazioni a motore Bluegame. Lo stabilimento – 6.503 metri quadrati per 140 lavoratori – sarà finanziato dal governo della Florida, giocando in anticipo sui dazi imposti dall’amministrazione Trump.
“Produrre in loco è una scelta strategica – ha dichiarato in una recente intervista al Corriere della Sera Massimo Perotti, Executive Chairman del gruppo – soprattutto per Bluegame, molto apprezzata negli USA per le sue barche robuste, definite dagli americani l’Hammer del mare. Ma l’accordo è importante anche per Swan: negli anni ’90 era il marchio di barche a vela più venduto in America. Ora vogliamo rilanciare questo segmento”.
Il mercato americano, dove si vendono ogni anno 300mila nuove unità da diporto (95% a motore, 2% a vela), è cruciale per l’industria europea, che nel 2024 ha esportato verso gli USA imbarcazioni per 1,4 miliardi di euro. L’Italia detiene il 40% di questa quota. La produzione americana riguarderà esclusivamente modelli sotto i 24 metri, mentre la gamma Sanlorenzo – yacht sopra i 24 metri – resterà interamente in Italia. “Il nostro core business non teme i dazi – spiega Perotti – perché sopra i 24 metri non c’è produzione americana e i clienti benestanti continueranno a rivolgersi all’Europa, all’Italia in particolare”.
Il gruppo ha chiuso il 2024 con un fatturato di oltre 1 miliardo di euro: 800 milioni da Sanlorenzo (70 barche con prezzo medio di 12 milioni), 100 milioni da Swan (oltre metà delle barche sopra i 24 metri) e 100 milioni da Bluegame (interamente sotto i 24 metri). “Il segmento sotto i 24 metri vale oggi 150 milioni per noi – aggiunge Perotti – ma con la produzione in Florida puntiamo ad arrivare, entro 2-3 anni, a 50 milioni annui solo da lì. E se il mercato risponderà, potremmo ampliare la gamma”.
Una mossa che rafforza la presenza diretta in un mercato strategico, con un’offerta calibrata su domanda, gusti e condizioni locali, mantenendo al contempo l’eccellenza produttiva italiana nel segmento top di gamma.
