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Salone del Mobile, al via oggi. Sold out con 1.900 aziende

Salone del Mobile, al via oggi. Sold out con 1.900 aziende

by Redazione
21 Aprile 2026
Prende il via oggi  a Fiera Milano Rho fino e fino a domenica il Salone del Mobile di Milano. In un momento di forte instabilità geopolitica, i numeri si confermano positivi. Sold out per gli espositori: i numeri ufficiali confermano la vitalità della kermesse, che quest’anno comprende le biennali dedicate alla cucina e al bagno: 1.900 espositori (di cui il 36,6% dall’estero) su oltre 169mila mq di superficie espositiva. Oltre 160 brand espongono in fiera per la prima volta, mentre 66 vi fanno ritorno dopo alcuni anni: un bel segnale per questa manifestazione che tanto ha contribuito a costruire la credibilità del design italiano e il suo successo in tutto il mondo.
“È  un punto fermo in un tempo instabile”, commenta Maria Porro, presidente del Salone. “E, mai come in questi ultimi anni essere un punto fermo, sebbene in continua trasformazione ed evoluzione, è diventato un valore fondamentale per le imprese e i professionisti dell’arredo e del design, sovrastati da eventi imprevedibili e incontrollabili”. In primis la guerra in Iran che mette a rischio la crescita globale, impattando in particolare su un’area – quella del Golfo – in cui l’industria dell’arredamento sta investendo da anni con convinzione, come dimostra l’evento pilota organizzato lo scorso novembre a Riyadh dal Salone stesso («Red in Progress»), in vista del lancio, il novembre prossimo, della prima edizione di un vero e proprio spin-off della manifestazione nella capitale saudita. Ma anche il rallentamento dlela Cina, la guerra tra Russia e Ucraina, la crisi energetica e delle catene di approvvigionamento, i dazi americani.  

“Nonostante queste instabilità, l’impatto della guerra sul Salone è stato pressoché nullo per quanto riguarda gli espositori: solo due aziende, una libanese e una indiana, hanno cancellato la propria partecipazione, perché impossibilitati a spedire le merci, oltre a due gallerie emiratine. Eventuali defezioni da parte dei visitatori saranno invece quantificabili solo a partire da oggi, giorno di inaugurazione della 64esima edizione della manifestazione, che sarà aperta fino a domenica negli spazi di Fiera Milano a Rho. E se è verosimile un calo degli operatori in arrivo dal Medio Oriente, le attese sono comunque positive, perché aumenta l’interesse da altre geografie. Merito anche della strategia internazionale perseguita dal Salone stesso, con un intenso programma di roadshow e attività promozionali in mercati chiave, dalla Germania agli Stati Uniti, dal Giappone all’India. D’impatto anche le iniziative di incoming per buyer selezionati, portata avanti da anni grazie al supporto di Ice Agenzia.

Tra le novità, l’avvio del progetto dedicato al contract e il Salone Raritas, che ospita edizioni speciali e icone del design. Ma anche l’avvio del progetto Salone Contract affidato allo studio OMA di Rem Koolhaas e David Gianotten, che debutterà nel 2027, e già quest’anno prevede un Forum e percorsi dedicati a questo canale distributivo sempre più rilevante per la crescita delle imprese italiane.

Il Salone non è comunque solo business per l’arredamento e il design. Nel sistema economico milanese, il Salone del Mobile 2026 si conferma sempre più una piattaforma internazionale. Non è solo il design a viaggiare globale, ma soprattutto la spesa turistica: dei 255,3 milioni di euro generati complessivamente durante la settimana in Fiera Milano Rho, la quota decisiva arriva dall’estero.

Secondo il Centro Studi di Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza, il 62,4% dei visitatori proviene fuori dall’Italia e produce 179,9 milioni di euro, in crescita del 31,5% rispetto al 2025. Una dinamica che ridisegna gli equilibri dell’indotto: oggi sono i turisti internazionali il vero motore economico della manifestazione.

La loro spesa si concentra in particolare sull’ospitalità, con 80,7 milioni destinati agli hotel (quasi il 45% del totale straniero), seguiti da 52,9 milioni per la ristorazione e 37,4 milioni per lo shopping. Più marginale, ma comunque rilevante, la quota per i biglietti d’ingresso (8,9 milioni). Il profilo che emerge è quello di un visitatore ad alta capacità di spesa, che vive Milano a tutto tondo, tra accoglienza, lifestyle e retail.

Specularmente, si riduce il peso dei turisti italiani. Il 37,6% dei visitatori genera 75,4 milioni di euro, in calo del 12,1% rispetto allo scorso anno. A incidere è soprattutto una minore capacità di spesa, distribuita in modo più uniforme tra alloggio (23,7 milioni), ristorazione (24 milioni) e shopping (22,4 milioni), con una quota relativamente più alta destinata ai biglietti (7%).

Il dato complessivo – oltre 319.400 visitatori (+5,5%) e una spesa media pro capite di 251,7 euro (+8,6%) – conferma la forza attrattiva dell’evento, ma evidenzia anche un cambio di paradigma: la crescita non è più trainata dal mercato domestico, bensì da quello internazionale.

In questo scenario, Milano rafforza il proprio posizionamento come destinazione globale capace di intercettare flussi ad alto valore. Il turismo legato al Salone non è più solo complemento alla fiera, ma leva strategica, sempre più orientata verso un pubblico internazionale che determina ritmi e dimensioni dell’intero indotto.

 

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