Coinvolgere maggiormente il ‘lato’ creativo della filiera quando si studia e poi si realizza un progetto industriale per il design è il modo giusto per creare prodotti che, seppur all’avanguardia per estetica o dal mood espressamente luxury, siano in grado di rispondere in modo puntuale anche alle esigenze più funzionali del cliente finale. Lo ha spiegato l’architetto Roberto Palomba, co-founder dello studio Palomba Serafini Associati, durante l’11° Pambianco Interni Design Summit. “Oggi per il nostro lavoro nel mondo dell’arredo e del design è sempre più importante una vera e coerente integrazione della filiera. Se infatti io, che faccio parte della componente creativa dell’azienda, non sono allineato con le altre anime più commerciali e industriali di un progetto, il rischio è quello che il risultato non sia all’altezza delle attese. Chi fa il creativo deve essere più coinvolto nei processi aziendali ma anche lavorare per imparare a coinvolgersi di più”.
Secondo il designer che ha sviluppato progetti di interior e industrial design in tutto il mondo infatti, oggi non basta oggi fare una buona performance sul piano del progetto, ma è anche necessario che questa idea sia in qualche modo integrata con quelle che sono le necessità dell’azienda e del mercato. “Il prodotto che arriva all’utente finale infatti deve rispettare anche un’accessibilità. L’alternativa infatti è quella di continuare ad arroccarsi su creazioni di lusso che non hanno la capacità di ‘arrivare’ al pubblico più vasto. Io credo che invece la missione del design sia anche quella di gratificare più persone possibile unendo nel modo migliore estetica e funzionalità”.
Una visione che vale anche quando si realizzano progetti per il mondo dell’alberghiero e dell’accoglienza, ambito molto in crescita per chi si occupa di arredo e design in questo momento. “Quello dell’hospitality è un settore in grande sviluppo anche grazie al fatto che in qualche modo sta usufruendo tantissimo della creatività di quei progettisti come noi che hanno prima lavorato anche nell’architettura residenziale o per il product design. Proprio perché quella empatia, quell’emozione, quell’esperienza che nasce dall’arredo si trasporta poi nel tipo di vita che viene fatta all’interno degli spazi dell’albergo. Bisogna anche qui capire però che questo tema specifico dell’abitare ha delle caratteristiche molto tecniche che vanno poi rispettate. Quindi bisogna capire che questi arredi vanno progettati in una determinata maniera, mentre a volte noi creativi tendiamo a voler invece innamorarci di un’idea e non confrontarci con quelle che invece sono le reali necessità dell’utente”.