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Scapin inaugura la Marmo Arredo Stone Gallery

Marmo Arredo Stone Gallery

Oltre la materia: la tecnologia ridisegna l’industria del marmo

by Nicolò Ferraris
27 Febbraio 2026

Il progresso tecnologico guida la trasformazione del settore marmifero: tra sostenibilità, design e innovazione, aziende italiane e internazionali ridefiniscono il futuro della pietra naturale e di quella ingegnerizzata.

Nel mondo della pietra naturale, l’innovazione tecnologica non è più un semplice supporto al processo produttivo: è il motore che consente al settore di superare i propri limiti, ridefinendo gli standard di qualità, sicurezza e sostenibilità. Come emerge dal Directory 2025 elaborato da Confindustria Marmomacchine, l’industria lapidea, da sempre simbolo di tradizione artigianale e competenze manuali, si trova oggi al centro di una trasformazione profonda che coinvolge materiali, macchinari e processi. È un’evoluzione che affonda le radici nella seconda metà del Novecento, quando l’automazione e i beni strumentali iniziarono a integrarsi con il lavoro umano, dando impulso a un’inedita crescita della produttività.

Oggi il progresso tecnologico resta la leva principale di sviluppo e competitività, soprattutto per il made in Italy, che continua a distinguersi per capacità di innovazione e qualità costruttiva. Nonostante un contesto globale complesso, l’export di macchinari per la lavorazione del marmo e della pietra conferma la leadership italiana, sostenuta da un know-how riconosciuto e da un approccio integrato che unisce ricerca, estetica e performance. È in questa direzione che si muovono le aziende italiane e internazionali più dinamiche del settore, capaci di coniugare visione industriale e sensibilità progettuale: come Scapin Group e MGIC, che investono in tecnologia per costruire un futuro in cui la pietra non è più soltanto materia, ma espressione di innovazione e cultura produttiva.

Scapin Group: la tecnologia al servizio della sostenibilità

Fondato in Veneto nel 1981, Scapin Group ha costruito la propria identità sull’evoluzione tecnologica, trasformando la lavorazione della pietra naturale in un laboratorio di innovazione. Dopo gli esordi con il marchio Marmo Arredo, l’azienda ha intrapreso un percorso di ampliamento che l’ha portata, alla fine degli anni ’90, a investire nei materiali tecnici e nelle superfici composite. La svolta è arrivata con Quartzforms, brand nato dall’acquisizione dello stabilimento di Magdeburgo in Germania, che ha permesso al gruppo di consolidare la propria presenza internazionale e di esplorare le potenzialità del quarzo tecnico.

Alla base di questa crescita c’è una costante ricerca applicata: materiali riciclati, tecnologie di produzione evolute, processi di trasformazione a basso impatto. La nuova collezione Madreterra, seconda della linea sostenibile Ecotone, rappresenta la sintesi di questa visione: un progetto che unisce estetica e responsabilità ambientale, in cui il 100% della componente minerale proviene da riciclo minerario. Non si tratta solo di una risposta alle esigenze di mercato, ma di un modello produttivo che eleva il concetto di ‘upcycling’ a valore industriale.

Come sottolinea Marco Scapin, art director del gruppo, “il nostro materiale tecnico è progettato per superare i limiti di quello naturale: è durevole, anassorbente, resistente ai graffi e tecnicamente avanzato, ma resta un prodotto che deve emozionare”. Con un fatturato stabile intorno ai 60 milioni di euro e una quota export del 30%, l’azienda guarda ora ai mercati di Medio Oriente e Asia, mantenendo al contempo solide radici europee. La tecnologia, in questo percorso, non è fine a sé stessa: è lo strumento attraverso cui Scapin costruisce bellezza, efficienza e sostenibilità, anticipando le nuove tendenze del design responsabile.

MGIC: l’ingegneria della pietra per progetti su vasta scala

Se Scapin rappresenta l’evoluzione della manifattura italiana, MGIC (Marble & Granite International Co.) incarna la visione internazionale di un gruppo che ha fatto della tecnologia il cuore del proprio sviluppo. Parte della saudita CPC Holding, MGIC ha scelto Marmomac 2025 come trampolino per il suo ingresso nel mercato europeo, con l’obiettivo di trasferire nel Vecchio Continente il know-how maturato in Medio Oriente attraverso progetti di portata monumentale.

Come racconta Houssam Tabbarah, production director dell’azienda, “il debutto a Verona non è stato solo una vetrina, ma una dichiarazione d’intenti: vogliamo dialogare con la comunità europea dell’architettura e del design, condividendo la nostra esperienza tecnica e la nostra visione estetica”. Con ricavi previsti per il 2025 pari a 1,5 miliardi di Riyal, MGIC punta su un approccio integrato che abbraccia l’intera filiera, dal sourcing alla progettazione, fino all’execution in cantiere.

L’azienda ha firmato opere di rilievo come il Four Seasons Red Sea Resort, il Red Sea International Airport e il Delta Marriott Hotel di Gedda: progetti che testimoniano la capacità di fondere artigianalità e tecnologia, tradizione e innovazione. Il cuore del metodo MGIC risiede nell’impiego di macchinari di ultima generazione, nella digitalizzazione dei processi e nella personalizzazione produttiva. Ogni progetto è un laboratorio in cui si sperimentano soluzioni su misura, frutto di un dialogo continuo tra materiali, ingegneria e design.

Questa sinergia tra visione creativa e capacità tecnica è ciò che consente a MGIC di superare le barriere della complessità architettonica e di collocarsi tra i player globali della pietra naturale. Innovazione, in questo contesto, non significa soltanto progresso tecnologico, ma anche cultura del progetto: un modo di intendere la materia come linguaggio contemporaneo, capace di unire tradizione e futuro.

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