Il Viaggio di Arketipo: dagli Archivi di Stato ai Monumenti dell’Est

Tra riedizioni iconiche e nuove interpretazioni del comfort e della materia, Arketipo presenta tre prodotti accomunati da una forte identità estetica e da un approccio progettuale che valorizza lavorazioni artigianali, volumi scultorei e dettagli costruttivi. Dalla poltrona Spring di Adriano Piazzesi al divano Wideboy di Giuseppe Viganò, fino al tavolo Elements di Gino Carollo, ogni pezzo interpreta in modo diverso il rapporto tra struttura, equilibrio e percezione dello spazio.

Il progetto Arketipo Heritage nasce da un lavoro di ricerca all’interno dell’archivio storico dell’azienda, con l’obiettivo di riscoprire e valorizzare progetti che hanno segnato la sua storia, interrogandosi sulla loro attualità nel panorama contemporaneo. Il primo protagonista di questo percorso è Spring, la poltrona disegnata nel 1970 da Adriano Piazzesi, maestro e artista capace di esprimere una visione creativa libera e trasversale, applicata a molteplici discipline. Riportare alla luce questo progetto non ha significato realizzare una semplice riedizione, ma intraprendere un’autentica operazione di ricerca storica. In assenza dell’esemplare originale, Arketipo ha richiesto i brevetti conservati negli archivi di Stato, recuperato le dime storiche e gli appunti annotati su un dépliant originale del 1970, ricostruendo e verificando ogni dettaglio del progetto. Un percorso durato quindici mesi, che ha permesso di restituire fedelmente un’icona del design. Il risultato preserva la straordinaria leggerezza visiva e l’estetica d’avanguardia che caratterizzavano Spring, rafforzando al tempo stesso la memoria storica del marchio. Più che un oggetto, Spring torna a essere un patrimonio progettuale vivo, capace di alimentare la ricerca contemporanea. Arketipo Heritage si propone così come un manifesto programmatico destinato a proseguire con la reinterpretazione di altri progetti storici di Adriano Piazzesi, le cui linee senza tempo continuano a offrire una lettura originale e attuale del living contemporaneo.

Wideboy: l’abbraccio visivo del comfort

Wideboy, firmato da Giuseppe Viganò, interpreta in chiave contemporanea il concetto di accoglienza. Esistono oggetti che richiedono una spiegazione e altri che, al primo sguardo, comunicano immediatamente la loro essenza: Wideboy appartiene a questa seconda categoria. Fin dalle prime fasi progettuali, l’obiettivo era chiaro: creare un divano che trasmettesse una sensazione di comfort già con la sola presenza visiva e che, una volta vissuto, confermasse pienamente quella promessa. Un risultato che Arketipo è riuscita a raggiungere, coniugando ricerca progettuale e qualità costruttiva. Le proporzioni generose, unite alla cura sartoriale del guscio esterno, invitano naturalmente al relax, offrendo un’esperienza tattile morbida, avvolgente e al tempo stesso sofisticata. Wideboy è un progetto in cui il comfort percepito trova un riscontro concreto e immediato, trasformando un’impressione iniziale in un’esperienza autentica. Una promessa di benessere che non ha bisogno di essere dichiarata: è il design stesso a comunicarla.

Elements: inno brutalista e ode alla pietra

A completare questo dialogo tra epoche e suggestioni, il tavolo Elements di Gino Carollo si spinge oltre i segni monumentali. La partenza è un foglio bianco su cui comporre uno studio mirato e attento degli Spomenik, i celebri monumenti brutalisti dell’Est Europa. Elements traduce quella stessa forza primordiale, fiera e scultorea, in un oggetto potente e di straordinaria imponenza. Le maestose basi sfaccettate in metallo e marmo sono la solida struttura necessaria a supportare il piano in legno e marmo dalla trascendente forza visiva. Un’opera d’arte d’arredo flessibile ed eclettica, che si esprime attraverso la scelta di diverse tipologie di materiali per adattarsi a ogni visione dell’abitare. Un inno alla geometria complessa che trasforma la durezza in poesia e il rigore in un elemento potente ma fortemente evocativo. Elements è tutto questo, quella forza primordiale, fiera e scultorea di un un oggetto fortemente caratterizzato e maestoso.

Editoriali di David Pambianco