Performance in ulteriore calo nel secondo trimestre del 2025 per Natuzzi. Le vendite nette dell’azienda di Santeramo in Colle (BA) sono scese a 78,3 milioni di euro, segnando una diminuzione del 7,2% rispetto agli 84,4 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. La perdita netta è stata pari a 6 milioni di euro, rispetto ai 2,4 milioni di euro registrati un anno fa.
Per quanto riguarda i primi sei mesi dell’anno, il fatturato si è attestato a 156,4 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 168,9 milioni di euro dello stesso periodo del 2024. La perdita netta è stata di 10,1 milioni di euro, contro i 4,1 milioni di euro dello scorso anno.
Intanto il consiglio di amministrazione ha approvato un piano di ristrutturazione che si concentra principalmente sull’hub industriale italiano e su una significativa riduzione dei costi fissi a livello di gruppo. Sono in corso trattative con le istituzioni italiane per affrontare le sfide del mercato del lavoro e garantire la sostenibilità a lungo termine. Il piano di ristrutturazione include anche l’approvazione per rafforzare la struttura patrimoniale del gruppo.
“Il contesto operativo rimane sfidante – ha commentato Pasquale Natuzzi, presidente e CEO ad interim del gruppo – influenzato dall’instabilità geopolitica, da un mercato immobiliare statunitense debole, da un euro in rafforzamento e da tassi di interesse ancora elevati. Questi fattori hanno influenzato la fiducia dei consumatori e rallentato la domanda di beni semi-durevoli. Inoltre, le tensioni commerciali derivanti dai dazi imposti dagli Stati Uniti hanno aumentato l’incertezza, con i distributori e i loro acquirenti che hanno dato priorità alla riduzione delle scorte piuttosto che a nuovi ordini. Di conseguenza, le vendite consolidate per il primo semestre non hanno soddisfatto le nostre aspettative, rendendo più difficile assorbire i costi fissi e proteggere i margini”.
In particolare il piano di ristrutturazione, mirato a ripristinare efficienza e redditività in tutto il gruppo, prevede una significativa riduzione dei costi fissi; una maggiore flessibilità nella capacità produttiva; la cessione di alcuni asset non strategici in Italia; l’esternalizzazione di attività a basso valore aggiunto; una revisione della struttura del capitale e l’adozione di misure di rafforzamento del capitale.
Nel breve termine, si legge in una nota dell’azienda: “la società si impegna a mantenere un rigoroso controllo sui flussi di cassa e sui costi, con particolare attenzione alla gestione del capitale circolante. Nonostante le incertezze, i pilastri della strategia commerciale rimangono invariati, con investimenti in innovazione, design, marketing ed esperienza del cliente che stanno dando buoni risultati. La divisione Trade & contract offre opportunità di crescita, con nuovi progetti a Dubai e Gerusalemme. La strategia di distribuzione continua con l’ottimizzazione della rete e la ristrutturazione di negozi. La nomina di nuovi responsabili commerciali in Nord America e Regno Unito segna progressi importanti. Inoltre, è in corso la ricerca di un nuovo CEO e l’azionista ha garantito una linea di credito fino a 15 milioni per supportare la ristrutturazione e la stabilità finanziaria”.
