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L’illuminazione è hi-tech

L’illuminazione è hi-tech

by Redazione
17 Aprile 2018

Light + Building si conferma evento di riferimento del settore a livello mondiale, con un significativo aumento delle presenze internazionali (+70% per gli espositori e 52% per i visitatori). segno che l’illuminazione è diventata un settore chiave per l’arredo e non solo. da qui infatti passano le nuove tecnologie digitali.

I numeri parlano chiaro. La decima edizione di Light + Building, una delle fiere biennali di settore più importanti, soprattutto se si guarda alla parte tecnologica del mondo dell’illuminazione, si è chiusa lo scorso 23 marzo con un segnale di crescita rispetto alla precedente. Sono aumentati sia gli espositori provenienti da 55 paesi (2.714, +3%) sia i visitatori, da 177 paesi che hanno toccato le 220mila presenze contro il dato di 216.610 del 2016. Dopo la Germania, la nazione più rappresentata tra i visitatori è stata la Cina, alla quale segue subito dopo l’Italia. Light + Building, spesso soprannominata la fiera delle innovazioni, ha puntato i riflettori sulla rivoluzione digitale in atto dovuta all’uso imponente dei LED.

La tecnologia degli OLED, prossima meta dell’illuminazione

I RITORNI E I NUOVI VOLTI
Tra i rientri di rilievo c’è quello di Luceplan (acquisita da Philips nel 2010) che ha presentato tre collezioni eclettiche, perfettamente allineate al brand (Bulbullia di Francisco Gomez Paz, Farel di Diego Sferrazza e Lita di David Dolcini). Un ritorno importante come ha infatti dichiarato a Pambianco Design Patrizia Vicenzi, business leader Luceplan: “Siamo orgogliosi di aver partecipato a Light + Building, perchè la kermesse di Francoforte, con la sua vocazione tecnologica di respiro internazionale, è la vetrina ideale per mostrare l’eccellenza di Luceplan nel campo della ricerca”. Un altro nome storico della luce italiana è stato FontanaArte, acquisita da Italiancreationgroup nell’ottobre 2016 e da poco guidata da Giuseppe Di Nuccio, che ha impostato da subito una forte strategia per il brand: la presenza in fiera e il restyling del flagship store milanese. “La priorità che abbiamo voluto dare a FontanaArte – ha infatti dichiarato il neo amministratore delegato della holding a Pambianco Design – è stata quella di valorizzare il flagship store di corso Monforte, con un restyling concept in collaborazione con lo studio di architettura Francesco Librizzi, per far diventare lo spazio una vera e propria destinazione nella capitale milanese”. Secondo Librizzi, che ha anche curato lo stand di FontanaArte in fiera, “Light + Building ha ospitato anche una piccola presenza del decorativo e l’ho trovato molto interessante. Molti degli espositori ‘tecnici’ rappresentano la migliore filiera del mondo della luce, bacino al quale FontanaArte ha sempre attinto. Diamo a Francoforte il merito di provare a fornire un’immagine più completa del mondo della luce, mostrandosi in una versione più vicina alla ‘boutique’ e non solo alla dimensione meno sofisticata della fiera” Tra le new entry c’è anche Penta, che ha scelto Francoforte per il lancio della nuova società Penta Architectural Light, nata dalla recente acquisizione di AWG Lighting. “Penta diventa Penta Group – ha spiegato il CEO Andrea Citterio – un unico gruppo flessibile e iper specializzato, composto da tre anime, Penta Light per l’illuminazione decorativa, Penta Architectural per quella più tecnica e Pcustom Light, quale partner di architetti e designer per progetti tailor made”.

Stand di Luceplan con lampada Mesh di Francisco Gomez Paz (2015)

AUMENTANO GLI INVESTIMENTI SU R&S
La strada che sta imboccando il mondo del lighting si dirige sempre di più verso la connettività, uno dei tema chiave della fiera. In una recente ricerca, la GIA (Global Industry Analysts) ha dichiarato che il settore dello Smart lighting dovrebbe superare i 47 miliardi di dollari americani entro il 2020. Questo grazie all’uso dei LED nei sistemi d’illuminazione che portano a rivoluzionare completamente anche il modo di vivere delle persone. Ora sono maggiori le possibilità di customizzazione e di trasformare la luce e le informazioni che con essa vengono trasmesse. Colossi internazionali come Zumbtobel, Philips ed Erco sono infatti in prima linea negli investimenti sul settore Ricerca & Sviluppo. Luciano Cinquemani, Field Marketing manager del Gruppo Trilux, ha segnalato che la multinazionale tedesca di illuminazione ha stanziato un investimento pari a 47 mln di euro nel periodo che va dal 2011 al 2017. Tra le italiane c’è iGuzzini. “Investiamo il 7% del nostro fatturato sul settore Ricerca & Sviluppo.” ha affermato il vice presidente Paolo Guzzini, che ha poi indicati sui nuovi mercati verso i quali guardano: “da un lato, l’Arabia Saudita sta vivendo una rinascita che la rende per noi un paese molto importante e dall’altro il mercato nordamericano sul quale, grazie alla recente acquisizione di Sistemalux, siamo diventati la prima azienda”.

LE ITALIANE PUNTANO SULLA TECNOLOGIA
Spiccano aziende italiane storiche come Flos che, all’interno dello stand progettato da Vincent Van Duysen, ha presentato tra le altre soluzioni, Fast Track, un nuovo sistema di binari per proiettori con i quali creare scenografie di luce usando l’applicazione Flos Smart Control. Costruito come una piccola città, lo stand di Artemide ha visto la partecipazione di designer di tutto il mondo e la presentazione di prodotti innovativi, come ad esempio l’evoluzione lineare di Calipso del designer scozzese Neil Poulton (già presentata a Euroluce l’anno scorso) e le nuove Gople Lamp di Jakob Lange a capo del BIG Ideas Project dello studio olandese BIG. La luce di questi apparecchi a sospensione in vetro soffiato è caratterizzata da una tecnologia RWB che favorisce sia la crescita delle piante che la creazione di un ambiente fisiologicamente confortevole per l’uomo. Lasciando i grandi nomi, ma rimanendo nella sperimentazione, ecco Aldabra, una delle prime aziende italiane ad aprire ai LED e che continua oggi a investire internamente realizzando non solo prodotti innovativi, come il sistema a sospensione modulare Shanghai, ma anche i propri progetti elettrotecnici. Infine Davide Groppi ha presentato il sistema Endless, brevettato dal suo team: un nastro conduttore adesivo per pareti o soffitti per “portare differenza di potenziale dove si desidera in modo grafico e digitale”.

di Costanza Rinaldi

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