Visione e scelte di vita di un creativo, Jean-Marie Massaud, che non si piega alle logiche di mercato, ritenute un freno all’innovazione espressa innanzitutto attraverso il design. La collaborazione con Poliform e la creazione di un lab dove si studia il futuro.
La sua filosofia di vita si può riassumere in un titolo ad effetto, di quelli che suscitano una certa invidia. “La definirei ‘working on vacation’, lavorare in vacanza. Non è sempre stato così, ma da cinque anni è quel che sto facendo, e la qualità della mia esistenza è totalmente cambiata”. Incontriamo Jean-Marie Massaud al Salone del Mobile, nello stand di Poliform, dove ha presentato le novità 2016 disegnate per il brand di Inverigo (Como) con cui vanta una collaborazione ormai consolidata e che nel passato ha dato frutti come il divano Bristol (2013), la collezione di madie Pandora Night (2012), le sedute Santa Monica (2011) e la collezione Ipanema (2013). Quest’anno si è dedicato all’area living con Mondrian, sistema divano con l’aggiunta di una linea di tavolini, caratterizzato da una totale libertà compositiva. “Poliform è per me un punto di riferimento con la sua capacità di unire qualità, eleganza, comfort e customizzazione” sottolinea Massaud, che ha anche firmato la collezione Sydney, sempre in ambito living, e la sedia Stanford. Per presenziare all’appuntamento cruciale dell’anno, la design week milanese, il designer nato a Tolosa e formatosi a Parigi ha abbandonato per qualche giorno il suo luogo del cuore, il borgo medioevale di San Paul De Vence, sospeso tra le acque della Costa Azzurra e le cime delle Alpi Marittime. La decisione di trasferirsi in Provenza è giunta al termine di un periodo di lavoro fin troppo intenso vissuto a San Francisco, dove Massaud stava per essere schiacciato dai ritmi massacranti delle start-up in Silicon Valley e dei nuovi imprenditori, sacrificando il tempo per se stesso e per la famiglia. “Andavo troppo veloce e avevo bisogno di ridisegnare anche la mia vita, che ho trasformato in un’esperienza piuttosto piacevole…”. La svolta esistenziale è coincisa con quella professionale, permettendo a Massaud di abbandonare la schiavitù del dover pensare all’immediato. “Oggi le aziende per cui lavoro mi chiamano per sviluppare soluzioni a medio/lungo termine, non il prodotto per l’anno prossimo. La fretta a mio avviso non è mai positiva, tantomeno per un designer: diventa pericolosa non soltanto per la creatività, che potrebbe venir meno, ma anche per l’identità e la conseguente sovraesposizione mediatica”.

Alle collaborazioni con i brand di arredamento (oltre Poliform, Massaud vanta attualmente rapporti con Poltrona Frau, Mdf Italia, Arper e Dedon), il premio designer dell’anno 2009, titolo attribuito da Maison&Objet, ha avviato un progetto che gli sta particolarmente a cuore. Si tratta di un lab mirato alla sperimentazione. “Avevo compreso – racconta – che le mie idee inserite all’interno di aziende complesse e strutturate, ad esempio Toyota nel mondo dell’auto, finivano per essere ostacolate dai vertici aziendali perché, in quanto esterno, venivo considerato come elemento d’attrito, sostanzialmente concorrenziale e pericoloso. Ho quindi deciso di svilupparle in maniera autonoma, creando un mio brand e ponendomi come utilizzatore finale, giudice della bontà di quanto elaboro, per individuare in un secondo momento il potenziale partner industriale interessato a svilupparlo. Oggi questo laboratorio d’innovazione costituisce la mia principale occupazione. Mi permette di ragionare libero da ogni schema”. La libertà è un traguardo che Massaud si è costruito passo dopo passo, lavorando duramente in passato ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro, a un mondo possibile. L’essenza della sua creatività si esprime nell’indicare soluzioni, che non significa necessariamente risolvere problemi in maniera funzionale e secondo logiche di mercato. Il suo design è disciplina fondata su una sintesi creativa, intesa come fusione di tutti gli elementi che sono alla base di un concept ma al tempo stesso espressione di un’ambizione di fondo che deve chiaramente emergere, com’è avvenuto in progetti-manifesto quali l’hotel/dirigibile Manner Cloud o il Volcano Chivas Stadium di Guadalajara, esempio di struttura a basso impatto ambientale per eventi sportivi. “Le realtà economiche più forti che si stanno imponendo nel mondo – sostiene – non sono fondate sul marketing ma sull’innovazione, ovvero sul design”. Non a caso, dovendo indicare chi sia stato il miglior creativo dell’ultimo mezzo secolo, Massaud risponde senza indugi: Steve Jobs, uno che, di decisioni in controtendenza rispetto al mercato e di soluzioni in anticipo sui tempi, qualcosa ne sapeva.
di Luca Zappi
