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Spallino (Ilti Luce): “Export e innovazione per il lighting architetturale di Nemo Group”

La mostra a Milano "I capolavori, Pellizza da Volpedo", con l'illuminazione realizzata da Ilti Luce

Spallino (Ilti Luce): “Export e innovazione per il lighting architetturale di Nemo Group”

by Nicolò Ferraris
16 Luglio 2026

La crescita di Ilti Luce rappresenta uno dei principali driver dell’evoluzione di Nemo Group, segnando il progressivo rafforzamento del gruppo nel segmento dell’illuminazione architetturale. L’acquisizione del marchio, proveniente dall’esperienza internazionale maturata all’interno del gruppo olandese Signify, ha consentito di affiancare al business storico dell’illuminazione decorativa una piattaforma dedicata ai sistemi per l’architettura, valorizzando competenze tecniche, processi industriali consolidati e una forte specializzazione progettuale. Negli ultimi anni il brand ha intrapreso un percorso di sviluppo mirato, con l’obiettivo di consolidare il proprio posizionamento attraverso una maggiore focalizzazione sul prodotto architetturale, sulle soluzioni custom e sul dialogo con il mondo della progettazione. Un’evoluzione che ha portato Ilti a diventare un asset strategico per la crescita del gruppo, con una visione orientata all’internazionalizzazione e alla costruzione di nuove opportunità nei mercati professionali. Con Andrea Spallino, CEO di Ilti Luce e COO di Nemo Group, abbiamo parlato dei piani di sviluppo dell’azienda.

Quali sono oggi i segmenti di prodotto e le tipologie di progetto su cui Ilti Luce sta registrando le performance migliori?

All’interno del gruppo abbiamo definito con precisione il ruolo di Ilti Luce, evitando sovrapposizioni con gli altri brand. La strategia si basa su tre direttrici principali. La prima è l’outdoor, un segmento che rappresentava un’opportunità di sviluppo importante per il gruppo. L’illuminazione da esterno è un mercato molto tecnico, regolamentato e complesso, ma crediamo sia fondamentale integrare competenza progettuale ed estetica, creando prodotti capaci di rispondere alle esigenze funzionali senza rinunciare alla qualità formale. La seconda area riguarda il prodotto customizzato, ovvero soluzioni sviluppate insieme ad architetti e interior designer sulla base delle necessità specifiche di un progetto. La terza riguarda i sistemi modulari e derivati: prodotti flessibili che consentono un alto livello di personalizzazione senza richiedere ogni volta un processo di sviluppo completamente nuovo, garantendo quindi maggiore rapidità e competitività. Dal punto di vista applicativo lavoriamo principalmente su hospitality, residenziale e uffici, con una particolare attenzione agli spazi esterni. Il rapporto con architetti e progettisti è centrale: il nostro obiettivo non è semplicemente sviluppare prodotti per gli architetti, ma svilupparli insieme a loro, partendo dalle esigenze reali dei progetti. L’illuminazione outdoor oggi deve tenere insieme tecnologia, normative e sostenibilità, ma anche una dimensione più umana. Significa valorizzare l’architettura e il paesaggio rispettando la natura circostante.

Il progetto di illuminazione esterna del Palazzo Civico di Torino

Qual è il peso economico di Ilti Luce all’interno di Nemo Group?

Ilti Luce ha chiuso il 2025 con un fatturato intorno ai 7 milioni di euro. Nel 2026 stiamo registrando una crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente, grazie al lavoro svolto sul prodotto, all’ampliamento delle categorie merceologiche e al rafforzamento dell’organizzazione. L’obiettivo è consolidare questa crescita e creare una nuova base di sviluppo per gli anni successivi. In questa direzione saranno importanti anche nuove collaborazioni con designer internazionali, sia per lo sviluppo di prodotti sia per la partecipazione a progetti di alto livello. A livello consolidato, Nemo Group dovrebbe chiudere con un fatturato compreso tra 50 e 60 milioni di euro, considerando tutte le filiali e le diverse realtà del gruppo.

Quanto pesa oggi l’export sul fatturato di Ilti Luce e quali sono i mercati strategici?

L’export rappresenta oltre il 70% del fatturato di Ilti Luce. Storicamente il brand ha avuto una presenza importante in Europa, che resta un mercato fondamentale, ma oggi vediamo grandi opportunità di crescita anche in Medio Oriente e negli Stati Uniti. Continuiamo inoltre a investire nei mercati europei più consolidati, come Francia, Regno Unito e Spagna, senza dimenticare l’Italia, che rimane un mercato strategico e nel quale stiamo registrando risultati interessanti grazie a nuovi investimenti commerciali.

Sono previste nuove collaborazioni e nuovi lanci di prodotto nei prossimi mesi?

Sì, il piano di sviluppo prevede numerose novità. Porteremo avanti un percorso di innovazione attraverso nuove partnership con designer e studi di progettazione. Le collaborazioni nascono in modi diversi: alcune partono dallo sviluppo di un prodotto, altre da un progetto specifico che richiede una soluzione dedicata e che può poi trasformarsi in una relazione continuativa.

L’illuminazione dell’aeroporto di Copenhagen

Quanto è importante il rapporto con architetti e progettisti per un brand come Ilti Luce?

È fondamentale. Un prodotto architetturale ha caratteristiche diverse rispetto a un prodotto destinato al retail: la distribuzione tradizionale può avere un ruolo, ma non è sufficiente. Serve una rete di interlocutori capaci di comprendere il valore tecnico, progettuale e narrativo del brand. Gli architetti rappresentano quindi partner strategici perché consentono di portare il prodotto direttamente all’interno di progetti concreti, verificandone applicazioni e prestazioni. La forza di questa collaborazione sta proprio nel fatto che il prodotto viene misurato sul campo, attraverso esigenze reali e contesti complessi.

Come è organizzata la produzione?

La produzione di Ilti Luce è prevalentemente concentrata nella sede di Torino, città dove il brand ha mantenuto la propria sede storica. A livello di gruppo abbiamo invece due principali poli produttivi: uno in Brianza e uno in Cina, dove possediamo direttamente una struttura produttiva. La fabbrica cinese rappresenta una piattaforma complementare a quella italiana e permette maggiore flessibilità, vantaggi logistici e una risposta più rapida ai mercati asiatici, mantenendo un controllo diretto sui processi e sulla qualità.

Quali sono gli obiettivi di sviluppo per i prossimi anni?

La priorità è accelerare ulteriormente la crescita internazionale e consolidare il posizionamento di Ilti Luce come brand di riferimento nell’illuminazione architetturale, sia in Italia sia all’estero. Un elemento fondamentale sarà continuare a costruire una cultura progettuale forte. Nel nostro settore non basta raccontare un catalogo: è il progetto realizzato a dare valore al prodotto. Poter raccontare interventi complessi, come l’illuminazione di un museo, di un edificio storico o di una sede internazionale, significa dimostrare competenza, affidabilità e capacità di confrontarsi con interlocutori di alto livello. È questa la direzione in cui vogliamo continuare a muoverci.

*Notizia modificata il giorno 16 luglio 2026 alle ore 17:55

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