Nel 2025 il titolo di “museo più bello del mondo” non va a una nuova architettura iconica, ma a un edificio industriale riconvertito. Il Kunstsilo di Kristiansand, in Norvegia, ex silo per cereali degli anni Trenta trasformato in un «granaio dell’arte», si è aggiudicato l’11ª edizione del Prix Versailles come Museo più bello del 2025. Un riconoscimento che conferma un cambiamento profondo nel modo di pensare i musei oggi.
Affacciato sul lungomare della costa meridionale norvegese, il Kunstsilo è il risultato del lavoro congiunto degli studi Mestres Wåge Arquitectes, BAX e Mendoza Partida. Il progetto non cancella l’identità originaria del colosso in cemento, ma la assume come struttura portante: verticalità, massa compatta e materialità industriale vengono riorganizzate in una sequenza di spazi espositivi calibrati su luce, proporzioni e vuoti. Ne nasce un museo che rinuncia all’estetica spettacolare per costruire un’esperienza misurata e coerente.
Il premio, istituito nel 2015 in collaborazione con l’UNESCO, valuta l’architettura secondo criteri che vanno oltre l’impatto visivo: qualità progettuale, sostenibilità, integrazione urbana e impatto sulla comunità. «Il Prix Versailles ci sfida a guardare oltre la sola estetica e a valutare l’architettura come una forza capace di plasmare il mondo in cui viviamo», ha sottolineato Irina Bokova, ex direttrice generale dell’UNESCO e presidente della giuria.
Dal punto di vista urbano, il Kunstsilo è diventato un perno di rigenerazione per Kristiansand, attivando il fronte portuale senza imporsi come landmark autoreferenziale. La bellezza nasce dalla relazione con il paesaggio nordico e dalla capacità dell’edificio di adattarsi alla luce naturale e all’uso quotidiano.
Determinante è anche la proposta culturale. Il museo ospita la Tangen Collection, la più vasta collezione al mondo dedicata al modernismo nordico, affiancata da un programma espositivo internazionale. Concerti, conferenze, laboratori creativi ed esperienze culinarie contribuiscono a definire il Kunstsilo come un polo culturale d’avanguardia. Sotto la direzione di Maria Mediaas Jørstad, il museo – inaugurato nel 2024 – sta rafforzando partnership internazionali e promuovendo accessibilità, diversità e coinvolgimento della comunità.
Nella stessa categoria, il premio speciale per gli interni è andato all’Audeum di Seul, primo museo al mondo dedicato all’audio e alla tecnologia del suono, progettato da Kengo Kuma and Associates. Situato nel quartiere di Gangnam, l’edificio si distingue per la facciata composta da 20mila tubi in alluminio che evocano la musicalità del vento e per un percorso sensoriale in pietra e cipresso pensato per l’introspezione. Il premio speciale per gli esterni è stato invece assegnato al Joslyn Art Museum di Omaha, per il Rhonda & Howard Hawks Pavilion firmato da Snøhetta, che dialoga con l’Art Déco storico e l’ampliamento di Norman Foster.
