Evoluzione e non rivoluzione. Con un fatturato consolidato di 80 milioni di euro nel 2024, il gruppo Giorgetti entra in una nuova fase e punta a valorizzare il proprio heritage, proiettandolo verso una dimensione internazionale. Dopo essere stato messo sul mercato due anni fa dal fondo Progressio Sgr, il gruppo di design è passato di recente a una cordata di investitori internazionali: Alsara Investment Group, Solida Capital e Vivium. I nuovi azionisti, con interessi tra Medio Oriente ed Europa e nel settore immobiliare e del lusso, portano ora avanti una visione orientata a dare al brand una maggiore visibilità globale, con un focus sull’espansione nei mercati internazionali e il rafforzamento del posizionamento nel segmento più alto del design contemporaneo. Ne abbiamo parlato con l’amministratore delegato Giovanni del Vecchio.
A fronte del recente riassetto societario, quali sono i prossimi passi della strategia di Giorgetti?
Con il nuovo assetto, che nasce dall’incontro tra imprenditori e investitori con una visione di lungo periodo, Giorgetti entra in una fase di evoluzione. L’obiettivo è quello di dare continuità al percorso intrapreso negli ultimi anni e, al tempo stesso, di accelerare la visibilità internazionale del brand, rafforzandone la presenza sui mercati globali e consolidandone il posizionamento nel segmento più alto del design contemporaneo. Negli ultimi dieci anni, abbiamo costruito la nostra crescita su un principio molto chiaro: evoluzione e non rivoluzione. Crediamo cioè in un’evoluzione costante e coerente, capace di valorizzare l’heritage e la tradizione artigianale che definiscono da sempre l’identità di Giorgetti, proiettandole però in una dimensione contemporanea, internazionale e fortemente orientata all’innovazione. Il nuovo corso va esattamente in questa direzione: continueremo a investire per rafforzare la nostra presenza nei mercati chiave attraverso nuove aperture e collaborazioni strategiche, per consolidare il canale contract e i progetti su misura, e per offrire ai nostri clienti un’esperienza sempre più personalizzata. Tutto questo mantenendo come costante la ricerca dell’eccellenza operativa e un approccio responsabile e orientato alla sostenibilità, che per noi è parte integrante del concetto stesso di qualità.

A quanto ammonta il vostro giro d’affari?
Nel 2024, a livello consolidato, abbiamo registrato un fatturato complessivo di circa 80 milioni di euro, in linea con i risultati del 2023. È un dato che consideriamo molto positivo, perché testimonia la solidità del gruppo e la capacità di mantenere performance stabili in un contesto internazionale complesso.
Il mercato internazionale sta attraversando un momento complesso, ma su quali mercati emergenti state puntando di più?
A metà ottobre abbiamo inaugurato un nuovo spazio di oltre 200 metri quadrati nel cuore del design district di Miami. Una nuova tappa in un mercato per noi strategico, già presidiato dalle insegne di New York, Boston, Houston, Los Angeles e Washington D.C., e dove sono previste ulteriori aperture in città chiave nel corso del 2026. Nell’area Asia-Pacifico, dopo il rallentamento registrato in Cina negli ultimi due anni, stiamo lavorando a un importante piano di rafforzamento del marchio, che si concretizzerà con nuove aperture previste nell’Estremo Oriente nel biennio 2026-2027. Anche in quest’area la nostra strategia è di medio-lungo periodo e intendiamo crescere affermando il valore distintivo del nostro design e del nostro saper fare. Il Medio Oriente è un’altra area di grande rilevanza strategica. Nei primi mesi del 2026 inaugureremo il nostro primo monobrand store a Dubai, in un edificio progettato appositamente per Giorgetti dal Premio Pritzker Richard Meier e gestito dal Atelio, la divisione design di Vivium, nostro partner locale e nuovo azionista del gruppo, insieme a Solida e Alsara Investment Group. Sempre nei primi mesi del 2026 avremo l’apertura di un secondo monobrand, in questo caso di proprietà, a Riyadh, a conferma della nostra volontà di rafforzare la presenza in una regione che mostra un crescente interesse per il design italiano di alta gamma. In Europa prevediamo una performance stabile nel 2026, ma con prospettive di crescita sostenuta negli anni successivi grazie a nuove aperture monomarca, come quelle già pianificate a Barcellona e Bucarest, che si aggiungeranno agli store di Milano, Parigi, Anversa e Londra.
Il made in Italy è un punto di forza del vostro marchio, come è strutturata la vostra produzione?
Il Gruppo Giorgetti produce interamente in Italia, con tre stabilimenti situati nel cuore del distretto produttivo brianzolo. A Meda, dove l’azienda è nata 127 anni fa da un laboratorio artigianale, si concentra ancora oggi la lavorazione del legno massello e la prototipia, cuore del nostro savoir-faire. A Lentate sul Seveso si occupano degli imbottiti, delle lavorazioni finali e dell’assemblaggio dei prodotti. Infine, a Misinto ha sede Battaglia, azienda entrata a far parte del gruppo nel 2018 e specializzata nella produzione di arredi custom e progetti su misura per hotellerie, boutique di lusso, yacht. I tre stabilimenti sono dotati di impianti fotovoltaici, con quelli di Meda e Lentate di nuovissima installazione. Questo riflette la nostra volontà di ridurre concretamente l’impatto ambientale dei propri processi produttivi, grazie anche a un monitoraggio costante. Oggi Giorgetti e Battaglia contano complessivamente 250 dipendenti, che permettono all’azienda di mantenere elevati standard di qualità, innovazione e personalizzazione.
