“Servono strumenti per esplorare nuove destinazioni, a partire da Emirati Arabi e Arabia Saudita, ma anche India e Brasile”. A parlarne è Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo intervenuto in occasione della conferenza del Salone.Milano. “Il momento è complesso ma bisogna vedere opportunità. La nostra filiera ha chiuso con segno meno che però è limitato e va letto come un buon risultato rispetto a inizio anno. Preoccupa il 2025 perché le elezioni americane hanno creato insicurezza. Il Salone del mobile in questo contesto è un raggio di luce: ci sono infatti dei mercati che si possono affrontare e il Salone crea momenti di incontro, in questo senso è una leva formidabile in un contesto di difficoltà”.
Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo su dati Istat, l’export della filiera legno-arredo ha chiuso il 2024 con un calo del 2,1% sul 2023, attestandosi a circa 19,4 miliardi di euro. Un anno che ha visto alternarsi mesi con performance molto negative a mesi con performance molto positive, fino a chiudersi con un dicembre sostanzialmente stabile.
Andamento che non ha consentito neanche di arrivare a un pareggio con il 2023. Il macrosistema arredamento ha comunque contenuto meglio le perdite con un -1,8%, raggiungendo un valore di 14,4 miliardi di euro, a conferma del ruolo strategico dell’arredo per la tenuta dell’intero settore.
L’export del macrosistema arredamento ha registrato un calo più contenuto rispetto all’intera filiera, chiudendo il 2024 a 14,4 miliardi di euro (-1,8%). Al primo posto della Top Ten, si conferma la Francia con un valore di 2,3 miliardi di euro e un -3,6%, seguita dagli Usa pressoché stabili (-0,8%) a 1,7 miliardi di euro. Terza classificata la
Germania con un -3,2% e un fatturato pari a 1,3 miliardi di euro; quarto il Regno Unito a -3,7%, negativa la Svizzera al quinto posto, mentre la Spagna registra un +4,1%, risultando la prima nella Top Ten con segno positivo.
Gli Emirati Arabi Uniti conquistano la settima posizione con un consistente incremento (+22,2%) pur rimanendo ancora contenuto il valore assoluto di questo mercato (0,4 miliardi di euro). La Cina scende all’ottavo posto con un consistente -17,9%. Chiudono la Top Ten il Belgio. a 0,4 miliardi di euro e i Paesi Bassi a 0,3 miliardi di euro.
Fra i cinque Paesi in cui il macrosistema arredamento cresce di più in valore assoluto, troviamo al primo posto gli Emirati Arabi Uniti con un incremento di 73,2 milioni di euro, pari al 22,2% e un mercato che vale 402 milioni di euro. Il Kirghizistan è secondo con 44,5 milioni di euro di incremento che in termini percentuali corrisponde a +140% di un mercato da 76,4 milioni di euro. L’Arabia Saudita terza, con circa 31 milioni di euro in più e una crescita del 14,6%. Chiudono Spagna e Polonia rispettivamente con un gap positivo di 25 e 22 milioni di euro (+4,1% e +9,7%).
“Leggendo i dati – spiega Feltrin – si può notare l’andamento negativo dei due principali mercati europei. La Francia si guadagna la prima posizione con un decremento di 86 milioni di euro (-3,6%), mentre la Germania (-3,2%) quarta su cinque, ne perde circa 43″. Nella Top Five delle peggiori performance del macrosistema arredamento spicca il -17,9% della Cina, che scende all’ottavo posto, perdendo circa 86 milioni di euro. A seguire l’Egitto con -47 milioni, ultimo Israele con -30 milioni di euro. Con un mercato europeo che dà evidenti segnali di arretramento e gli Usa che nel 2024 si sono dimostrati resilienti, ma la presidenza Trump potrebbe cambiare completamente lo scenario, risulta indispensabile mettere in campo strumenti volti a individuare nuove rotte. La vera sfida sarà capire dove puntare la bussola. In un momento tanto complesso e dai cambi di scenario repentini, le imprese non possono essere lasciate sole. “Servono – conclude Feltrin – strumenti di internazionalizzazione per esplorare nuove destinazioni, a partire da Emirati Arabi e Arabia Saudita, ma anche India e Brasile. L’India che
troviamo ancora al 29esimo posto ma che, dal 2013 al 2023, ha visto quasi raddoppiare il proprio volume (da 69 milioni a 112 milioni di euro), mentre il Brasile che ad oggi occupa il 54esimo posto, ha registrato un +30,3% passando dai 26 milioni del 2019 ai 38 del ’24. C’è ancora molto lavoro da fare e i mercati non si creano dall’oggi al domani, ma credo che siano due Paesi da tenere nei radar. Stante questi scenari, sarà fondamentale mettere in campo misure per l’internazionalizzazione e la valorizzazione delle fiere, quale strumento strategico per disegnare il nuovo mappamondo dei mercati, a partire proprio dal Salone del Mobile.Milano, che da sempre
supporta le aziende nelle loro strategie di business”.
