Tra i temi affrontati durante il 12° Pambianco Interni Design Summit, andato in scena a Palazzo Mezzanotte a Milano con il titolo “Design, industria e geopolitica: come stanno cambiando mercati, filiere e strategie di crescita nell’arredo”, particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione dei consumatori e alle nuove sfide che attendono il settore dell’arredo.
A offrire una fotografia aggiornata del mercato è stata Sita Ricerca, società di consulenza e ricerche di mercato specializzata nel lifestyle, entrata nel gruppo Pambianco nel 2022. Con quarant’anni di esperienza, l’istituto realizza ricerche qualitative e quantitative, tracking sui consumi e sulla comunicazione, mystery shopping e ricerca osservazionale. Inoltre, dispone di un panel proprietario per la realizzazione di survey ed è l’unico istituto in Italia a misurare i comportamenti d’acquisto nel settore dell’abbigliamento.
Secondo quanto illustrato da Désirée Di Leo, New Business Developer di Sita Ricerca, negli ultimi anni il consumatore del design e dell’arredo aveva attraversato una profonda trasformazione. “C’è stata una vera e propria rivoluzione”, ha spiegato Di Leo. “Dopo il Covid è cambiato il modo di vivere la casa: non è più un luogo da esibire, ma uno spazio da vivere. Parallelamente, il consumatore è diventato molto più informato e consapevole nelle proprie scelte d’acquisto”.
Le ricerche dell’istituto hanno evidenziato anche il superamento della fase di consumo impulsivo che aveva caratterizzato il periodo precedente. “È finita la sbornia iperconsumistica degli anni passati. Oggi il consumatore è tornato a cercare qualità, territorialità, memoria storica e memoria emozionale”, ha sottolineato Di Leo.
In questo nuovo scenario, l’arredo ha assunto un ruolo che è andato oltre la dimensione estetica e funzionale, acquisendo una forte componente emotiva. I prodotti sono stati chiamati sempre più a creare connessioni personali e significative con chi li vive quotidianamente.
Guardando invece alle imprese del settore, Di Leo ha evidenziato come una delle principali sfide per il design italiano fosse quella di recuperare capacità di attrazione e innovazione. “L’Italia è rimasta un punto di riferimento fondamentale nel design mondiale, ma per ragioni socioeconomiche condivise con molti altri Paesi non è più leader nell’innovazione come in passato”, ha osservato.
Da qui la necessità, per i brand dell’arredo, di tornare a costruire desiderio e distintività. “Il design italiano continua a vivere di stilemi straordinari e di un patrimonio unico. La sfida è quella di riuscire a generare nuovamente desiderabilità”, ha concluso Di Leo.
Un tema che ha attraversato l’intera giornata di lavori del Summit, confermando come la capacità di interpretare i nuovi comportamenti di consumo e di rinnovare il valore percepito dei prodotti rappresenti oggi uno degli snodi centrali per la crescita del comparto.