Non solo progetti contract per nuove realtà dell’hospitality e del residenziale, il Made in Italy continua a rafforzare la propria presenza nell’area. In apertura, nei prossimi mesi, nuovi uffici, showroom e monobrand. A partire da Riyadh.
Il nuovo piano di sviluppo saudita Vision 2030 – che prevede entro il 2030 una profonda trasformazione dell’economia nazionale, meno basata sugli idrocarburi e sempre più su manifattura e servizi – ha accelerato e favorito l’attività dei grandi gruppi italiani dell’intera filiera, dalle costruzioni edili fino al prodotto di design. Tra i big, a muoversi tra i primi c’è Mapei, multinazionale italiana guidata da Veronica e Marco Squinzi, player mondiali nella produzione di prodotti chimici per l’edilizia. Già presente in Arabia Saudita da alcuni anni, Veronica Squinzi spiega: “Per servire questo mercato in forte crescita abbiamo acquisito Bitumat, un’azienda leader nella produzione e commercializzazione di sistemi impermeabilizzanti, e ultimato i lavori per il nuovo stabilimento Mapei a Tabuk, nella regione di Neom, dove sono in corso progetti visionari come The Line, la futuristica città lineare, e Trojena, località sciistica tra le montagne. L’obiettivo, nei prossimi due o tre anni, è consolidare la nostra presenza investendo in capacità produttiva e diversificare il portafoglio di quanto prodotto localmente, in modo da soddisfare le crescenti esigenze del Paese”.
Edilizia e progettazione
Dal calcestruzzo alla progettazione, anche Progetto CMR International, holding dell’omonimo gruppo, ha recentemente siglato con lo sviluppatore Saudi Investment Company (SICO) una joint venture per costituire la nuova società, Progetto CMR Saudi, che opererà con progetti di architettura e soluzioni integrate sul mercato della penisola arabica. Avrà sede a Riyadh e sarà partecipata al 51% da Progetto CMR International e al 49% da SICO. “La costituzione di Progetto CMR Saudi rientra nel processo di espansione di Gruppo, finalizzata a cogliere opportunità di business in un mercato, come quello dell’Arabia Saudita, che mostra grandi potenzialità di sviluppo”, afferma Gabriele Cerminara, General Manager di Progetto CMR International. “Siamo lieti di intraprendere questa sfida con Saudi Investment Company (SICO), che condivide il nostro modello di business: una realtà capace di esprimere competenze differenziate e verticali attraverso le società del gruppo, ma che si pone come unico interlocutore nei confronti del cliente per la realizzazione di tutte le fasi di un progetto immobiliare”.
Tra gli studi di architettura che contribuiscono alla progettazione di The Line, l’avveniristica metropoli verticale che sorgerà a Neom: la nuova zona economica che sta prendendo forma in Arabia Saudita nella provincia di Tabuk, c’è lo studio Massimiliano e Doriana Fuksas. Una volta terminata – la fine lavori è prevista per il 2030 – The Line si presenterà come un monolite lungo 170 chilometri, largo solo 200 metri (per minimizzare lo spreco di suolo) e con un’altezza massima di circa 500 metri sviluppata su soli 34 chilometri quadrati: una scommessa ambiziosa ma anche virtuosa, che darà vita a una città a zero emissioni e del tutto autonoma dal punto di vista energetico, proprio perché le monumentali pareti a effetto-specchio che rivestono l’immenso building servono a produrre energia 100% rinnovabile e, in più, riflettono il paesaggio circostante, riducendo l’impatto visivo dell’edificio. Anche le risorse idriche di The Line saranno ottenute dalla desalinizzazione delle acque del mare. A Massimiliano e Doriana Fuksas, al timone dello studio di architettura internazionale con sedi a Roma, Parigi e Shenzhen, all’inizio è stato chiesto di occuparsi di una serie di spazi abitativi singoli, ma in seguito la commessa si è ampliata fino ad abbracciare tre moduli della nuova città (i numeri 48, 49 e 50), che fanno parte della prima tranche del master plan. Per ognuno dei tre blocchi, denominati Rocce (distretto residenziale), Nuvole (ambienti speciali, come per esempio i centri congressi) e Coralli (aree pubbliche come negozi, uffici e scuole), i progettisti italiani hanno scelto un tema che trae ispirazione dall’ecosistema circostante e dal background concettuale che ha contraddistinto alcuni dei loro lavori più noti, come la Nuvola di Roma, la Fiera di Milano e l’aeroporto cinese di Shenzhen. Ma con una differenza rispetto al passato: per The Line, infatti, il progetto nasce da un nuovo approccio alla lettura dello spazio, che fa leva sulla meccanica quantistica, sulla teoria dei frattali e sugli algoritmi e, attraverso l’espansione verticale, declina in maniera organica il principio del Zero Gravity Urbanism, la stratificazione che permette ai cittadini di muoversi nell’ambiente metropolitano nelle tre dimensioni (in alto, in basso o attraverso), limitando gli sprechi di tempo, evitando i rischi d’ingorgo e, di fatto, preservando il 95% del territorio su cui si svilupperà la città.
Illuminazione made in Italy
Sono numerosi anche i progetti seguiti da iGuzzini negli ultimi anni in Arabia Saudita dove l’azienda è già operativa dal 2010 e dove “a fine di questo mese apriremo una sede con uffici a Riyadh”, ha sottolineato il CEO, Cristiano Venturini. L’obiettivo è rafforzare l’azienda marchigiana di illuminazione (dal 2019 parte del gruppo svedese Fagerhult) che ha già preso parte ai progetti della Riyadh Metro Line 1-2-3-4-5 al Kind Salman International Airport HQ di Riyadh, ma anche a quello del Red Sea. Ha partecipato alla fornitura di soluzioni d’illuminazione per NEOM, la città futuristica in fase di costruzione nel nord-ovest dell’Arabia Saudita con un progetto che include un’illuminazione avanzata per creare spazi urbani suggestivi e all’avanguardia, che si integrano con l’ambiente circostante e sfruttano tecnologie sostenibili. iGuzzini si è occupata anche del Diriyah Gate, a Riyadh, uno dei siti storici e culturali più importanti in Arabia Saudita, per enfatizzare le strutture architettoniche tradizionali con tecnologie di illuminazione moderne ed efficienti.
Contract, ma non solo
“Il Middle East per noi rappresenta un mercato dalle forti potenzialità”, ha spiegato Demetrio Apolloni, CEO di B&B Italia Group, “in linea con il nostro obiettivo di espansione geografica, testimoniata anche dalla significativa quota export del Gruppo, superiore all’80%. Abbiamo un prestigioso store monomarca a Dubai, uno spazio di 950 mq su Jumeirah Road, in collaborazione con Baituti Home e lavoriamo per costruire solide relazioni con i nostri partner in tutta la regione. Un focus importante rimane sui progetti contract per realtà dell’hospitality e del residenziale, per cui cerchiamo di creare soluzioni bespoke che uniscano distintività, innovazione e funzionalità”.
Anche il gruppo Boffi|DePadova, brand sinonimo di una way of living d’alta gamma che dalla cucina si è allargata al bagno, ai mobili contenitori, agli imbottiti e a tutti gli ambienti della casa, incluso l’outdoor, spingendo l’acceleratore sul contract d’eccellenza, in tutto il mondo scommette sull’Arabia dove sta avviando parecchi cantieri di fascia alta in Medio.
Mercato in evoluzione e forte espansione anche per Molteni&C che sta aprendo, proprio in questi giorni, uno spazio espositivo di 500 mq a Riyadh. L’area verrà realizzata all’interno dello showroom di proprietà di Gallery Design. Con una prospettiva di apertura a giugno 2025, invece, nei prossimi mesi verrà allestito un flagship store di 800 metri quadrati sempre a Riyadh. Questa nuova realtà nascerà all’interno del complesso King Abdullah Financial District, il nuovo distretto finanziario della città di Riyadh, all’interno del quale vi sarà un’area destinata al design e al lifestyle.
Anche Venini, simbolo di eccellenza nell’arte vetraria italiana e parte del Gruppo Damiani, attua una strategia di espansione nel Medio Oriente. Ad oggi, è già presente negli Emirati Arabi Uniti con uno shop in shop presso That’s Concept Store nel noto Mall of the Emirates. La strategia di sviluppo per i mercati locali prevede nel 2025 l’apertura in nuove location: al piano terra del Dubai Mall – che nel 2023 con oltre 105 milioni di visitatori ha conquistato il titolo di luogo più visitato al mondo – e del Solitaire Mall di Riyadh, in Arabia Saudita.
L’area del Golfo e dell’Arabia Saudita si dimostra una delle più performanti anche per Poltrona Frau, non solo per i prodotti residenziali, ma soprattutto per progetti legati alla Business unit custom interiors. Un esempio è quello realizzato per il KFCC King Fahas Cultural Centre a Riyadh nel 2022. Originariamente costruito nel 1987, nel 2022 il Ministero della Cultura ha intrapreso un importante lavoro di ristrutturazione del KFCC, sviluppato da Giò Forma e gestito da Black Engineering. Il KFCC è un punto di riferimento culturale della città di Riyad, che gioca anche un ruolo chiave nella vita culturale saudita. Ospita una varietà di eventi, tra cui mostre, performance musicali e proiezioni cinematografiche, rivolgendosi a un pubblico locale e internazionale. Per il teatro, Giò Forma e Black Engineering hanno progettato con Poltrona Frau la poltrona King Fahad, che unisce eleganza classica e moderna, con materiali come pelle, legno e bronzo, e un touch screen integrato per una dimensione contemporanea e tecnologica. Intanto, presente con il primo branded space (Gallery Design) a Riyadh già nei primi anni 2000, l’intenzione di Poltrona Frau è quella di espandere la propria presenza in questo mercato strategico sia a livello residenziale che contract e per il 2025 ha già in calendario l’apertura di un nuovo monobrand a Riyadh con Majid Al Futtaim.
