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Novellini, nel 2023 ridotte le emissioni di gas serra del 27%

Arredo in frenata, tra i big del settore non mancano performance positive

by Davide Deponti
8 Aprile 2025

Dopo un 2023 in chiaroscuro non si ferma la discesa dei fatturati delle aziende italiane del mondo casa e design. Come hanno certificato anche i numeri complessivi della filiera legno-arredo secondo i quali lo scoro anno si è chiuso con un giro d’affari complessivo di 51,6 miliardi di euro, in flessione del -3% rispetto ai 53,2 miliardi fatturati nel 2023. Una flessione comunque contenuta e che prosegue il trend di normalizzazione avviato proprio nel 2023 all’indomani dei due anni di grande crescita dovuti al post pandemia. In mezzo a un valore negativo generale del comparto, non mancano gli exploit o comunque i risultati più interessanti se si vanno ad analizzare i dati a livello di singole aziende. È il caso ad esempio del Gruppo Molteni che ha chiuso il suo 2024 a 520 milioni di turnover, in crescita del +10% sul 2023. Ancora migliore la performance dell’Ebitda del gruppo che si attesta a 45 milioni (+35% anno su anno), come ha spiegato a Pambianco Design il CEO Marco Piscitelli: “In un contesto macroeconomico, politico e sociale, così incerto e complicato quale è stato il 2024, il gruppo è riuscito a conseguire tutti i propri target facendo leva sulla sinergia delle proprie aziende nonché sulle competenze applicate alla multicanalità dei propri business. Non solo quindi mantenendo fede ai propri programmi di aperture di flagship store dedicati al mercato tipicamente retail, ma anche sostenendo il piano di investimenti in spazi e risorse dedicate al mondo del progetto, sia esso residenziale, hospitality o navale”.

SALE IL VALORE DELLE VENDITE ALL’ESTERO

Interessanti anche le performance del Gruppo Dexelance che ha registrato ricavi pari a 324 milioni di euro, con una crescita anche considerando i dati a perimetro costante (+4% rispetto ai ricavi ‘full’ 2023, ovvero calcolati includendo nel perimetro di consolidamento anche i risultati di Cubo Design, Axolight e Turri come se l’acquisizione delle società fosse avvenuta in data 1° gennaio 2023 rispettivamente perfezionate a gennaio, luglio e settembre 2023). Entrando più nello specifico, Dexelance ha registrato una crescita sia nel comparto residenziale, che ha terminato l’esercizio con ricavi a 233 milioni di euro e in crescita del +3%, sia nell’area luxury contract, che ha chiuso l’anno a 91 milioni, in crescita del +7%. Inoltre l’incidenza delle esportazioni è rimasta stabile al 74%, con una sostanziale tenuta nell’area Europa che, pur restando il primo mercato del gruppo, ha visto un rallentamento in mercati importanti come Francia e Germania. Di contro la crescita in nord America e Middle east ha compensato i ricavi. Il mercato domestico ha dimostrato resilienza, chiudendo con ricavi in leggera crescita rispetto al 2023.
“In linea con l’obiettivo che ci eravamo dati – ha spiegato a Pambianco Design Andrea Sasso chairman e CEO di Dexelance -, abbiamo registrato ricavi in crescita per il secondo anno consecutivo, in controtendenza rispetto all’andamento generale del settore e in un momento storico difficile per il mercato dell’alto di gamma in generale. Interessante anche il dato dell’Ebitda del 2024 che è stato di 50 milioni di euro contro i 52 dell’anno prima. Sono per noi ottimi risultati, a maggior ragione considerando il confronto con il 2023, che per noi come gruppo, ma anche per le nostre singole società, era già stato un anno record. Da segnalare che durante l’anno passato abbiamo anche continuato a rafforzare gli investimenti in ambito commerciale, digitale e comunicazione, al fine di sostenere con decisione, soprattutto in un contesto di mercato complesso, il posizionamento dei brand del gruppo e il consolidamento dei rapporti con la rete distributiva, alla quale sono state dedicate azioni di qualificazione degli spazi espositivi, rinnovo e miglioramento degli strumenti di vendita e iniziative di co-marketing e co-branding. A questo punto quindi, per il 2025 ci aspettiamo un altro anno di assestamento del mercato, senza importanti stravolgimenti, considerando anche l’andamento dei diversi mercati. Noi puntiamo comunque a crescere ancora, continuando a performare meglio rispetto al nostro mercato di riferimento, come abbiamo sempre fatto”.

Risultato in linea con il 2023 per il Gruppo Colombini che chiude il 2024 ancora a 290 milioni di euro di fatturato ma con una migliore redditività: l’Ebitda infatti è in crescita del +13%. Anche per questo l’azienda sta valutando una o due acquisizioni che si potrebbero concretizzare già nel 2025. Oltre a ciò sono stati investiti oltre 15 milioni per ampliare la capacità di produzione, sviluppare la rete retail in Italia e a livello internazionale e anche per applicare le nuove soluzioni di intelligenza artificiale alla produzione. Da un punto di vista strategico e commerciale invece oggi il Gruppo Colombini mette insieme 235 negozi Febal Casa (195 in Italia e 40 all’estero) con l’obiettivo è arrivare a 300 entro la fine del 2025, una superficie produttiva di circa 275 mila metri quadri, oltre 1.300 collaboratori e una rete distributiva di oltre 11mia rivenditori. “Per il processo che stiamo portando avanti di internazionalizzazione del brand – ha spiegato Giovanni Battista Vacchi, Ad di Colombini Group – per il nuovo anno puntiamo sulla collaborazione tra Febal Casa e lo studio Zaha Hadid Architects che per il gruppo rappresenta una sinergia strategica di grande rilevanza. Il risultato è la collezione Onda grazie alla quale Febal Casa compie un ulteriore passo avanti nell’evoluzione del design, portando il proprio linguaggio progettuale a un livello superiore. Con questa collezione, abbiamo ridefinito il modo in cui design e industria si incontrano, sviluppando un prodotto che non è solo un’icona estetica, ma un asset strategico per il nostro posizionamento internazionale. Il design è un elemento chiave per posizionarsi in un mercato in continua evoluzione”.

FARI ACCESI SULLA DISTRIBUZIONE
Cresce anno su anno, dal +2%, anche il fatturato del Gruppo Lube che alla fine del 2024 è arrivato a 285 milioni di euro. “Lo scorso anno – ha detto il CEO Fabio Giulianelli – abbiamo anche consolidato la nostra rete distributiva, che rappresenta la chiave del nostro successo. L’attenzione alla qualità, al servizio e al prezzo competitivo è ciò che ci distingue. Oggi, il mercato italiano rappresenta ancora la principale area di riferimento per Lube, ma l’azienda sta accelerando l’espansione internazionale. Con una forte crescita in Europa, Medio Oriente e Asia, il gruppo punta a consolidare ulteriormente la propria presenza all’estero, con l’apertura di nuovi negozi mono-marca e la crescita del business nel settore contract. L’obiettivo è diventare un player globale nel settore delle cucine, puntando sulla forza del made in Italy, che continua a essere un valore altamente apprezzato nei mercati internazionali. Per il 2025 invece, le strategie di espansione sono focalizzate particolarmente sul brand Creo Kitchens con nuove inaugurazioni di store che offrono ai clienti una combinazione unica di qualità, servizio e prezzo, che è alla base della filosofia di business del giovane brand”. Nel contesto della distribuzione, proprio Creo Kitchens ha rappresentato un’importante evoluzione per il gruppo: il marchio si è rapidamente affermato come alternativa di qualità nel segmento delle cucine a prezzo contenuto, presentandosi come risposta diretta alla crescente domanda di soluzioni accessibili senza compromettere la qualità e i servizi al consumatore pre e post vendita. Una strategia che ha permesso all’azienda di catturare un pubblico che cerca un mix di convenienza, stile e prestazioni, senza rinunciare alla qualità.
Gruppo veneto attivo nel settore dell’arredo design d’alta gamma, dell’interior design e del contract, We.Do Holding ha chiuso il 2024 con 275 milioni di euro di fatturato, in calo del -3% rispetto ai 283 del 2023, e un Ebitda di 30 milioni corrispondente all’11% sui ricavi. “We.Do Holding ha chiuso l’esercizio 2024 consolidando la crescita registrata negli anni precedenti – ha spiegato il presidente del gruppo Andrea Olivi a Pambianco Design – e ponendo particolare attenzione all’integrazione orizzontale delle aziende. Abbiamo privilegiato l’attività maggiormente redditizia per assicurare anche in futuro una crescita progressiva con un maggior valore aggiunto: sviluppare e vendere conoscenze, servizi e tecnologie innovative insieme ai prodotti che li incorporano. È stato rinviato al 2025 il completamento, e la relativa fatturazione, di commesse in corso per 55 milioni di euro. Si è trattato di una pianificazione che ha consentito di razionalizzare la produzione e gestire i picchi produttivi, al fine di assicurare una maggiore efficienza e redditività”. È poi attualmente in fase di approvazione il nuovo piano industriale 2025-2028 del gruppo, in base al quale cresceranno gli investimenti sull’internazionalizzazione, specie negli Stati Uniti, e sul potenziamento delle risorse umane, oltre che sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale sia in ambiti produttivi che commerciali. “Grazie alla riorganizzazione interna potranno, inoltre, essere proposti sul mercato nuovi servizi a corredo dei prodotti tradizionali. Stiamo lavorando su un progetto industriale, non solo di aggregazione di aziende, e questo implica una visione omogenea, olistica, dell’abitare. Abbiamo sviluppato un modello in cui vogliamo integrare più offerte di prodotti e servizi: non solo la vendita attraverso la distribuzione retail ma anche la costruzione, l’arredamento completo, la fornitura di tecnologie e la gestione delle utenze per i nostri clienti. Nel 2025 e negli anni successivi immaginiamo uno sviluppo per crescita organica, accompagnata anche da acquisizioni esterne, a completamento delle nostre competenze. Le previsioni di fatturato al 2028 sono di 669 milioni di euro con un Ebitda a 98 milioni”.

DOPO I RECORD, IL CONSOLIDAMENTO
Per il 2024, sebbene il bilancio non sia ancora stato ufficialmente consolidato, le stime preliminari indicano come il Gruppo Scavolini abbia raggiunto un fatturato di 240 milioni di euro. “In Italia – ha detto a Pambianco Design Fabiana Scavolini, amministratore delegato dell’azienda -, dopo la crescita significativa registrata fino al 2022, il mercato manifesta una fase di incertezza e consumatori sempre più orientati alla qualità, personalizzazione e sostenibilità. A livello internazionale, considerando le criticità poste dalle tensioni geopolitiche, continuiamo a puntare su innovazione e design per rispondere alle nuove esigenze, con una proposta basata su un concetto di home total look. Oggi, infatti, Scavolini è sinonimo di casa nella sua accezione più ampia, offrendo soluzioni d’arredo per ogni ambiente”.
Allo stesso tempo poi l’espansione sui mercati esteri resta una delle principali priorità per Scavolini. “Miriamo a rafforzare la nostra presenza nei Paesi in cui operiamo direttamente con le nostre filiali: Usa, dove abbiamo recentemente rinnovato lo showroom Scavolini Soho Gallery, Regno Unito, Cina e Francia; oltre che nell’area del Golfo, con Dubai come hub strategico per il Medio Oriente. Siamo consapevoli delle sfide legate a potenziali dazi e alle politiche commerciali globali, per questo monitoriamo costantemente l’evoluzione delle dinamiche internazionali. Per mantenere alta la nostra competitività, sia a livello nazionale che internazionale, proseguiamo con importanti investimenti produttivi. Tra questi, la realizzazione di un nuovo stabilimento di 13mila mq, che entrerà a pieno regime entro la fine dell’anno”.

“Dopo l’anno record 2022 – ha quindi confermato anche Alexander Zschokke, executive chairman di Orbital Design Collective -, gli ultimi due anni sono stati caratterizzati da un calo del fatturato, in parte frutto di scelte strategiche deliberate e in parte di fattori di mercato. Per quanto riguarda le strategie interne, la più rilevante è stata quella di ripulire la nostra distribuzione online, chiudendo rivenditori non compatibili con il posizionamento del marchio Fatboy, al fine di preservarne l’integrità e il valore percepito. Al contempo, esternamente, il mercato ha risentito di un naturale rallentamento degli acquisti dopo il boom registrato durante il periodo pandemico, oltre alle incertezze legate al contesto internazionale. Va inoltre segnalato che il trend in calo dell’Ebitda è stato anche influenzato dal declino del fatturato sul mercato statunitense, penalizzato dal periodo pre-elettorale americano. Guardiamo comunque con ottimismo al futuro: stiamo lavorando per consolidare la nostra posizione, investendo nell’innovazione dei prodotti, nell’espansione su mercati strategici e nello sviluppo digitale, elementi chiave per la nostra crescita a lungo termine”.

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