Un nuovo centro culturale si prepara a ridefinire il panorama artistico veneziano. Apre ufficialmente il 9 maggio SMAC – San Marco Art Centre, spazio dedicato alle arti visive, all’architettura, alla moda, alla tecnologia e al cinema. Situato al secondo piano delle Procuratie di Piazza San Marco, SMAC dispone di oltre mille metri quadrati di spazio espositivo, recentemente restaurato dall’architetto David Chipperfield, vincitore del premio Pritzker.
Il progetto, voluto da Generali, proprietaria dello storico edificio, si estende su oltre mille metri quadrati distribuiti in 16 sale che si snodano lungo un corridoio di oltre 80 metri. Il nuovo spazio museale vanta 58 finestre affacciate sulla piazza più celebre di Venezia, soffitti alti 4,5 metri e l’accesso attraverso il cortile privato di Corte Maruzzi. Il monumentale restauro ha saputo coniugare la tradizione architettonica veneziana con una visione contemporanea, grazie a un attento lavoro di recupero curato da Generali Real Estate.
“SMAC – hanno dichiarato i co-fondatori Anna Bursaux, David Gramazio e David Hrankovic – colma una lacuna nel ricco panorama culturale di Venezia. Ci concentriamo su contenuti che fanno luce sull’inaspettato, che sfidano le convenzioni e pongono domande rigorose. Siamo un’organizzazione indipendente e sperimentale, che sfida i modelli tradizionali di gestione museale e di produzione di mostre. Accogliamo con favore collaborazioni, fornendo alle istituzioni, agli artisti e ai creativi una piattaforma a Venezia. Crediamo che le arti aprano nuove possibilità di coesistenza umana e permettano alle città e alle comunità di prosperare”.

Ma SMAC non sarà solo uno spazio scenografico: sarà uno dei pochi luoghi in città dotati di standard museali internazionali, con controllo climatico e dell’umidità, pensato per ospitare mostre di livello mondiale. Due sale affrescate risalenti all’epoca napoleonica fungeranno da cornice a incontri, talk ed eventi, favorendo il dialogo tra artisti, curatori, partner e pubblico.
L’inaugurazione coincide inoltre con la 19ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, occasione per presentare le prime due mostre: “Migrating Modernism: The architecture of Harry Seidler” – dedicata al celebre architetto australiano – e “For all that Breathes on Earth. Jung Youngsun and Collaborators”, della paesaggista coreana Jung Youngsun. Il programma prevede due-quattro grandi esposizioni ogni anno. Già in calendario per l’autunno 2025 l’attesa mostra The Quantum Effect, co-curata da Daniel Birnbaum e Jacqueline Davies.
Ad anticipare l’apertura ufficiale, l’8 maggio si terrà “The World Around On Site: Venice Biennale 2025”, evento realizzato in collaborazione con l’organizzazione no-profit The World Around, presso l’auditorium di The Home of The Human Safety Net, al terzo piano delle Procuratie.
