Design, business e cultura. Sono i tre punti cardine dell’evento inaugurato oggi a Riyadh dal Salone del Mobile di Milano. Un’anteprima della vera e propria manifestazione fieristica che si terrà il prossimo anno nella capitale saudita grazie all’accordo siglato lo scorso gennaio dalla presidente del Salone, Maria Porro, con il ministero della cultura del Regno.
“Red in Progress. Salone del Mobile di Milano meets Riyadh” si svolge nell’avveniristico Financial Dstrict KAFD e presenta per tre giorni un’installazione molto scenografica progettata dallo studio Giò Forma, all’interno della quale 38 aziende italiane del design (tra cui i marchi più noti dell’arredamento, dell’illuminazione e del marmo made in Italy) espongono circa 200 prodotti e incontrando potenziali partner e buyer sauditi in 350 incontri B2B con developer, studi di architettura, contractor, operatori dell’ospitalità e investitori. Un evento business, prima di tutto, ma anche un’occasione per fare cultura ed Education, attraverso 13 appuntamenti nei quali interverranno 30 protagonisti dell’architettura e del design internazionale.
«Riyadh e tutta l’Arabia Saudita rappresenta un mercato particolarmente strategico per il design italiano molto apprezzato. E questo evento nasce proprio da una convergenza strategica tra il Regno e le istituzioni italiane. Il Salone del Mobile di Milano è qui come piattaforma del Sistema Italia, per accompagnare la filiera in un mercato in profonda trasformazione e costruire relazioni qualificate tra imprese, progettisti e grandi”, ha spiegato Maria Porro.
L’inaugurazione ha visto l’intervento anche dal ministro per gli Affari esteri Antonio Tajani, e delle alte cariche del governo saudita, tra cui il ministro degli Investimenti Khalid al Falih, nella capitale saudita anche per il Forum Imprenditoriale Italia–Arabia Saudita, in contemporanea, due iniziative che rispecchiano l’intenzione dell’Italia di consolidare una presenza stabile in uno dei mercati più dinamici del Medio Oriente e di proporsi come partner strategico in settori cruciali della modernizzazione saudita.
“Grazie all’anteprima del Salone del Mobile Riyadh 2026, consolidiamo i legami economici tra Italia e Arabia Saudita”, ha detto il ministro Tajani. “Il design italiano, riconosciuto per la capacità di unire la ricchezza dell’artigianato dei nostri territori a straordinarie funzionalità e qualità, offre un contributo fondamentale ai grandi progetti urbanistici, residenziali e di accoglienza promossi dal piano di sviluppo saudita “Vision 2030”. Attraverso il Piano per l’export, insieme agli strumenti messi a disposizione delle imprese attraverso Ice, Sace, Simest e Cdp, continueremo a supportare le aziende italiane anche in questo settore strategico. L’Italia mette il design — uno dei suoi settori più forti a livello globale — al centro della diplomazia della crescita, accanto a infrastrutture, energia, mobilità sostenibile, digitale e cultura”.
Sul piano economico, la tre giorni si colloca in un contesto di forte espansione degli scambi. L’Arabia Saudita è oggi il secondo mercato per l’export italiano nell’area Mena, e negli ultimi cinque anni il commercio bilaterale è aumentato del 67 per cento, con esportazioni italiane cresciute di quasi il 20 per cento annuo dal 2022. Le imprese italiane operano in settori strategici per Vision 2030: infrastrutture sostenibili, mobilità avanzata, progettazione urbana, tecnologie digitali, energia pulita, sicurezza alimentare, economia creativa e sport.
A Riad è in pieno svolgimento un vasto programma di trasformazione urbana: nuove linee metropolitane, smart city, quartieri storici restaurati, distretti culturali, hub tecnologici e modelli abitativi che richiedono competenze avanzate nel design, nell’arredo e negli interior. Questo lo rende uno dei mercati più dinamici e interessanti per la filiera italiana del legno-arredo: urbanizzazione all’85%, consumi in crescita del 36% dal 2020 e oltre 360mila nuove camere hospitality in sviluppo. E diverse aziende italiane sono già coinvolte in progetti di punta come Neom, la metropolitana di Riad e gli interventi di riqualificazione di Diriyah, e la visita mira anche a consolidare e ampliare tali partecipazioni.
