Nel panorama del design internazionale Copenhagen si sta ritagliando un ruolo sempre più strategico nel calendario degli operatori del settore. Nato nel 2013 come appuntamento di nicchia promosso da un gruppo di aziende danesi, 3daysofdesign è diventato in poco più di un decennio una piattaforma capace di attrarre oltre 400 brand e migliaia di professionisti tra architetti, interior designer, buyer, giornalisti e progettisti. Una crescita che ha convinto anche molte delle più importanti aziende italiane dell’arredo e dell’illuminazione a investire stabilmente nell’evento danese, considerato oggi un’occasione privilegiata per dialogare con un pubblico altamente qualificato e intercettare le nuove tendenze del mercato globale. Non è un caso che gli espositori italiani siano stati tra i primi a credere nel progetto: oggi sono circa trenta i marchi del made in Italy presenti a Copenhagen, contribuendo a trasformare la città in uno dei principali hub europei del design contemporaneo.
“Partecipare a 3daysofdesign – ha dichiarato Luca Fuso, CEO di Cassina – significa vivere un’esperienza molto diversa rispetto a quella del Salone del Mobile. Il format stesso dell’evento propone un approccio all’esposizione completamente differente: i prodotti non vengono presentati in spazi fieristici, ma all’interno di appartamenti o ambienti affini a quelli residenziali. Questo permette ai visitatori di vedere gli arredi e gli oggetti inseriti in contesti reali, percependoli come se fossero già nelle proprie case. È un modo di raccontare il design più immediato, coinvolgente e vicino all’esperienza quotidiana. L’atmosfera di 3daysofdesign è inoltre caratterizzata da un mood più rilassato e da una dimensione decisamente più a misura d’uomo rispetto alle grandi manifestazioni fieristiche. Questo favorisce incontri più approfonditi, conversazioni di qualità e una fruizione più lenta e consapevole delle collezioni. Un altro aspetto particolarmente interessante è la qualità e l’internazionalità del pubblico. L’evento richiama professionisti, clienti e operatori provenienti da tutto il mondo, con una presenza significativa di visitatori dagli Stati Uniti e dall’Asia, confermandosi come una piattaforma sempre più rilevante a livello globale”.
L’azienda di illuminazione Foscarini – che partecipa a 3daysofdesign da circa sei anni – ribadisce il ruolo strategico del festival. “Per noi – ha dichiarato il design coordinator Matteo Urbinati – è diventato un appuntamento strategico dal punto di vista commerciale, soprattutto perché il pubblico che vi partecipa non è più soltanto scandinavo. Oggi l’evento richiama giornalisti, professionisti, buyer, architetti e interior designer provenienti da diversi Paesi. A differenza di una fiera tradizionalmente commerciale, 3daysofdesign offre un contesto più ampio e dinamico, che favorisce l’incontro con interlocutori diversi ma tutti rilevanti per il nostro settore. Prima della pandemia partecipavamo alla Design Week di Stoccolma, ma in quel caso la nostra presenza si limitava sostanzialmente a quella del brand. Copenhagen, invece, si è rivelata molto più performante sotto diversi aspetti. Dal punto di vista dei prodotti, qui presentiamo le novità che abbiamo già lanciato a Milano. È un’occasione importante per mostrarle a un pubblico internazionale e per consolidare le relazioni con professionisti e partner”.
Di vedute analoghe anche Alberto Pinos, direttore commerciale di Arper, che ha commentato: “Non è più una kermesse dedicata esclusivamente ai Paesi scandinavi, ma una piattaforma per intercettare un mix di architetti e professionisti – che si attestano a circa l’80-90% delle presenze – oltre che di appassionati e clienti finali provenienti da Giappone, Americhe, Middle East, ma anche da altri Paesi europei come Germania, Francia e dalla stessa Italia. Per un brand come Arper, la cui quota di export si attesta a circa il 90%, si presenta come un’occasione fondamentale per intercettare i clienti dei mercati principali, quali Europa, USA e Giappone”.
“Eventi come 3daysofdesign – ha spiegato Pinos – rappresentano anche un’opportunità per rafforzare la collaborazione tra le aziende italiane del settore. Credo che sia sempre più importante superare una logica individuale e lavorare verso la costruzione di un vero e proprio Sistema Italia, capace di valorizzare all’estero l’eccellenza del design, della progettazione e della manifattura italiana. Presentarsi come un ecosistema coeso, pur mantenendo le specificità di ciascun brand, può aumentare la visibilità internazionale e generare maggiori opportunità per l’intero comparto”.
La forte partecipazione di aziende provenienti da diversi Paesi testimonia il crescente peso internazionale della manifestazione. Tra queste, la spagnola Kettal evidenzia il valore dell’evento per il dialogo con la comunità globale del progetto: “3daysofdesign è un festival caratterizzato da un format informale – ha dichiarato Emiliano Marin, export director di Kettal – più di nicchia e meno mainstream del Salone del Mobile di Milano, caratteristiche particolarmente apprezzate dagli addetti al settore, che infatti vengono a costituire circa l’80% del bacino d’utenza di questo evento. Infatti, questo festival non intercetta più soltanto il pubblico scandinavo, da sempre molto attento al design, ma anche una platea internazionale di professionisti del settore, in particolare da USA e Far East. Non si tratta dunque di mettere a segno delle vendite dirette quanto piuttosto di intercettare i professional e creare con loro contatti solidi e duraturi. In soli tre giorni la nostra azienda ha in programma appuntamenti con oltre quaranta tra architetti e designer, confermando la centralità di questo appuntamento ormai diventato imprescindibile”.

