Rafforzamento internazionale del brand e valorizzazione dell’eccellenza italiana nel mondo dell’outdoor design Made in Italy. Sono gli obiettii della nuova fase strategca di Emu Group S.p.A. che ha appena nominato Giuseppe Ruozzo nuovo Amministratore Delegato dell’azienda. Ruozzo porta con sé una solida esperienza maturata nei settori dell’industria, del design e dello sviluppo internazionale, oltre a competenze trasversali che spaziano dalla crescita industriale all’espansione nei mercati globali, dall’innovazione di prodotto alla sostenibilità aziendale.
Oggi Emu è una realtà industriale presente in 85 Paesi, con una produzione annuale superiore alle 450 mila unità e di circa 3.800 tonnellate di materie prime trasformate ogni anno. Numeri che raccontano la dimensione internazionale dell’azienda e la forza di un know-how manifatturiero costruito in 75 anni di storia. Delle nove prospettive di Emu ne parliamo con Ruozzo.
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Emu è presente in 85 Paesi e ha già una forte vocazione internazionale. Dove vede i maggiori margini di crescita nei prossimi 3-5 anni?
Le maggiori opportunità di sviluppo si concentrano nelle piattaforme strategiche di Stati Uniti, Italia, Francia e area DACH. In questi mercati, dove il marchio è già riconosciuto e apprezzato, puntiamo a consolidare la nostra leadership attraverso una presenza più vicina ai clienti, il rafforzamento delle relazioni con il mondo dell’Architecture & Design e un’offerta sempre più completa, capace di rispondere alle esigenze dei grandi progetti internazionali.
L’obiettivo dè il rafforzamento internazionale del brand. Questo avverrà attraverso una crescita organica, nuove partnership commerciali o anche operazioni straordinarie e nuove aperture?
La crescita organica rimane il nostro percorso principale, ma siamo aperti a valutare partnership, nuove aperture e operazioni di aggregazione quando riteniamo possano consentirci di anticipare l’evoluzione di un mercato che oggi cambia con grande velocità
Qual è stato il fatturato 2025 e quale la quota export?
Gli oltre 18 milioni di dollari sviluppati dalla nostra consociata americana, oggi la principale piattaforma commerciale del Gruppo, portano EMU a una dimensione complessiva di circa 50 milioni di euro. Con circa il 70% del fatturato realizzato sui mercati internazionali, partiamo da una posizione di forza che ci consentirà di accelerare ulteriormente il nostro percorso di sviluppo, consolidando il posizionamento del brand a livello globale.
Quali ritiene siano oggi i principali punti di forza di Emu e quali invece le aree dove è necessario accelerare il cambiamento?
Il nostro principale punto di forza è l’eccellenza produttiva: una fabbrica 5.0 moderna, efficiente e altamente specializzata che garantisce qualità e affidabilità. Per il futuro intendiamo accelerare soprattutto sugli investimenti in presenza commerciale, innovazione di prodotto, comunicazione e marketing.
Il settore dell’arredo outdoor sta vivendo una fase di normalizzazione dopo gli anni di forte crescita post-pandemia. Come valuta oggi la domanda globale?
Le previsioni indicano per il mercato outdoor un CAGR del 5% annuo nei prossimi cinque anni. Va ricordato che oggi oltre il 90% del mercato mondiale del furniture è ancora indoor. Il cambiamento degli stili di vita ha però reso gli spazi esterni una naturale estensione dell’abitare e dell’hospitality, attirando molti operatori provenienti dall’indoor. In questo scenario EMU parte con un vantaggio competitivo importante grazie al proprio know-how tecnologico e alla capacità di realizzare prodotti progettati per resistere anche alle condizioni climatiche più estreme. E parallelamente, crediamo che la convergenza tra indoor e outdoor costituisca un’importante leva strategica di crescita, e che quel “90%” offra nuove opportunità di sviluppo progettuale ampliando il dialogo con il mondo dell’architettura e del design.
Quanto incidono oggi fattori come dazi, tensioni geopolitiche e volatilità delle materie prime sulle vostre strategie industriali?
I mercati sono da sempre caratterizzati da continui cambiamenti. Essere un produttore con una fabbrica 5.0 ci consente di gestire questa complessità con maggiore flessibilità e di mitigarne i rischi. Una supply chain qualificata e diversificata ci permette di rimanere focalizzati sul cliente e sul mercato, anziché sulle criticità interne. La storia dell’industria insegna che i momenti di maggiore turbolenza generano anche le opportunità più significative: dopo ogni tempesta torna sempre il sereno. Per questo affrontiamo il cambiamento con pragmatismo, resilienza e fiducia, trasformando l’incertezza in una leva di innovazione e crescita.
Trasformate ogni anno circa 3.800 tonnellate di materie prime. Quali investimenti industriali ritiene necessari per sostenere la crescita futura?
Negli ultimi anni abbiamo investito in modo significativo nel nostro sistema produttivo, che oggi rappresenta uno dei principali punti di forza dell’azienda. Continueremo a sviluppare la linea delle coperture e degli ombrelloni e a valorizzare la filiera dell’alluminio, integrando le lavorazioni in Albania con le finiture e il know-how manifatturiero italiano. Parallelamente, proseguiremo gli investimenti industriali nell’intelligenza artificiale applicata alla pianificazione, nella sostenibilità energetica e nell’innovazione dei materiali, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente flessibilità, qualità e rapidità di risposta al mercato. Nei prossimi anni, tuttavia, l’attenzione sarà sempre più orientata al rafforzamento della rete commerciale, della comunicazione e allo sviluppo di nuove collezioni, perché crediamo che la competitività si costruisca attraverso l’equilibrio tra eccellenza industriale e vicinanza al mercato.
Emu produce completamente in Italia? In un contesto di crescente competizione internazionale, come si può continuare a produrre in Italia mantenendo competitività e marginalità?
Abbiamo scelto di mantenere il proprio cuore produttivo in Italia perché il Made in Italy è parte integrante della nostra identità e del valore del marchio. La nostra competitività nasce dall’efficienza della supply chain, dalla qualità del processo industriale e dal know-how manifatturiero. In un mercato dove molti si limitano ad acquistare e rivendere prodotti realizzati all’estero, noi continuiamo a progettare e produrre, perché crediamo che sia questo il vero valore che distingue EMU.
Hospitality e contract rappresentano un mercato sempre più importante per molti produttori di arredo. Quanto peseranno nello sviluppo futuro di Emu?
Già oggi hospitality e contract rappresentano uno dei nostri principali driver di crescita: circa il 70% del nostro business è sviluppato nello street contract, mentre il restante 30% è legato al residenziale e al premium hospitality. La crescita futura passerà sempre più attraverso il canale A&D, che consideriamo strategico per consolidare il posizionamento high-end di Emu. Vogliamo essere il partner di riferimento di architetti e specificatori nella realizzazione di progetti di ospitalità e residenziali di alto livello, dove design, innovazione e autentico Made in Italy rappresentano il valore distintivo.
