Dopo oltre undici ore di confronto al Mimit non è stato raggiunto l’accordo sulla composizione negoziata della crisi di Natuzzi. Sfumano così le condizioni per il rilancio industriale del gruppo dell’arredo di alta gamma di Santeramo in Colle (Bari). Nel corso della trattativa – coordinata da Fausta Bergamotto, sottosegretario con delega alle crisi d’impresa – l’accordo, che era stato definito in precedenti incontri sempre al Mimit lo scorso maggio, è stato oggetto di revisione, recependo le osservazioni delle organizzazioni sindacali. L’azienda ha accolto la quasi totalità delle richieste avanzate dalle parti sociali, ma ciò non è stato sufficiente a raggiungere l’intesa.
“È un’occasione persa – ha dichiarato Bergamotto – per accompagnare e monitorare una fase delicata come quella della composizione negoziata della crisi e per contribuire al rilancio industriale di Natuzzi. Il ministero ha fatto fino in fondo la propria parte, favorendo il dialogo e lavorando per individuare un punto di equilibrio tra azienda e organizzazioni sindacali. Il nostro obiettivo resta salvaguardare Natuzzi e tutelare l’occupazione”.
Il protocollo avrebbe consentito di gestire congiuntamente, attraverso un costante monitoraggio tra ministero, azienda e organizzazioni sindacali, la fase di composizione negoziata della crisi, stimata in un arco temporale di sei-dodici mesi, ponendo le basi per un percorso condiviso di rilancio industriale dell’intero Gruppo e della difesa dell’occupazione.
* Da parte sua l’azienda, ha diffuso una nota in cui – pur ringraziando il MIMIT per i significativi sforzi profusi – “esprime rammarico per il mancato raggiungimento di un accordo che sarebbe stato uno strumento prezioso per proseguire il confronto e affrontare il percorso di ristrutturazione dell’azienda in uno spirito di dialogo costruttivo e responsabile”. Rbadisce la necessità di non differire ulteriormente le azioni di risanamento per la messa in sicurezza dell’azienda e conferma l’avvio del Piano di risanamento. E che: “Tale piano sarà attuato in osservanza alla procedura di Composizione Negoziata della Crisi, volta a garantire la gestione trasparente e proattiva della ristrutturazione aziendale. Questo percorso si rende oggi necessario per garantire la sostenibilità del progetto industriale e la tutela occupazionale nel Polo Italia”.
*Notizia modificata il giorno 25 giugno 2026 alle ore 14.55
