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Il mobile portoghese si afferma in Italia: +27% nel 2025

Joaquim Carneiro

Il mobile portoghese si afferma in Italia: +27% nel 2025

by Nicolò Ferraris
17 Giugno 2026

Le esportazioni portoghesi di mobili e arredo verso l’Italia hanno raggiunto circa 31,9 milioni di euro nel 2025, con un incremento di circa 6,8 milioni rispetto all’anno precedente (+27%). Un risultato che si inserisce in un contesto di progressiva ridefinizione delle geografie del design europeo, in cui il Portogallo sta consolidando il proprio posizionamento tra i fornitori di riferimento per il segmento medio-alto e contract.

La crescita riflette sia una maggiore presenza delle aziende portoghesi nei principali appuntamenti internazionali del settore, sia una domanda sempre più orientata a soluzioni su misura, qualità manifatturiera e tempi di consegna competitivi. In un mercato come quello italiano, storicamente tra i più selettivi a livello globale, questo incremento assume un valore particolarmente significativo. Di questo e dei principali trend internazionali del comparto abbiamo parlato con Joaquim Carneiro, presidente di APIMA, Associação Portuguesa das Indústrias de Mobiliário e Afins.

Le esportazioni verso l’Italia sono cresciute del 27% nel 2025: quali fattori specifici hanno guidato questa crescita?

L’Italia è tradizionalmente uno dei mercati del mobile e del design più esigenti e sofisticati al mondo. Una crescita del 27% delle esportazioni portoghesi verso questo Paese è quindi particolarmente significativa, perché riflette un riconoscimento crescente della proposta di valore delle nostre aziende. Diversi fattori hanno contribuito a questo risultato. In primo luogo, le aziende portoghesi hanno rafforzato la propria presenza nelle principali fiere internazionali, in particolare al Salone del Mobile, dove la visibilità dei brand è aumentata in modo sostanziale. In secondo luogo, architetti, rivenditori e operatori del contract italiani riconoscono sempre più il Portogallo come fonte di prodotti di qualità premium, capaci di coniugare eccellenza manifatturiera, flessibilità e tempi di consegna competitivi. Si osserva inoltre una domanda crescente di soluzioni altamente personalizzate, soprattutto nei segmenti hospitality e residenziale, ambiti in cui i produttori portoghesi hanno sviluppato competenze consolidate.

Quali mercati internazionali rappresentano oggi le maggiori opportunità per le aziende portoghesi del mobile e dell’arredo?

L’Europa resta il principale mercato di riferimento, con Francia e Spagna tra le destinazioni più rilevanti per le esportazioni portoghesi di arredamento. Le opportunità sono però sempre più diversificate. Gli Stati Uniti rimangono particolarmente attrattivi per dimensioni, potere d’acquisto e crescente attenzione verso il design e l’artigianalità europea. In Europa emergono ulteriori opportunità in Italia, Paesi Bassi e Paesi nordici, dove sostenibilità, qualità e innovazione nel design sono particolarmente valorizzate. Oltre Europa e Nord America, alcuni mercati del Medio Oriente, in particolare l’area del GCC, offrono un forte potenziale di crescita, soprattutto nel lusso hospitality, nello sviluppo residenziale e nei progetti contract di fascia alta. La leva strategica non è più soltanto l’ingresso in nuovi mercati, ma il posizionamento in segmenti ad alto valore, dove la differenziazione conta più dei volumi.

In che modo APIMA supporta concretamente le aziende nell’accesso ai mercati esteri? Quali strumenti o programmi hanno mostrato maggiore efficacia?

Il supporto si articola in una strategia che combina intelligence di mercato, promozione collettiva, partecipazione alle fiere internazionali, missioni di acquisto, attività di networking e iniziative di comunicazione per rafforzare l’immagine del mobile portoghese all’estero. Una delle iniziative più efficaci è la promozione internazionale collettiva del design portoghese sotto il brand “Made in Portugal naturally”, che consente alle aziende di presentarsi sui mercati internazionali con maggiore visibilità e una più forte identità condivisa. Le fiere restano uno strumento centrale, in particolare il Salone del Mobile di Milano e Maison&Objet.

Esistono piani per rafforzare la presenza portoghese in mercati emergenti o in segmenti high-end?

Sì. Pur restando l’Europa il mercato principale, APIMA sta esplorando opportunità in aree con forte potenziale di crescita a lungo termine come Nord America, area del Golfo e alcuni mercati asiatici selezionati. Parallelamente, l’attenzione strategica è sempre più orientata ai segmenti premium e luxury. Le aziende portoghesi sono ben posizionate per questi mercati grazie alla combinazione di artigianalità, flessibilità produttiva e capacità di sviluppare soluzioni su misura anche su scala complessa. Hospitality di lusso, residenze branded, interni nautici e residenziale alto di gamma sono ambiti in cui il know-how portoghese è sempre più riconosciuto. L’obiettivo non è aumentare i volumi, ma il valore generato da ciascun progetto.

La sostenibilità rappresenta un vantaggio competitivo misurabile in termini economici? In che modo viene percepita dai buyer internazionali?

I criteri ambientali hanno un peso crescente nei processi di selezione dei fornitori. Certificazioni, tracciabilità, approvvigionamento responsabile e riduzione delle emissioni influenzano sempre più le decisioni di acquisto. In alcuni mercati, in particolare Nord Europa e Nord America, la sostenibilità è ormai un requisito di accesso. Allo stesso tempo, gli investimenti in efficienza delle risorse generano benefici operativi concreti, come riduzione degli sprechi, minori consumi energetici e maggiore adattabilità alle normative. La sostenibilità, quindi, incide sia sulla competitività commerciale sia sulla struttura dei costi.

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