Specializzato nella distribuzione di prodotti idrotermosanitari e rivestimenti, Gruppo Clerici continua a crescere grazie a un modello organico e per il 2026 l’obiettivo è superare il miliardo di euro di fatturato. Il 2025 si è chiuso infatti con un giro d’affari di 863 milioni di euro, in aumento del 7,6% rispetto all’anno precedente. Anche la redditività si mantiene elevata, con un’ebitda che nel ’24 – ultimo dato disponibile – si è attestata a 116 milioni di euro, pari al 14,4 per cento. “Superare un miliardo di euro è un traguardo concreto perché frutto di acquisizioni selettive, nuove aperture, rafforzamento logistico, integrazione delle competenze e presidio sempre più capillare dei territori”, spiega Paolo Clerici, presidente del gruppo, che oggi conta 17 insegne per oltre 160 negozi nel Nord e Centro Italia e più di 90 showroom arredobagno.
Negli ultimi anni l’azienda ha consolidato la presenza nel Triveneto, in Sardegna, in Umbria e a Roma. La Capitale rappresenta un mercato chiave e una priorità: dopo l’ingresso nel Lazio con Galli Innocenti nel 2025, nel 2026 Clerici ha acquisito i principali player romani, puntando a 80 milioni di euro di ricavi solo a Roma. “Continueremo a guardare a territori con margini di crescita, complementarietà commerciale e possibilità di rafforzare il servizio ai professionisti”, aggiunge Clerici.
Il Gruppo sviluppa anche le singole insegne, come Idras, che quest’anno celebra 60 anni tra il bresciano e il Veneto con l’apertura di una sede a Monza, nel cuore della Brianza. Entrata nel Gruppo nel 2005, Idras è cresciuta da 7 a 22 punti vendita, superando i 400 dipendenti, e punta a oltre 180 milioni di fatturato nel 2026. Tra le iniziative più significative c’è Storm, marchio private label per l’idrotermosanitario con prodotti made in Italy – eccezion fatta per la climatizzazione – diventato un punto di riferimento per qualità, affidabilità e continuità di servizio agli installatori.
“Il mercato richiede stabilità, tempi certi e strumenti strutturali per supportare interventi su efficienza energetica, impianti, comfort abitativo e qualità degli edifici – sottolinea il presidente –. Per noi non conta inseguire picchi temporanei, ma una crescita solida, sostenibile e coerente con l’evoluzione reale del mercato”. Accelerazioni come quelle generate dal Superbonus hanno creato picchi improvvisi della domanda e complessità operative, rendendo la programmazione più difficile per gli operatori del settore.
