È stata inaugurata il 23 maggio all’Oman National Museum la mostra “1 to a Million Italian Design Stories”, prodotta da ADI Design Museum e curata da Maria Cristina Didero. La mostra nasce dalla volontà del National Museum di accogliere, all’interno del principale presidio culturale del sultanato, un’ampia riflessione sul design italiano come fenomeno culturale e progettuale di rilevanza internazionale. Questa collaborazione testimonia l’impegno dell’Oman National Museum e di Jamal bin Hassan Al-Mousawi, segretario generale del museo, nel promuovere il dialogo tra culture e discipline. L’esposizione riunisce una selezione di oggetti insigniti del Premio Compasso d’Oro – storico riconoscimento italiano del design, istituito nel 1954 da un’idea di Gio Ponti – offrendo una lettura inedita, stratificata e contemporanea di alcune tra le più significative espressioni del progetto italiano dal secondo dopoguerra a oggi.
L’allestimento, firmato da ACPV Architects di Antonio Citterio e Patricia Viel, è concepito come uno spazio espositivo capace di valorizzare la dimensione narrativa della mostra, mentre il progetto grafico è dello studio Leftloft. La mostra si sviluppa su livelli interpretativi intrecciati, oggetti, testi, illustrazioni e un’installazione site specific, che restituiscono al visitatore non solo la materialità del progetto, ma anche la sua dimensione narrativa e immaginativa.
A margine della mostra è stato firmato un protocollo d’intesa tra la Società Omanita di Design (Design Oman) e ADI Design Museum, con l’obiettivo di porre le basi per una cooperazione congiunta e uno scambio di conoscenze ed esperienze tra le due parti. La collaborazione prevede l’organizzazione di programmi di mentoring e workshop internazionali rivolti ai giovani designer, nonché la partecipazione a mostre e settimane del design a livello internazionale. Il protocollo d’intesa è stato firmato da Sayyida Mayyan bint Shihab Al Said, presidente del consiglio di amministrazione di Design Oman, e da Andrea Cancellato, direttore di ADI Design Museum.
1 to a Million Italian Design Stories si configura come un percorso non lineare che interpreta il design non soltanto come esito formale o funzione tecnica, ma come strumento verso direzioni inventive nuove e impreviste. Attraverso una combinazione di apparati critici, materiali documentari e interventi visivi, 1 to a Million Italian Design Stories propone un attraversamento della storia del design italiano che mette in relazione rigore progettuale, sperimentazione e capacità di incidere sull’esperienza quotidiana. Ogni oggetto esposto – dalla Superleggera di Gio Ponti alla serie UP di Gaetano Pesce, dall’Abitacolo di Bruno Munari al televisore Doney di Marco Zanuso e Richard Sapper, fino alla macchina da scrivere Lettera 22 e alla macchina da cucire Mirella di Marcello Nizzoli – è accompagnato da un testo dall’approccio inconsueto da cui nascono le illustrazioni visionarie di Steven Guarnaccia. Le sue immagini introducono slittamenti poetici e cortocircuiti visivi che ampliano la lettura funzionale degli oggetti, rivelandone il potenziale simbolico e narrativo. “Il risultato è un insieme di opere che si muove tra passato e presente, mettendo in dialogo ingegno e disciplina, intuizione e competenza, successo e fallimento, e affermando l’immaginazione come forza duratura e costante nel campo del design. Questa mostra guarda alle qualità umane e evocative dell’oggetto, una cifra che da sempre riconosco come il massimo valore attribuibile ad un prodotto”, spiega la curatrice Didero.
