Durabilità e sostenibilità dei materiali sono sempre al centro del settore del design. E queste due tematiche rivestono un ruolo significativo anche nell’edizione 2026 del Salone del Mobile di Milano. Su questo asset strategico si è focalizzata da anni Manifatture Toscane Ta-Bru, azienda fondata nel 1955 e con sede a Signa (Firenze). “La sostenibilità è per noi un tema centrale”, ha dichiarato Alessandro Targioni, CEO di Manifatture Toscane Ta-Bru. “Negli ultimi dieci anni abbiamo investito moltissimo nella ricerca di materie prime e filati di origine riciclata: utilizziamo infatti raffie in poliammide, con contenuto certificabile GRS, e fibre cellulosiche provenienti da filiere controllate e responsabili. L’obiettivo è combinare performance tecnica e tutela ambientale, senza compromessi”.
Il core business dell’azienda è infatti la costruzione di tessuti materici attraverso intrecci di paglia e raffia, sviluppati sia con fibre naturali sia con materiali tecnici. “Ogni prodotto – prosegue Targioni – nasce per durare nel tempo, mantenere stabilità, resistere all’uso intensivo e, nelle applicazioni outdoor, agli agenti atmosferici. La durabilità, per noi, è il primo elemento di sostenibilità. Un materiale che dura è un materiale che riduce il consumo nel tempo”.

L’approccio dell’azienda è quello di industrializzare un processo artigianale: sono state sviluppate tecnologie che permettono di ottenere prodotti complessi e materici, mantenendo però ripetibilità, controllo e qualità costante. “Abbiamo investito in modo significativo nei reparti produttivi interni – spiega Targioni – così da avere un controllo completo della filiera. Nel tempo si sono articolate le diverse anime dell’azienda: filatura, tessitura, rifinizione, finissaggio e tintura. Questo ci consente di mantenere un controllo completo e di trasferire l’artigianalità all’interno dell’industrializzazione, dando vita a un prodotto che conserva una forte matericità, tridimensionalità e un’identità estetica riconoscibile. Crediamo che il futuro del tessile per arredamento vada proprio in questa direzione: materiali sempre più strutturati, durevoli e sostenibili, capaci di integrarsi nell’architettura degli spazi e di accompagnarne l’evoluzione nel tempo”.

Nel delineare le direttrici operative che guidano l’evoluzione dell’azienda, Targioni sottolinea come la sostenibilità sia ormai un elemento imprescindibile, condiviso lungo tutta la filiera e tradotto in scelte industriali concrete. “Tutti i nostri clienti – borsettifici, calzaturifici e produttori di complementi d’arredo, cuscineria e imbottiti – hanno come obiettivo la responsabilità ambientale, e l’azienda ha fatto proprio questo orientamento. Abbiamo implementato un impianto fotovoltaico che ha raggiunto mezzo megawatt, diventando un punto di riferimento nell’area per la produzione e la vendita di energia elettrica. Abbiamo inoltre lavorato sul recupero degli scarti – cascami, cimose e tessuti difettati – che, grazie a partnership con altre aziende, vengono rigenerati in nuovi filati e reinseriti nel ciclo produttivo. Utilizziamo anche sistemi di decorazione a base biologica e ricicliamo l’acqua di lavaggio e tintura per riutilizzarla nei processi successivi. Si tratta di investimenti rilevanti che l’azienda ha portato avanti negli ultimi anni”.
