Del Tongo ridefinisce la cucina come architettura domestica

Con un progetto che segna un cambio di passo netto, Del Tongo torna sulla scena del design. In occasione di EuroCucina 2026, il marchio – recentemente acquisito da Kico – presenta un rilancio che è insieme industriale e progettuale, con l’obiettivo di ridefinire il ruolo della cucina all’interno dell’abitare contemporaneo.

Al centro di questa nuova fase c’è una visione che supera la dimensione dell’arredo per entrare in quella dell’architettura domestica. La direzione creativa è affidata ad Andrea Federici, chiamato a tradurre l’identità del brand in un sistema coerente, capace di interpretare i cambiamenti degli spazi abitativi. Oggi la cucina non è più un ambiente isolato, ma uno spazio relazionale, aperto e integrato, che dialoga con il resto della casa e ne ridefinisce gli equilibri.

In questo contesto, la cucina diventa “stanza nella stanza”: un elemento capace non solo di arredare, ma di costruire lo spazio, creando separazioni, percorsi e profondità. L’introduzione di moduli come dispense e ripostigli integrati amplia ulteriormente le funzioni, trasformando il progetto in un sistema abitabile.

Del Tongo

Il rilancio si concretizza anche in una nuova piattaforma tecnica. La modularità 85,2 – sviluppata in esclusiva – consente di integrare diverse tipologie di basi, dalla maniglia alla gola sotto-top fino alla gola sotto-cassetto, mantenendo un dialogo armonico con le colonne. Il risultato è un sistema flessibile che apre a un’ampia libertà compositiva, mantenendo al tempo stesso rigore formale e coerenza estetica.

Da questa impostazione nasce il modello DT01, manifesto del nuovo corso. Il progetto si distingue per un equilibrio calibrato tra pieni e vuoti e per una presenza architettonica marcata, capace di definire lo spazio con precisione. Una cucina che non si limita a occupare l’ambiente, ma lo struttura.

Anche l’allestimento al Salone del Mobile riflette questa visione. Lo spazio espositivo si configura come un involucro essenziale, caratterizzato da un linguaggio rigoroso dove l’architettura diventa sfondo neutro e la cucina emerge come segno progettuale. Un gioco di luci e ombre valorizza superfici e materiali, enfatizzando la dimensione materica del progetto.

Editoriali di David Pambianco