Con oltre 10 miliardi ed export a quota 29%, è la Lombardia ad attestarsi prima per fatturato tra i distretti della filiera legno-arredo. È questa la fotografia che emerge dai dati Istat elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo. I distretti produttivi del mobile sono il motore di una filiera che nel 2025, pur in un contesto economico e geopolitico molto complesso, ha saputo interpretare e reagire alla crisi, riuscendo a guardare a nuovi mercati e tenendo il posizionamento in quelli tradizionali e registrando anche dati positivi. Come nel caso di Treviso, che si conferma la prima provincia in Italia per valore esportato, e del Friuli che, con un export a 2,4 miliardi di euro, registra la crescita maggiore.
Il fatturato totale della filiera lombarda nel 2025 ammonta a poco più di 10,6 miliardi di euro, divisi tra i 3,8 del legno e i 6,9 dell’arredo; il saldo commerciale è positivo per 2,4 miliardi di euro, il più alto tra tutte le regioni italiane. Un risultato che la colloca al primo posto fra i distretti del legno-arredo per fatturato, numero di imprese e addetti. Le imprese del settore in Lombardia sono infatti 7.975 di cui 4.318 dell’arredo (54%) e 3.657 del legno (46%). Gli addetti impiegati sono 50.942, di cui 31.377 per l’arredo e 19.565 per il legno.
La Lombardia risulta essere anche la prima regione (con una quota pari al 29% del totale) per valore esportato della filiera di circa 4,7 miliardi di euro nel 2025, con una variazione contenuta del -1% rispetto al 2024 , di cui oltre 3 miliardi di soli mobili, Il 57% del fatturato della produzione di mobili in Lombardia è destinato all’export (3,1 miliardi di euro nel 2025 a -2% rispetto al 2024) arrivando a toccare più di 180 paesi. Gli Stati Uniti, nonostante un -9,6% sul 2024, si confermano la prima destinazione dei mobili per un valore intorno ai 387 milioni di euro; seguono Francia a +1,6% per circa 383 milioni di euro, Germania (226 milioni a -2,3%), Svizzera (215 milioni a -5,1%) e Cina (179 milioni a -6%) tutti con andamenti negativi. Significativo il calo verso la Cina dove la Lombardia destina il 54% delle esportazioni di mobili italiani.
