Storica azienda del vetro artistico di Murano, Venini ha visto una crescita significativa negli ultimi anni, con un aumento del fatturato triplicato tra il 2021 e il 2025 – attestandosi a circa 23 milioni di euro – e una continua espansione internazionale. La strategia retail dell’azienda – oggi parte del Gruppo Damiani – ha preso una direzione chiara, con l’apertura di nuovi showroom in città chiave come Roma, Dubai e Hong Kong. Oltre al retail, Venini ha potenziato il suo segmento contract, firmando partnership durature con brand internazionali del settore moda. Con un export che rappresenta oltre il 50% del fatturato, l’azienda sta consolidando la sua presenza in mercati strategici come il Medio Oriente e gli Stati Uniti. In questo contesto di forte crescita, Venini si prepara a svelare nuove creazioni alla Design Week 2026, con collezioni esclusive e collaborazioni di alto profilo. Di tutto questo abbiamo parlato con Luigi Monti, executive president di Venini.
Avete recentemente inaugurato uno showroom a Roma e avete trasferito lo storico spazio di Milano in una location più ampia. Che ruolo sta assumendo per voi lo sviluppo retail? Ci sono in programma ulteriori opening in Italia o all’estero?
Lo sviluppo retail sta diventando una parte fondamentale della nostra strategia. Il retail non solo ci consente di raggiungere meglio i consumatori italiani, ma ci offre anche l’opportunità di espandere il nostro brand a livello internazionale. Lo showroom di Montenapoleone, pur essendo in un contesto prestigioso, non offriva la possibilità di valorizzare appieno i prodotti dell’illuminazione. Per questo motivo, abbiamo deciso di spostarci in una location più spaziosa e visibile in San Babila, un’area perfetta che ci consente di esporre i prodotti luce che necessitano di ampio spazio, vetrine grandi e altezze adeguate. Abbiamo anche conservato il nostro showroom di Murano, dove si trova la sede storica dell’azienda, e abbiamo recentemente aperto una nuova sede a Roma e un punto vendita a Bologna e un corner all’interno di Cassetti a Forte dei Marmi. Ma la nostra espansione non si ferma qui: entro l’estate inaugureremo un monobrand a Portofino e stiamo progettando una boutique in Piazza San Marco a Venezia. Sul fronte estero, aperture recenti sono state due boutique monobrand a Dubai e a Hong Kong e un corner shop ad Almaty in Kazakhstan. Ma non solo: sempre questa estate apriremo in Uruguay, a Punta del Este, e successivamente il nostro piano di espansione retail internazionale ci porterà a inaugurare altri quattro store, due monobrand ad Abu Dhabi e a Riyadh e due punti vendita a Seoul, un monomarca e uno shop-in-shop. Infine, a Mogliano Veneto, abbiamo ampliato la nostra logistica con l’apertura di un factory outlet per soddisfare l’aumento della domanda. Il nostro obiettivo è dunque quello di sviluppare una rete retail globale e strategica, con l’Italia come cuore pulsante, ma con un’espansione mirata in mercati chiave come il Medio Oriente e le Americhe.

Come avete lavorato sul layout degli spazi espositivi?
Venini è nata come produttrice di vasi, ma nel tempo l’azienda ha esteso la sua attività, diventando una delle principali protagoniste nel settore dell’illuminazione. Sebbene la produzione di vasi rimanga centrale per noi, oggi l’illuminazione rappresenta oltre il 50% del nostro fatturato. Questo settore, più complesso rispetto alla creazione di vasi, richiede maggiore spazio, tecnologie avanzate, ingegnerizzazione, prototipi e componenti speciali, come metallo ed elettronica. Abbiamo investito notevolmente per offrire il giusto spazio espositivo ai nostri prodotti di illuminazione. Ogni nostro showroom è progettato per esprimere al meglio le potenzialità di queste opere d’arte luminose, che sono destinate a durare nel tempo come punti di riferimento in residenze, negozi e hotel. L’illuminazione sta diventando un elemento distintivo e centrale nelle nostre boutique, a fianco ai vasi, con una proposta che include anche progetti su misura per clienti esclusivi, come quelli delle boutique dei grandi marchi della moda.
Quanto incide la parte contract? Che ruolo hanno i progetti custom made?
Il contract è oggi un segmento strategico per Venini, in particolare attraverso collaborazioni continuative con i grandi marchi della moda. Abbiamo infatti creato partnership con brand come Bulgari, Dior, Damiani, Tiffany e Cartier, per i quali ristrutturiamo e arrediamo le boutique di tutto il mondo. Queste collaborazioni sono continuative, con aperture e ristrutturazioni che mantengono un flusso costante di progetti. Oltre al settore moda, ci siamo affermati nel contract per il settore hospitality, collaborando con catene alberghiere, ristoranti e residenze, per le quali realizziamo illuminazioni su misura.
Siete in una fase di slancio, a quanto ammonta la percentuale di crescita?
Negli ultimi quattro anni (2025 vs 2021), il fatturato Venini è triplicato, con una crescita a doppia cifra anno su anno (2024 vs 2025). Questo risultato è stato possibile grazie a una strategia focalizzata sull’illuminazione e sul contract, che ci ha permesso di espandere il nostro mercato sia in Italia che all’estero, senza compromettere la qualità. Il nostro obiettivo rimane quello di continuare su questa strada di crescita e ambiamo a raggiungere una posizione di rilievo nel mercato globale.
A quanto ammonta l’export e quali sono i vostri mercati esteri di riferimento?
Oggi, più del 50% del nostro fatturato proviene dall’export, a testimonianza del nostro impegno a diventare un marchio internazionale. In passato, Venini era quasi esclusivamente focalizzata sul mercato italiano, ma oggi il nostro portafoglio di clienti include numerosi paesi. I mercati esteri di riferimento per noi sono principalmente il Medio Oriente, dove abbiamo una forte presenza e gli Stati Uniti, in particolare New York e Miami. L’Arabia Saudita è uno dei mercati più promettenti, grazie al suo processo di ristrutturazione e alla crescente attenzione al design italiano. L’Italia rimane il nostro mercato di riferimento, ma stiamo puntando fortemente su queste nuove aree di espansione.

Come è strutturata e dov’è localizzata la vostra produzione? E quanto è importante per voi il servizio al cliente?
Venini è un’azienda 100% italiana. La produzione del vetro avviene interamente a Murano, mentre i prodotti che includono componenti aggiuntivi, come l’illuminazione, vengono assemblati, preparati e testati tra Veneto e Lombardia. La qualità dei nostri prodotti è garantita dai rigorosi controlli che effettuiamo in ogni fase della produzione. La nostra attenzione alla qualità è uno degli aspetti che ci distingue nel settore, e i nostri prodotti sono certificati in tutto il mondo. Un aspetto che ci ha permesso di crescere così rapidamente negli ultimi anni è stato il servizio al consumatore. Abbiamo costruito una strategia orientata al cliente, offrendo soluzioni personalizzate, assistenza continua e prodotti esclusivi, ma con un focus particolare sul garantire un servizio impeccabile e affidabile. Questo è il vero valore che ci ha permesso di creare una base di clienti estremamente fedele.
Ci può dare qualche anticipazione di quello che ci attende alla prossima Design Week?
Alla prossima Design Week presenteremo alcune novità interessanti, sia in fiera che nei nostri showroom. In fiera, avremo in anteprima le nostre collezioni modulari di illuminazione, tra cui Volcano e Poliedri. Ma non solo: una delle novità più attese sarà la collezione di collectible design realizzata da Peter Marino, che include pezzi iconici come Cactus, On The Rocks, Cabbage e Cilindro con Piatto Incalmato. Inoltre, presenteremo una nuova collaborazione con Cadar, che arricchirà la nostra offerta con una linea di candele dalle profanazioni esclusive. Questo progetto segna una nuova fase per il nostro impegno nel coniugare artigianato e innovazione, e sarà sicuramente una delle attrazioni principali alla fiera. Per quanto riguarda le novità in store, tutte le collezioni di Peter Marino sopra citate saranno esposte nei nostri spazi, offrendo ai visitatori la possibilità di vedere da vicino queste straordinarie opere di design. Inoltre, introdurremo un nuovo chandelier firmato sempre da Marino. Prenderemo inoltre parte al progetto Archivio Italia di Vanity Fair curato da Sabato De Sarno che rivisiterà un pezzo del nostro archivio. E infine presenteremo la nuova collezione Burro, che propone una nuova nuance, disponibile su una selezione di vasi.
