La 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano (21-26 aprile, Fiera Milano Rho) si presenta con una scala che conferma il ruolo centrale della manifestazione nel sistema arredo-design: oltre 169mila metri quadrati di superficie espositiva, più di 1.900 espositori – di cui il 36,6% esteri – e 227 brand tra debutti e ritorni. Un perimetro che riflette la natura sempre più strutturale del Salone, oggi “piattaforma stabile e trasversale per l’intera filiera”, come lo ha definito Maria Porro,Presidente del Salone del Mobile.Milano.
A rafforzare il profilo internazionale contribuisce anche la qualità dei flussi: tra i visitatori si registra una presenza significativa di operatori provenienti da Cina, Brasile e Stati Uniti, a conferma di una capacità attrattiva che va oltre i mercati maturi e intercetta nuove geografie della domanda.
Il filo rosso dell’edizione 2026 è l’integrazione: contenuti, percorsi espositivi e format convergono in un’architettura sempre più articolata. In questa direzione si inseriscono le due principali novità: Salone Contract, dedicato ai grandi progetti integrati (dall’hospitality al real estate), e Salone Raritas, piattaforma curatoriale focalizzata su pezzi unici e design da collezione.
Il passaggio è chiaro: da fiera di prodotto a infrastruttura di sistema, capace di connettere industria, progettisti e mercati. Una trasformazione coerente con uno scenario globale in cui filiere e modelli di business sono in ridefinizione.
Il contesto in cui si inserisce la manifestazione è quello delineato da Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. Nel 2025 la filiera legno-arredo ha superato i 52,2 miliardi di euro di fatturato alla produzione, in crescita dell’1,4%, segnando un ritorno alla crescita dopo il rallentamento del biennio precedente.
Un sistema composto da oltre 62mila imprese e più di 292mila addetti, che rappresenta il 4,3% del fatturato manifatturiero italiano e contribuisce per il 2,3% al PIL.
A sostenere la dinamica è soprattutto il mercato interno, che sfiora i 33 miliardi di euro (+2%), dimostrando una resilienza superiore alle attese nonostante il ridimensionamento degli incentivi edilizi. Più complessa la lettura dell’export, che si attesta a 19,3 miliardi (+0,4%), evidenziando una sostanziale tenuta ma anche segnali di rallentamento nei mercati tradizionali.
Il dato più rilevante riguarda la trasformazione delle destinazioni. Stati Uniti e Francia – storicamente pilastri dell’export italiano – chiudono il 2025 rispettivamente a -3,9% e -1,5%, mentre emergono nuove direttrici di crescita.
L’Europa resta il primo sbocco (oltre il 66% del totale), ma segnali positivi arrivano da Spagna (+1,7%) e Regno Unito (+3,7%). Ancora più dinamici alcuni mercati extraeuropei: Emirati Arabi Uniti (+5,8%), Canada (+6,9%) e soprattutto Africa (+13,8%), oggi il continente con la crescita più sostenuta, seppur su valori ancora contenuti.
Al contrario, l’Asia registra una contrazione complessiva, penalizzata dalla flessione della Cina (-5,9%) e da un rallentamento diffuso nell’area orientale.
Un quadro che evidenzia una progressiva ridefinizione della geografia commerciale, con la necessità per le imprese di diversificare e presidiare nuovi mercati. Un’esigenza resa ancora più urgente dai primi segnali del 2026, con un calo significativo dell’export verso gli Stati Uniti a inizio anno.
Nel dettaglio, il macrosistema arredamento chiude a 27,7 miliardi (+0,9%), sostenuto dalla domanda interna (+2,7%), mentre l’export è in lieve flessione (-0,8%).
Andamento positivo per l’arredobagno (+2,1%), trainato sia dal mercato domestico sia dalle esportazioni, e per le cucine (+1,5%), la cui crescita è però interamente legata al mercato italiano, a fronte di un calo dell’export (-5%).
Il macrosistema legno registra invece un +1,9% a 24,5 miliardi, con una crescita legata più ai prezzi che ai volumi, segnale di una domanda ancora debole.
In questo scenario, il Salone del Mobile.Milano si conferma un asset strategico per il settore. Non solo vetrina, ma piattaforma operativa capace di concentrare domanda e offerta, facilitare il networking e accelerare l’accesso ai mercati internazionali.
Un posizionamento che risponde direttamente alle esigenze della filiera: in un contesto geopolitico instabile e caratterizzato da cambiamenti repentini, la possibilità di intercettare buyer globali in un unico luogo rappresenta un vantaggio competitivo decisivo, soprattutto per le PMI.
La manifestazione si configura così come uno snodo chiave per consolidare i risultati raggiunti e, al tempo stesso, esplorare nuove traiettorie di crescita. Con un obiettivo chiaro: accompagnare la trasformazione del design Made in Italy, rafforzandone la competitività in un mercato sempre più complesso e globale.
Nel panorama espositivo del Salone 2026 si collocano anche le mostre ABITO, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con la curatela di Palomba Serafini Associati, che mette in relazione moda e design, e MADE IN MiC, voluta dal Ministero della Cultura, un omaggio alle arti applicate e al proto-design tra il 1900 e il 1945.
Continua inoltre il dialogo tra Salone e la città di Milano attraverso la nuova iniziativa Common Archive – La Notte Bianca del Progetto che darà vita a un evento diffuso; l’edicola dedicata alla Manifestazione, punto di partenza di un itinerario urbano ideato da Bianca Felicori; e il ritorno di Design Kiosk con il suo programma culturale.
