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Colli (Viabizzuno): “2025 ottimi risultati. Sviluppo fatto di persone e numeri”

Corrado Colli, CEO Viabizzuno

Colli (Viabizzuno): “2025 ottimi risultati. Sviluppo fatto di persone e numeri”

by Redazione
4 Febbraio 2026

Procede bene lo sviluppo di Viabizzuno. L’ingresso del fondo Clessidra nel gennaio 2022, l’uscita del fondatore Mario Nanni nel 2023 e il rafforzamento del management team hanno rappresentato momenti di cambiamento per l’azienda di soluzioni illuminotecniche, sul piano culturale, organizzativo e strategico. Con una nuova governance e importanti investimenti si è generato un impatto positivo sui risultati della realtà bolognese: crescita significativa sia in termini di fatturato che di ordinato con un miglioramento dell’Ebitda. Alla fine dell’ultimo esercizio, il valore del fatturato ha raggiunto i 74 milioni di euro (ordinato a 78 milioni) rispetto ai circa 50 milioni del 2017 e una costante crescita della redditività migliorata anno dopo anno arrivando nel 2025 al 23%. Ambizioso il target 2026 con crescita di fatturato e marginalità per arrivare ai 20 milioni di ebitda.

Viabizzuno ha vissuto tre momenti principali nel suo sviluppo. La nascita nel 1994, quando Mario Nanni, fondatore, con la collaborazione di Sebastiano Vasta e Paolo Marzetti, ha dato vita all’azienda che è rimasta nelle sue mani fino al 2011 anno in cui, con l’ingresso del fondo 21 Invest di Alessandro Benetton, si è aperta una nuova fase. Nel gennaio 2022 la quota di maggioranza passa ad un altro importante imprenditore italiano, Carlo Pesenti, attraverso il fondo Clessidra. Viene subito definito un piano d’investimenti e un modello di governance strutturato che ha dato nuovi impulsi per la trasformazione. Questo nuovo assetto ha comportato una gestione più dinamica, con un comitato esecutivo che supporta il management nelle decisioni strategiche e negli investimenti, favorendo anche una strategia di crescita per linee esterne. Significativi investimenti sono stati fatti per rafforzare la squadra con l’ingresso di manager di grande esperienza nel settore design ed illuminazione. Oltre a Sebastiano Vasta responsabile dell’area tecnica e Simone Balsimelli general manager finance and operations, nel 2023 si è aggiunto Matteo Menghini general manager sales and marketing. Abbiamo parlato del nuovo corso e dei progetti futuri con Corrado Colli, CEO dell’azienda dal 2017.

Corrado Colli, CEO di Viabizzuno

Come ha guidato l’evoluzione degli ultimi anni?

Viabizzuno ha elementi distintivi di grande valore. E’ un brand autentico, forte, capace di unire un patrimonio immateriale unico a competenze tecniche di altissimo livello per soluzioni di luce curate nei minimi dettagli. C’è grande passione nel fare le cose con cura. Questa è l’identità di Viabizzuno che ho voluto valorizzare e, dove possibile, migliorare. La trasformazione invece è partita dalla squadra, tanta formazione, sistemi incentivanti, crescite interne insieme ad ingressi di nuovi colleghi con competenze ed esperienze importanti. Ho cercato di condividere con il maggior numero di colleghi l’anima dell’azienda, un progetto culturale oltre che industriale. Il lavoro continua con i tanti nuovi colleghi che abbiamo assunto negli ultimi anni. In sintesi, dall’imprenditore fondatore ad una squadra con forte senso di responsabilità diffuso. In aggiunta tanti investimenti interni alla sede per migliorare la qualità dei luoghi di lavoro, per l’accoglienza dei nostri ospiti, per potenziare i laboratori tecnici e l’area di produzione.

Quali acquisizioni avete realizzato e con quali obiettivi?
La prima – avvenuta a fine 2023 – riguarda Stealth Light, una realtà industriale di Desio specializzata in sistemi lineari di luce, light panel e light box. Si tratta di soluzioni illuminotecniche complementari al nostro core business, rivolte a segmenti come il mondo degli arredatori, nel quale Viabizzuno era meno presente. L’integrazione è avvenuta mantenendo una forte autonomia operativa, scelta necessaria per preservare l’agilità di Stealth e la sua efficacia sul mercato, lavorando molto sull’integrazione industriale. La seconda acquisizione, che riguarda Iosco Group con sede ad Argenta, completata nell’agosto 2025, ha avuto una logica diversa: abbiamo internalizzato il valore della competenza dell’unità produttiva che da oltre 25 anni assembla il 70% dei nostri prodotti. L’obiettivo è stato quello di portare all’interno competenze e capacità produttiva, migliorando ulteriormente il controllo dei processi, la qualità dei prodotti e la produttività. Ora tutta la nostra collezione è made in Italy, attraverso 3 unità produttive dirette, nelle quali lavorano con grande competenza nostri dipendenti diretti. Il mercato offre altre opportunità che stiamo valutando, altre realtà che ci completino per geografia o per gamma prodotto.

Viabizzuno Milano 2025 – Aura – ph. Fabio Gambina

Qual è oggi il peso dell’export e come si distribuiscono le vostre attività sui mercati internazionali?
Circa il 70% della produzione di Viabizzuno è destinato ai mercati esteri. L’Italia resta un mercato importante, ma non determinante. Operiamo prevalentemente nei segmenti del residenziale, del retail, del museale e degli uffici. Da tanti anni siamo il partner per la luce di tanti importanti brand nel segmento lusso, dall’ automotive all’abbigliamento cosi come illuminiamo nel mondo residenze private di grande pregio. La nostra strategia di sviluppo si muove attraverso aperture di nostri spazi, laboratori di luce, in capitali del design: siamo attualmente presenti in 11 città in tutto il mondo. Dopo l’Italia, i mercati più rilevanti per dimensioni e risultati sono Cina e Stati Uniti, dove operiamo con strutture dirette e risultati economici positivi. In entrambi i Paesi siamo presenti con due laboratori di luce: Shanghai e Pechino, Miami e New York. Il Medio Oriente è un’area in forte crescita, così come il Nord Europa, dove stiamo valutando nuovi investimenti diretti. In Europa siamo presenti da tempo a Parigi, Londra, Amsterdam, Barcellona, Monaco, Vienna. In Italia, oltre a Milano in Via San Marco, stiamo cercando un nuovo spazio a Roma.

Il rapporto con architetti e progettisti è centrale nel vostro modello. Come si sviluppa questa collaborazione?
Il progetto è il cuore del nostro lavoro: circa il 95% del fatturato nasce da progetti, sviluppati internamente o a fianco di lighting designer, studi di architettura ed interior. Anche i prodotti decorativi non vengono mai trattati come semplici oggetti da catalogo, sono sempre progettati, contestualizzati, scelti in termini di temperatura e quantità di luce. Tratto distintivo di Viabizzuno è sempre stato quello di unire la parte tecnica e quella decorativa sotto un progetto dettagliato che parte dall’ascolto del cliente e del progettista. Poter dare un servizio completo è fondamentale soprattutto per clienti molto esigenti con aspettative elevate. Credo che questo approccio ci consenta di mantenere buoni risultati anche in momenti di mercato non facile, perché lo sviluppo di progetti importanti e complessi continua ad essere un ambito di grandi investimenti.

La customizzazione è un elemento caratterizzante del vostro approccio. Che ruolo gioca oggi nel rapporto con architetti, lighting designer e progettisti?
La customizzazione è centrale perché risponde alle esigenze particolari dei progetti più importanti, quelli in cui architetti e lighting designer devono risolvere vincoli tecnici, estetici o funzionali che le soluzioni standard non coprono. Per noi questo servizio è fondamentale perché apre il dialogo per importanti opportunità, permette di trovare soluzioni su misura per specifici progetti e clienti, diventando così la principale risorsa per lo sviluppo di nuovi prodotti seriali aggiornando costantemente la collezione prodotto. Con questa modalità Viabizzuno ha costruito relazioni profonde con architetti come David Chipperfield, Peter Zumthor, John Pawson, Kengo Kuma, Neri&Hu ed altri. Negli ultimi anni si sono aggiunte diverse nuove collaborazioni di altissimo livello, tra tutte ricordo Dorte Mandrup e Snøhetta, maestri che condividono con noi una visione progettuale che mette la luce al centro dell’esperienza architettonica.

Candela di Vals – Viabizzuno

Potete anticipare qualcosa su ciò che state preparando per il Fuorisalone?

Il Fuorisalone per noi è sempre un momento speciale e proprio per questo preferisco non svelare troppo: le novità che presenteremo meritano di essere scoperte dal vivo, quando la luce, lo spazio e le persone potranno dialogare insieme. Posso soltanto anticipare che ci saranno ospiti importanti, nuovi prodotti che crediamo avranno un forte impatto e un progetto pensato per essere ricordato; i nostri allestimenti sono sempre curati da colleghi architetti interni alla squadra Viabizzuno che vivono questa opportunità con grande orgoglio. Negli ultimi mesi abbiamo anche ripensato completamente l’area aperta su via San Marco, cuore della nostra presenza durante la Design Week, proseguendo un percorso iniziato lo scorso anno con un intervento significativo su oltre 600 metri quadrati tra nuova pavimentazione e un progetto verde totalmente rinnovato. Il nostro impegno nel programma ESG ci ha guidato nel ripensare lo spazio, un tempo un semplice parcheggio, oggi luogo pubblico contemporaneo capace di accogliere installazioni, eventi e momenti di incontro. Elemento chiave del progetto è il sistema di Viabizzuno ‘aituoipiedi’, che permette di collegare l’intera area con un’infrastruttura integrata per audio, video, Wi‑Fi ed alimentazione elettrica; questa soluzione ha già attirato l’interesse di importanti brand internazionali che hanno chiesto di poter utilizzare lo spazio e la tecnologia per i loro eventi.

State lavorando anche su progetti speciali al di fuori dei segmenti tradizionali?
Sì, negli ultimi anni abbiamo esteso il nostro raggio d’azione oltre al residenziale e retail, investendo con convinzione in soluzioni di prodotto per il museale e gli uffici, dove abbiamo registrato una crescita molto significativa. Questi ambiti richiedono una cura speciale: gestione della luce naturale, integrazione architettonica, alta resa cromatica, affidabilità nel tempo. Tra le collaborazioni più rappresentative, stiamo completando l’illuminazione del LACMA, il Los Angeles County Museum of Art, un intervento di grande rilevanza internazionale firmato da Peter Zumthor. Sempre insieme al maestro dell’architettura, siamo fornitori della soluzione illuminotecnica per il nuovo padiglione della Fondazione Beyeler a Basilea, accanto a quello storico di Renzo Piano. Per questo progetto sono nati due nuovi prodotti, che presenteremo ad aprile nel nostro spazio. Sono frutto di un lavoro di ricerca molto profondo e pensato per rispondere a esigenze tecniche estremamente specifiche.

 

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