Recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, tutela delle aree verdi e rafforzamento del territorio cittadino con il contesto rurale. Sono questi i principali pillar a fondamento del masterplan che porterà la città di Vicenza verso un percorso di rigenerazione urbana. Questa visione per il futuro della città è stata discussa durante gli Stati generali dell’urbanistica che, all’interno dell’ex Centrale del latte, ha visto la presentazione delle aree tematiche che porteranno alla produzione del Masterplan Vicenza 2030, affidato alla società di ingegneria di Milano Arup Italia. Il documento intende definire la cornice strategica su cui orientare le scelte pubbliche e private, per rafforzare la governance locale e favorire la costruzione di alleanze tra istituzioni, imprese, cittadinanza. Dopo una prima fase di costruzione del quadro conoscitivo e una serie di confronti con i portatori di interesse avviati a partire dallo scorso luglio, il percorso è arrivato ora alla fase operativo-strategica, entrando in un momento centrale di restituzione pubblica e confronto con la città.
La visione strategica del Masterplan è articolata in quattro Paesaggi, che rappresentano le leve principali di trasformazione della città: Paesaggio dell’abitare, Paesaggio del sapere e del saper fare, Paesaggio dell’acqua, Paesaggio città-campagna. Il Paesaggio dell’abitare è il paesaggio della prossimità, dell’inclusione e dell’attrattività; ricostruisce l’offerta residenziale, rigenera e rifunzionalizza il patrimonio edilizio dismesso e qualifica lo spazio pubblico con i suoi servizi e le sue percorrenze, rispondendo alle esigenze dell’abitare permanente e transitorio. Il Paesaggio del sapere e saper fare è il paesaggio produttivo e innovativo; include il sapere formale, il sapere pratico e quello emergente. Il Paesaggio dell’acqua è il paesaggio ecologico e resiliente; interviene sulla matrice ambientale della città, ridisegnando le reti blu e verdi. Il Paesaggio città-campagna promuove il benessere tra cultura del cibo e pratica dello sport; si rigenerano le relazioni tra spazi rurali e urbani, valorizzando i settori agricolo, vitivinicolo e ortofrutticolo.
“Gli Stati generali – ha dichiarato Cristina Balbi, assessore allo sviluppo economico e al territorio – rappresentano non solo una tappa di restituzione del lavoro svolto, ma anche un passaggio fondamentale di costruzione collettiva della visione del futuro della città, nel segno della collaborazione tra amministrazione, mondo economico, realtà sociali e cittadinanza attiva. La città di domani si immagina oggi, ma solo se sarà costruita intorno alle esigenze dei cittadini saprà rispondere alle loro richieste”.
“La visione strategica del Masterplan – ha spiegato Stefano Recalcati, project director di Arup Italia – costruita attraverso un percorso fortemente partecipato, ha l’ambizione di valorizzare il lavoro già svolto dall’amministrazione e dalla città, strutturandolo in una nuova cornice di sviluppo che traguarda il prossimo decennio e oltre”.
Alla presenza del sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, sono stati illustrati i contenuti della visione strategica aprendo un momento di confronto partecipativo, anche attraverso il contributo della professoressa Patrizia Gabellini e le testimonianze delle esperienze portate dagli amministratori e dai tecnici di altre città, come Bergamo, Rimini e Modena. Istituzioni, enti e associazioni sono stati inoltre coinvolti in workshop tematici per raccogliere spunti, osservazioni e proposte, che contribuiranno ad affinare il Masterplan e a renderlo sempre più aderente alle esigenze reali della comunità vicentina.
