Guardare a nuovi mercati e scommettere su collezioni che includano il rilancio di pezzi storici oltre a finiture sempre più ampie. Sono alcune delle leve strategiche di crescita di Meridiani illustrate a Pambianco design da Italia Casalino, general manager dell’azienda di arredamento Made in Italy che, fondata a Misinto (MB) nel cuore della Brianza nel 1996, oggi è presente in oltre 50 paesi nel mondo. Dal 2016 è entrata a far parte del gruppo industriale italiano Dexelance, con l’obiettivo di rafforzare la già importante presenza del marchio nei mercati internazionali e sviluppare sinergie in aree innovative attraverso processi di trasformazione digitale, strategie commerciali comuni e aprendo nuovi canali di distribuzione, tra i quali il contract.
Con uno scenario internazionale incerto come quello attuale, che risposte si dà Meridiani?
Siamo presenti in tutto il mondo, ma con i dazi di Trump al 15% e le guerre in corso, navighiamo tutti a vista. Fare dei piani strategici oggi è difficile, ma occorre comunque andare avanti e cogliere le opportunità. I due grandi malati negli ultimi anni sono stati Cina e Usa. Ma la Cina è in ripresa, ne abbiamo evidenza essendo presenti in loco con gli uffici del gruppo Dexelance. A Shanghai ci sono già segnali di ripresa.
Guardiamo anche alle aree del Golfo, dove l’economia è in forte crescita ed è molto attivo lo sviluppo del real estate che porta con sé anche richiesta di arredamento. Tra i mercati particolarmente vivaci ed emergenti su cui stiamo focalizzando l’attenzione ci sono anche Emirati, Arabia Saudita e Libano, molto attivo e avanti per quanto riguarda gusti e cultura del design. Così come il Nord Africa, Marocco in testa. La nostra scommessa quindi parte anche da questi mercati. Detto questo, in questo momento di grande incertezza cerchiamo di consolidarci e crescere. Abbiamo ripreso la gestione diretta del negozio monomarca di Parigi e ne abbiamo aperto uno a Tokyo a marzo scorso.
E il Mercosur, lo considerate?
Sicuramente è un’opportunità da cogliere qualora si arrivi alla ratifica degli accordi di libero mercato. Brasile, Argentina sono mercati molto vicini per cultura e gusti al made in Italy.
Come si chiuderà per Meridiani il 2025?
Con un ordinato stabile e un fatturato leggermente in calo rispetto al 2024.
Nel 2026 saranno celebrati i 30 anni di Meridiani, cosa c’è in programma?
Sarà un anno celebrativo per ratificare l’identità del brand, sempre coerente con la sua identità e con un unico designer dal 1996 ad oggi, Andrea Parisio. L’idea è di creare un revamping di modelli best seller, come il divano Louis, appena rieditato.
Per rispondere alla domanda dei consumatori, nelle vostre collezioni c’è correlazione con le diverse esigenze dei mercati?
Assolutamente sì, in questo senso da un anno a questa parte stiamo andando a completare l’offerta della gamma aggiungendo ancora di più finiture dei modelli esistenti includendo anche nuovi materiali. Faccio l’esempio del tavolo Frank lanciato durante il Salone del Mobile di quest’anno: è il primo tavolo completamente in legno della nostra collezione. Abbiamo sempre venduto e vendiamo tantissimi i tavoli in marmo con proposte di 24 marmi lucidi e 24 marmi opachi. Abbiamo anche 16 laccature in lucido e opaco, ma non avevamo i tavoli in essenza ed è questo uno dei motivi per cui abbiamo deciso di proporre la versione in legno, anche per soddisfare quella che è una richiesta più centro Nord Europa, dove sicuramente il marmo si vende di meno e si vende di più il legno.
