Nel secondo trimestre del 2025 Mohawk Industries, uno dei principali produttori mondiali di pavimenti con marchi come Marazzi, Quick-Step e Unilin, ha registrato un utile netto di 147 milioni di dollari e un utile per azione (EPS) di 2,34 dollari. Si tratta di un calo rispetto ai 157 milioni e 2,46 dollari per azione dello stesso periodo del 2024. Anche l’utile netto rettificato segna una flessione, attestandosi a 173 milioni di dollari (EPS rettificato di 2,77 dollari) contro i 192 milioni (EPS di 3,00 dollari) del secondo trimestre dello scorso anno.
Le vendite nette per il periodo aprile-giugno 2025 si sono attestate a 2,8 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con i 2,8 miliardi del secondo trimestre 2024. Tuttavia, su base rettificata – considerando effetti valutari e calendario – si rileva una contrazione dello 0,8%. Anche nel confronto semestrale i dati indicano un rallentamento. Per i sei mesi chiusi il 28 giugno 2025, Mohawk ha riportato un utile netto di 219 milioni di dollari (EPS di 3,49 dollari), in calo rispetto ai 262 milioni (EPS di 4,10 dollari) registrati nello stesso periodo del 2024. L’utile netto rettificato si è attestato a 269 milioni (EPS rettificato di 4,29 dollari), contro i 310 milioni (EPS di 4,85 dollari) dell’anno precedente. Le vendite nette del primo semestre 2025 sono state pari a 5,3 miliardi di dollari, in calo del 2,8% rispetto ai 5,5 miliardi registrati nella prima metà del 2024. La contrazione, rettificata per tassi di cambio e calendario, si riduce allo 0,7%.
I risultati evidenziano le difficoltà del mercato globale dei materiali per l’edilizia, ancora influenzato da inflazione, incertezza macroeconomica e rallentamento delle nuove costruzioni. Nonostante ciò, Mohawk mantiene volumi stabili e continua a operare con marginalità solide, seppur in lieve contrazione rispetto al picco del 2024.
Commentando i risultati del secondo trimestre, il presidente e amministratore delegato Jeff Lorberbaum ha dichiarato: “In un contesto difficile per tutte le nostre regioni, i risultati riflettono l’impatto dei continui miglioramenti operativi, delle misure di contenimento dei costi e delle iniziative di sviluppo del mercato”. Sotto il profilo finanziario, la società ha rafforzato la propria posizione patrimoniale anche grazie alla generazione di liquidità. “Nel corso del secondo trimestre abbiamo generato un flusso di cassa di circa 125 milioni di dollari e abbiamo acquistato circa 393mila quote azionarie per un valore di circa 42 milioni di dollari. Di recente, il nostro consiglio d’amministrazione ha approvato una nuova autorizzazione all’acquisto di azioni ordinarie dell’azienda in circolazione pari a 500 milioni di dollari”.
Un tema centrale per Mohawk resta la gestione dell’impatto delle nuove tariffe doganali introdotte dagli Stati Uniti: “Considerato l’aumento delle tariffe doganali, stiamo promuovendo i vantaggi delle nostre collezioni prodotte localmente e il nostro ruolo di leader come produttori nordamericani. Abbiamo iniziato ad affrontare l’impatto delle tariffe doganali attraverso adeguamenti dei prezzi e ottimizzazione della catena di approvvigionamento. All’inizio di questo mese, il governo degli Stati Uniti ha fissato una nuova scadenza al 1° agosto per il completamento dei negoziati tariffari da parte dei diversi Paesi, annunciando al contempo tariffe specifiche per i principali partner commerciali. Monitoriamo costantemente l’andamento dei livelli tariffari e adegueremo le nostre strategie in base alla loro evoluzione”.
Guardando alle performance settoriali, Lorberbaum ha evidenziato il contributo positivo del comparto ceramico globale: “Le vendite nette del Segmento Global Ceramic sono aumentate dello 0,5% in base ai dati diffusi, o dell’1,1% su base rettificata per i tassi di cambio e a giorni costanti rispetto all’anno precedente. Il margine operativo del Segmento è stato del 7,9% in base ai dati diffusi o dell’8,1% su base rettificata, per effetto dell’impatto positivo netto del portafoglio dei prezzi e dei prodotti e degli aumenti di produttività, parzialmente compensati dall’aumento dei costi dei fattori produttivi”.
Infine, sul medio termine, la società vede nell’attuale scenario commerciale statunitense un’opportunità strategica. “L’evoluzione della politica commerciale statunitense dovrebbe portare dei vantaggi per Mohawk, dal momento che circa l’85% delle nostre vendite negli Stati Uniti proviene da merci prodotte in Nord America. Ci impegneremo a gestire l’impatto delle tariffe attraverso il miglioramento della catena di approvvigionamento, l’ottimizzazione dei costi e l’adeguamento dei prezzi”.
