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Professionisti specializzati cercasi. Ne serviranno 30mila nei prossimi 4 anni

Artwood Academy, scuola di alta formazione del settore del legno-arredo a Lentate sul Seveso. Credit: Blossom - Courtesy: Artwood Academy

Professionisti specializzati cercasi. Ne serviranno 30mila nei prossimi 4 anni

by Paola Gervasio
29 Agosto 2025

La mancanza di falegnami, tappezzieri e designer rappresenta una delle principali sfide per il settore dell’arredo e del legno. Richiesti anche export manager e addetti alle vendite con alte competenze informatiche.

Sebbene il mercato e la produzione abbiano subito un rallentamento negli ultimi 12 mesi, l’industria italiana del legno-arredo continua a risentire di una significativa carenza di manodopera specializzata. Come sottolineano i dati elaborati da Confartigianato Imprese, lo scorso anno oltre il 57 per cento delle posizioni aperte nel comparto legno e mobili risultava difficile da coprire, ben al di sopra della media del manifatturiero esteso (50%) e di quella generale (45%). A pesare maggiormente sono due fattori: da un lato il numero ridotto di candidati disponibili, dall’altro il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle possedute dai lavoratori. Tra le figure maggiormente carenti si contano falegnami e attrezzisti di macchine per la lavorazione del legno. Altissima anche la criticità per i tappezzieri e i materassai, i disegnatori industriali e gli operai addetti a macchine per la produzione in serie di mobili e articoli in legno. Difficoltà ci sono anche nel reperimento di designer. Secondo l’analisi Unioncamere-Ministero del Lavoro, lo scorso anno le imprese italiane hanno segnalato 21.470 ingressi di disegnatori industriali, con un tasso di difficoltà pari al 66,9%, in crescita rispetto al 60% del 2023 e al 59% dell’anno precedente.  A livello territoriale, le difficoltà sono maggiormente registrate in Liguria (67%), Friuli Venezia Giulia (66%), Toscana (65%) e Trentino-Alto Adige (65%).  Eppure, il fabbisogno non si riduce: nel quinquennio 2024-2028 il settore avrà bisogno, a seconda degli scenari economici, di un numero di nuovi addetti compreso tra le 22mila e 34mila unità, un quarto di lavoratori per le industrie del legno e tre quarti per quelle del mobile.

Secondo quanto emerge da un recente studio condotto da Assolavoro Datalab, l’Osservatorio dell’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro, accanto alla forte richiesta di professionisti specializzati, in particolare falegnami, tappezzieri, verniciatori e addetti alla lavorazione del legno, si delinea un’elevata necessità di designer, con particolare riferimento a interior designer, ma anche a progettisti di prodotto, di arredi (furniture) e di sistemi di illuminazione (lighting). Queste figure stanno assumendo un ruolo sempre più strategico all’interno delle imprese, contribuendo non solo alla progettazione estetica e funzionale degli spazi e degli oggetti, ma anche alla definizione dell’identità e del posizionamento del brand.

In particolare, nel comparto specifico del design, le proiezioni occupazionali indicano una domanda stimata di oltre 4.800 professionisti entro l’anno 2025. Questo dato evidenzia l’urgenza di formare nuove competenze e di investire nella valorizzazione del talento creativo, in risposta alle trasformazioni in atto nel settore e alle richieste di un mercato sempre più competitivo e dinamico.

Un’indagine condotta su un campione di oltre 100mila annunci di lavoro pubblicati sulle principali piattaforme di recruiting online, tra cui LinkedIn e Indeed, ha evidenziato un trend significativo: cresce la richiesta di figure professionali come export manager e addetti alle vendite, ruoli tradizionali che oggi si trasformano e si arricchiscono di nuove competenze, in risposta a un mercato in continua evoluzione e sempre più orientato alla digitalizzazione. L’espansione dell’e-commerce e del fenomeno del social commerce, infatti, sta cambiando radicalmente le modalità di acquisto e vendita, rendendo imprescindibile per i professionisti del settore la padronanza di strumenti digitali avanzati. Diventa quindi fondamentale saper utilizzare in modo efficace le piattaforme informatiche più aggiornate, avere dimestichezza con software di analisi dei dati – strumenti indispensabili per interpretare comportamenti, preferenze e trend di mercato – e acquisire competenze nell’ambito dei programmi basati su intelligenza artificiale, sempre più centrali nei processi decisionali e nella gestione delle relazioni con i clienti. In un contesto in cui la personalizzazione dell’offerta è diventata un obiettivo chiave per molte aziende, sono richieste competenze capaci di leggere e anticipare i bisogni del consumatore in modo puntuale e strategico. In quest’ottica, assumono un ruolo di primo piano anche i professionisti in grado di padroneggiare software di progettazione 3D e configuratori di realtà aumentata, tecnologie innovative che permettono di offrire esperienze d’acquisto sempre più coinvolgenti, su misura e ad alto valore aggiunto.

“Si rende così evidente che anche il sistema del legno-arredo-design si sta trasformando con l’introduzione delle nuove tecnologie”, si legge nello studio. “L’adozione di strumenti digitali comporterà l’automazione di alcuni processi produttivi e la creazione di nuove figure professionali, e anche la transizione green porterà con sé una rinnovata attenzione all’utilizzo di tecniche e materiali eco-friendly. La conoscenza di materiali certificati e di strategie di economia circolare sarà sempre più richiesta agli addetti dell’industria del legno, come anche a falegnami e artigiani, che dovranno integrare le competenze tradizionali con la spinta green verso una maggiore sostenibilità”.

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