L’Opa su Bialetti Industrie, storico marchio italiano noto per la sua moka, è ufficialmente iniziata. Il veicolo di acquisizione, Octagon BidCo, è controllato dal fondo lussemburghese Nuo Capital, che ha ottenuto il via libera dalla Consob. L’Opa si concluderà il 25 luglio 2025, salvo eventuali proroghe. Questo passaggio sancisce l’uscita definitiva dell’azienda dal listino di Borsa Italiana, segnando la fine di un’epoca per uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy.
L’offerta prevede un corrispettivo di 0,467 euro per azione, comprensivo del dividendo, e riguarda circa 33 milioni di titoli, pari a poco più del 21% del capitale sociale. Attualmente, Nuo Capital detiene già il controllo di Bialetti con una partecipazione del 78,5%, acquisita nel mese di giugno di quest’anno. Le azioni in vendita provengono da Sculptor Holdings, che cede il 19,5% del capitale, oltre che da Francesco Ranzoni (50%) e Diego Della Valle (6,9%).
Il titolo di Bialetti ha aperto la giornata di Opa a 0,465 euro, allineandosi così con il prezzo offerto nell’operazione. Tale reazione era attesa, considerando la vicinanza tra il prezzo di mercato e il prezzo di offerta, limitando quindi le possibilità di speculazione sul mercato. In termini di performance, il titolo ha registrato un +95% negli ultimi sei mesi e un +104% nell’arco di un anno.
Per gli azionisti di minoranza, questa Opa rappresenta una via d’uscita vantaggiosa, con un prezzo che include un piccolo premio rispetto alle quotazioni medie degli ultimi mesi. Più che un semplice passaggio di proprietà, l’ingresso di Nuo Capital, con la sua connessione all’imprenditore cinese Stephen Cheng, segna l’inizio di una nuova fase per Bialetti. L’obiettivo è rilanciare il marchio con una ristrutturazione finanziaria e industriale, pur mantenendo l’azienda lontano dai riflettori del mercato finanziario.
