“Oggi l’interpretazione del mercato con questa velocità di cambiamenti che si susseguono è diventata veramente molto difficile, un’arte quasi da chiromanti”, ha commentato Claudio Feltrin, Presidente di FederlegnoArredo a margine dell’11° Pambianco Interni Design Summit. “Il macrosistema arredamento arriva dalla chiusura del 2024 con un segno meno, che comunque ci aspettavamo. Quello che non ci si aspettava era invece un 2025 così complicato e complesso. Tanto è vero che le aziende in chiusura dell’anno, forti del loro budget avevano previsto un anno se non splendido, ma comunque con un consegno positivo e una ripresa dell’economia. A gennaio effettivamente questo è successo, abbiamo raccolto un bel segno più, intorno all’8%, ma già a febbraio si era raffreddato tutto con le dichiarazioni sui dazi di Trump molto agguerrite, che hanno creato lo scompiglio che stiamo vivendo. Quindi di conseguenza il nostro rilevamento trimestrale, che abbiamo fatto a marzo, vede una situazione di dati praticamente con una leggera flessione del 7% globale rispetto al primo trimestre del 24. Nel frattempo sono successe tante altre cose, quindi adesso vedremo con i nuovi rilevamenti quali saranno i risultati della nostra filiera: non penso segneranno segni più, però forse conterranno il segno meno, anche perché abbiamo un dato Istat di aprile dove la filiera del legno arredo ha segnato a livello industriale una produzione a +7%, nettamente in controtendenza rispetto a quella che è la produzione industriale italiana, che è praticamente stabile se non addirittura con un segno leggermente negativo”.
A proposito dell’architettura che le aziende del comparto dovrebbero costruirsi per essere competitive, Feltrin ha aggiunto: “Oggi le aziende devono cercare di restare molto leggere e spingere sulla flessibilità. La digitalizzazione è chiaramente un’arma vincente, ma che non si costruisce in poco tempo. L’intelligenza artificiale darà sicuramente una grande mano alle nostre aziende, ma come tutte le opportunità se non la cogli possono diventare un fattore negativo, proprio perché potresti essere tagliato fuori da quella che è la competizione. Un’altra arma importante è la sostenibilità, noi come filiera ci stiamo lavorando ormai da un po’ di anni, sin da tempi non sospetti, e notiamo che le nuove generazioni danno sempre più importanza a questo tema. Da qui il nostro appello come federazione è quello creare sinergia con i nostri politici italiani ma anche più ampiamente a livello europeo per far sì che le normative siano basate sulla realtà delle cose e non solo su teorie”.