Dopo aver chiuso il 2024 con export in crescita del 5,8% toccando il massimo storico di 2,17 miliardi di euro, secondo i dati ufficiali elaborati dal Centro Studi Confindustria Marmomacchine, l’industria lapidea italiana si prepara al prossimo appuntamento con Marmomac. La 59ª edizione andrà in scena a Verona dal 23 al 26 settembre 2025, confermandosi la più importante manifestazione a livello internazionale per la filiera della pietra naturale. Con oltre 1.400 espositori provenienti da più di 50 Paesi e una community globale di oltre 50mila operatori e professionisti da 150 nazioni (dati 2024), la kermesse consolida il proprio ruolo di piattaforma strategica per il settore (che conta un giro d’affari intorno ai 4 miliardi di euro), punto di incontro tra imprese, progettisti, istituzioni e operatori da tutto il mondo.
Tornando ai dati del Centro Studi, l’incremento dei volumi esportati è stato più contenuto (+3,8%, per 2, 14 miliardi di tonnellate). Circa l’80% del valore dell’export lapideo italiano è stato generato dai materiali lavorati e semilavorati, che hanno raggiunto i 1,7 miliardi di euro (+4,5% sul 2023), anche se a far registrare l’incremento maggiore sono state le vendite dei grezzi (+10,7%), attestatesi a 457,3 milioni. A livello di mercati di riferimento, anche per il 2024 la Cina si è confermata primo acquirente dei blocchi estratti in Italia con 228,9 milioni di import (+27%) e una quota del 50%.
Per quanto riguarda invece il segmento dei lavorati, la classifica dei Paesi di destinazione è guidata dagli USA, le cui importazioni hanno raggiunto i 541,9 mln (+14%), seguiti da Germania (125,2 mln, -1,7%), Francia (115,6 mln, +9,5%), Svizzera (100,9 mln, -0,7%) e Arabia Saudita (84,5 mln), che è il mercato ad aver fatto registrare la crescita maggiore, +37,2%.
L’edizione 2025 di Marmomac, che quest’anno punta su evoluzione del formato espositivo, sostenibilità e sviluppo del campo tecnologico, vuole mettere in evidenza tutte le “venature” della manifestazione che raccontano la pietra, nella sua dimensione produttiva, tecnica e culturale. Tre ambiti che hanno la loro vetrina di promozione in 12 padiglioni fieristici e 8 aree espositive esterne, a cui si somma la novità di questa edizione: il Padiglione Zero | Antolini, allestito nelle due navate centrali delle Gallerie Mercatali.
“Marmomac è molto più di una fiera: è il palcoscenico internazionale dove la pietra naturale diventa business, cultura, innovazione e relazioni”, ha commentato il presidente Federico Bricolo. “Veronafiere si conferma capitale mondiale del settore tecno-lapideo, con un evento strategico per uno dei comparti di eccellenza del made in Italy. Un risultato reso possibile grazie a un progetto di sistema che coinvolge imprese, distretti produttivi, istituzioni e associazioni come i ministeri del Made in Italy e degli Affari esteri, ICE-Agenzia e Confindustria Marmomacchine”.
ll layout 2025, ispirato al Plan Voisin di Le Corbusier (1925), darà forma a una “città della pietra” contemporanea, articolata in percorsi narrativi che guideranno il pubblico tra architettura, arte, design e industria. Tra i pilastri di Marmomac, dal 1998, è Marmomac Academy: punto di riferimento per l’aggiornamento professionale e il dialogo multidisciplinare, l’Academy propone ogni anno un programma internazionale che approfondisce temi legati alla selezione e all’uso della pietra naturale, al design e alle tecniche di lavorazione più avanzate.
L’intero anno di lavoro di Marmomac meets Academy si traduce, come atto finale, nella mostra Fabula Litica: La Foresta Incantata a cura di Giuseppe Fallacara, che vede il coinvolgimento di oltre 15 università, nazionali e internazionali e istituti di ricerca. Carlo Trevisani e Silvia Dandini per ADI, continuano l’indagine – inaugurata nell’edizione 2024 – sui linguaggi compositivi della pietra: ADI – Verticalità Modulari. La visione allestitiva dell’intero contenitore, sotto la direzione artistica di Giorgio Canale, si conclude con la mostra a sua curatela, Stone Next, dedicata alle tecnologie, ai macchinari e agli strumenti più innovativi per l’elaborazione della pietra che, insieme a Epiphanies di Galiotto, celebra l’ingegno attraverso l’innovazione meccanica e tecnologica, rappresentando il grande potenziale della tecnologia esposta in quartiere.
