Con il progetto ‘Canicola’, il Padiglione del Bahrain si è aggiudicato il Leone d’Oro per la migliore partecipazione nazionale alla XIX Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Il progetto è stato premiato per la sua capacità di proporre soluzioni concrete all’estremo caldo attraverso tecniche di raffreddamento passivo ispirate alla tradizione architettonica del Golfo, come torri del vento e cortili ombreggiati. Secondo la giuria – composta da composta da Hans Ulrich Obrist (presidente), Paola Antonelli e Mpho Matsipa – l’opera incarna una risposta ingegnosa e sostenibile alla sfida del cambiamento climatico, mettendo in primo piano la resilienza delle comunità nelle aree più difficili del pianeta.
Due menzioni speciali sono state assegnate alle partecipazioni nazionali della Santa Sede e della Gran Bretagna. ‘Opera Aperta’, il progetto del Vaticano, è ospitato nel complesso di Santa Maria Ausiliatrice e si ispira all’omonimo libro di Umberto Eco. È stato elogiato per aver creato uno spazio di scambio, negoziazione e riparazione, che invita il visitatore a partecipare attivamente. Il restauro dell’ex chiesa avverrà su più livelli, coinvolgendo numerose competenze artigianali. ‘Geology of Britannic Repair’, presentato dal Regno Unito ai Giardini, ha ricevuto a sua volta una menzione per l’originalità della proposta.
Il Leone d’Oro per la migliore partecipazione alla mostra principale è stato conferito a ‘Canal Café’, progetto firmato da Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Natural Systems Utilities, Sodai, Aaron Betsky e Davide Oldani, con il supporto del gruppo Lavazza. Il Leone d’Argento per una promettente partecipazione è andato invece a ‘Calculating Empires: A Genealogy of Technology and Power Since 1500’. Due ulteriori menzioni speciali sono state attribuite anche ad ‘Alternative Urbanism: The Self-Organized Markets of Lagos’ di Tosin Oshinowo di Oshinowo Studio e a ‘Elephant Chapel’ di Boonserm Premthada.
Il Leone d’Oro alla carriera è stato conferito alla filosofa statunitense Donna Haraway, mentre un riconoscimento postumo è stato assegnato all’architetto e designer italiano Italo Rota (1953–2024). La cerimonia di premiazione è stata inoltre segnata dalla notizia della scomparsa di Koyo Kouoh, curatrice designata della Biennale d’Arte 2026, prima donna africana a ricoprire questo ruolo. In conclusione, il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha ringraziato lo staff e il curatore della mostra Carlo Ratti, rivelando i primi dati di affluenza: 17.584 presenze nei primi due giorni di pre-apertura, in netto aumento rispetto alle 12.947 dello stesso periodo dell’edizione 2023.
