Tra discussione sui dazi e nuove opportunità, apre oggi la 63esima edizione del Salone del Mobile di Milano, l’inaugurazione ufficiale alle 11, presso Fiera Milano con la partecipazione delle autorità locali e del ministro delle Imprese del made in Italy, Adolfo Urso. Fino al 13 aprile, con oltre 169mila metri quadrati di superficie espositiva, accoglie più di 2100 espositori, dell’arredo e dell’illuminazione, in arrivo da 37 Paesi e il numero di visitatori potrebbe avvicinarsi a quello dello scorso anno (oltre 370mila ingressi). A confermare la dinamicità della manifestazione 168 brand per la prima volta in fiera e 91 di ritorno, con una presenza sempre più consistente dall’estero. Stessa tendenza per buyer, progettisti, investitori in arrivo a Rho da più di 150 Paesi. “Un risultato”, ha specificato Maria Porro, presidente del Salone, “reso possibile grazie all’impegno di Salone nell’ideare format ed esperienze che alimentano processi creativi, visione strategica, modelli di produzione e distribuzione”.
Ma quello che interessa di più, come specificato dalla presidente del Salone Maria Porro, è soprattutto la qualità dei buyer e la provenienza: in tempi di incertezza geopolitica, le imprese devono cercare di diversificare il più possibile i mercati (si veda anche il pezzo in pagina). Si guarda al Medio Oriente, soprattutto, come ricorda il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, e in particolare agli Emirati Arabi Uniti e all’Arabia Saudita. Ma anche all’India e al Sud America.
Intanto, secondo la Confcommercio di Milano, l’indotto per il territorio portato dal Salone del Mobile e dal Fuorisalone in una settimana sarà di circa 278 milioni di euro, per il 73% generato dalla spesa turistica degli stranieri.
Quattro i Progetti Speciali del Programma Culturale 2025: due in città, due nei Padiglioni del Salone. Mother di Robert Wilson, al Museo della Pietà Rondanini – Castello Sforzesco, un’opera dedicata al capolavoro di Michelangelo, riconosciuto, insieme all’Ultima Cena di Leonardo, come l’opera d’arte più iconica di Milano. Library of Light dell’artista britannica Es Devlin, una potente esperienza performativa allestita nel Cortile d’Onore della Pinacoteca di Brera: un “faro di sapere”, con oltre 2.000 volumi selezionati e donati da Feltrinelli per celebrare il valore della conoscenza. Due le installazioni in fiera, dove ai Pad. 22-24, lo sguardo visionario del regista premio Oscar Paolo Sorrentino, affiancato dalla scenografa Margherita Palli e dal tessuto sonoro di Max Casacci, porgerà un tributo a un sentimento universale: l’attesa, il momento più sincero della vita, scandito dal battito di un cuore misterioso. Mentre è a Pierre-Yves Rochon, protagonista dell’hotellerie internazionale più esclusiva, che Salone ha voluto affidare il compito di dare forma a un’idea d’interior, che reinterpreta il lusso nella sua dimensione atemporale: Villa Héritage (Pad. 13- 15), un omaggio alla Venezia di Luchino Visconti, alle note di Gustav Mahler, al talento di progettare stanze che diventano mondi dove l’héritage non è vincolo ma un atto di libertà. Inoltre, dopo il successo dell’edizione The City of Lights (2023), il 2025 è anche l’anno di Euroluce – 306 espositori, 45% dei quali dall’estero.
“Dal 1961 – ha dichiarato Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile di Milano – il Salone è un ecosistema che unisce business, cultura e networking, generando valore concreto per la manifattura industriale in una dimensione dinamica, che riflette la trasformazione del design, dell’abitare, della cultura di impresa e del progetto. Ogni edizione è il punto di partenza per nuove sfide, rese possibili grazie alla fiducia di una filiera che riconosce nel Salone un partner strategico per l’internazionalizzazione. Avremo un Salone con oltre 2.100 espositori da 37 Paesi e un’Euroluce che si conferma appuntamento globale di riferimento per l’illuminazione con un 45% di espositori dall’estero. Il punto di forza della Manifestazione è il suo pubblico qualificato da 150 Paesi, che ne determina il successo con un impatto che si estende lungo tutta la catena del valore. È per questo motivo che quest’anno ci siamo impegnati più di prima per attrarre operatori da mercati consolidati ed emergenti, stimolando elementi competitivi fondamentali come la sostenibilità e un’offerta culturale che stimola nuove riflessioni sul futuro”.
