Il gruppo americano di arredamento di fascia alta RH (ex Restoration Hardware) ha registrato risultati deludenti per il quarto trimestre 2024-2025, con un utile per azione di 1,58 dollari contro gli 1,92 attesi, e ha rivisto al ribasso le previsioni per l’anno in corso su ricavi e redditività. A peggiorare il quadro, l’annuncio di nuovi dazi da parte di Donald Trump, che potrebbe impattare pesantemente un’azienda con produzione completamente delocalizzata in Asia e mercato concentrato negli Stati Uniti. Il titolo è arrivato a perdere fino al 43%.
Da decenni il gruppo ha delocalizzato la produzione in diversi Paesi asiatici, scelta che ha permesso di tenere alti ricavi e margini: nel 2024 le vendite nette sono salite del 6,8% a 3,18 miliardi e per il 2025 la strategia prevedeva (l’imperfetto è d’obbligo a questo punto) importanti investimenti in Europa. “Stiamo operando all’interno del peggior mercato immobiliare degli ultimi 50 anni”, ha dichiarato il CEO Gary Friedman rivolgendosi ad analisti e azionisti. ” Nel 1978, a fronte di una popolazione di 223 milioni, ci furono 4,09 milioni di compravendite di case. Nel 2024, con una popolazione salita a 341 milioni, le compravendite sono scese a 4,06 milioni”.
Le nuove stime per il primo trimestre 2025 prevedono un aumento dei ricavi tra il 10% e il 13,5%, con margini operativi in crescita (6-7% nel trimestre e 14-15% sull’intero esercizio 2025-2026). Tuttavia, l’incertezza legata alle politiche commerciali e alla debolezza del mercato immobiliare solleva forti dubbi sull’affidabilità delle proiezioni.
