Il consiglio direttivo di Assolegno – associazione parte di FederlegnoArredo di costruttori in legno e delle industrie di prima lavorazione – ha eletto Claudio Giust presidente. Tra le priorità del suo mandato, la valorizzazione della filiera forestale italiana. Da sempre attivo nella vita associativa, all’interno di FederlegnoArredo dal 2004, ha ricoperto il ruolo di consigliere incaricato del Gruppo costruttori in legno di Assolegno nel 2012 e di presidente dell’associazione nel 2013. Dal 2021, è presidente di AFI, Associazione forestale italiana. Esperienza che insieme a quella maturata nella sua carriera di imprenditore nel settore del legno, presso un’azienda italiana leader nella produzione e installazione di prefabbricati, metterà a disposizione di Assolegno. Significativa anche la sua esperienza nella ricostruzione post-sismica in Friuli-Venezia Giulia, Irpinia e Umbria.
“Mi impegnerò – ha dichiarato Giust – a promuovere il legno come risorsa strategica. L’uso di questo materiale consente di migliorare l’impronta ecologica del settore edilizio, ridurre le emissioni legate alla produzione di materiali ad alta intensità di CO₂, stoccare carbonio a lungo termine”. Un altro tema cruciale è quello della valorizzazione delle risorse locali e dei dazi. “È fondamentale incentivare la filiera corta, valorizzando il legno locale e riducendo la dipendenza dalle importazioni. Questo rafforzerebbe l’intero settore, rendendolo più competitivo. Attualmente, le importazioni rappresentano il principale canale di approvvigionamento di legname segato per il mercato italiano, con una crescita del +14,6% nel 2024. L’Italia continua a mostrare una forte dipendenza dalle forniture estere, nonostante le significative risorse forestali presenti sul territorio nazionale. E poi, la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina fa sentire infatti propri effetti anche sui prezzi del legno: solo dall’inizio dell’anno, il prezzo del legname ha registrato un incremento pari al 15,37%”, aggiunge Giust. Eppure il legname è una materia prima di cui il nostro Paese è ricchissimo (con una superficie boschiva che copre il 36% del territorio nazionale), ma l’Italia estremamente dipendente dall’estero e dunque dalle tensioni globali sulla domanda di legname. Un paradosso che le aziende della filiera legno-arredo denunciano da anni, chiedendo misure politiche, nazionali e regionali, in grado di valorizzare le foreste italiane e ridurre così la quota di materiale importato dall’industria (circa l’80%) per la trasformazione, considerando che l’utilizzo del legname nazionale rimane inferiore al suo potenziale, con un prelievo forestale inferiore al 40% dell’incremento annuo.
