Il ceo del gruppo degli yacht di lusso di Cattolica (RN), Alberto Galassi, conferma “tre dossier su operazioni di M&A, la prima entro il primo semestre ‘25”. La quotazione in Borsa “non dà soddisfazione agli investitori, l’azienda vale di più. Vari gruppi interessati ad acquisirci”, ma non risultano trattative con Lvmh (su cui circolavano rumors). “I dazi? Non ci colpiscono, ma un effetto ci sarà”.
Galassi ha aggiunto che nel mirino c’è un «business complementare» ai due segmenti, composite yachts e made-to-measure yachts. Potrebbe quindi trattarsi sia di una società che di un cantiere, ma anche di una realtà della filiera, come un produttore di motori o arredi. Quanto ai risultati per quest’anno, il ceo vede «una crescita ragionevole. I numeri del primo trimestre sono rassicuranti».
Intanto il gruppo, quotato a Milano e a Hong Kong, è al lavoro su un possibile buyback di azioni. Un piano che va in quella direzione è ancora oggetto di discussione in cda, ha affermato Galassi, a dispetto dello stop al progetto di riacquisto di azioni proprie arrivato ad aprile 2024.
“All’epoca – ha chiarito il ceo – non fu possibile perché Hong Kong imponeva l’annullamento obbligatorio delle azioni”. Oggi, invece, «a normativa è stata modificata e per questo è in considerazione il buyback, fino a un massimo del 10% delle azioni del gruppo.
Per quanto riguarda i movimenti nell’azionariato e la possibile uscita del socio cinese Weichai (al 37,5%), “non ho la più pallida idea se usciranno osservo solo che sono passati da una quota dell’89% al 37,5%”. E in merito ai rumors relativi a un interesse di Lvmh, il ceo ha risposto: “Noi non ne sapevamo niente. Sono relazioni che non passano da noi. Sicuramente avremmo voglia di avere una collaborazione con un gruppo del genere, ma non si è mai parlato di interesse nell’azionariato. Siamo interessanti per molte aziende”.
