Intelligenza artificiale, robotica e sviluppo prodotto: sono questi i pilastri che delineano il futuro del design di lusso secondo Istituto Marangoni. Fondata nel 2014 in via Cerva a Milano, la School of Design continua a esplorare scenari innovativi sotto la guida di Barbara Toscano (school director), Sergio Nava (director of education) e Giulio Cappellini (art director e brand ambassador). Grazie all’integrazione di nuove tecnologie applicate alla progettazione e alle collaborazioni con i principali player dei settori design e automotive, la scuola si conferma un punto di riferimento internazionale nella formazione di eccellenza. Con un tasso di occupazione del 91% entro un anno dal diploma, Istituto Marangoni si posiziona tra le 100 migliori università al mondo nelle sue discipline, secondo il QS World University Ranking 2024. Sergio Nava ci ha raccontato il percorso intrapreso dalla School of Design e gli sviluppi del settore, con un focus particolare sulle competenze professionali richieste nel mercato.
Quali sono le peculiarità dell’offerta di Istituto Marangoni School of Design?
Ciò che ci distingue come scuola è il forte legame con le aziende di alta gamma del settore. Non solo dopo il percorso di studi, ma già anche durante il percorso stesso, i nostri studenti hanno la possibilità di confrontarsi direttamente con il mondo del lavoro e con i suoi maggiori player come Ferrari, Cassina, Lenovo e Cappellini, aziende con le quali abbiamo intrapreso delle collaborazioni. Nei dieci anni dalla creazione della School of Design di Istituto Marangoni abbiamo costruito un modello didattico e soprattutto una modalità di approccio al design che porta i nostri studenti ad avere questo tipo di plus rispetto ad altre tipologie di percorso. E proprio questa nostra peculiarità vuole identificare anche il nostro posizionamento, che abbiamo identificato come ‘New Luxury Design’, ovvero uno studio del design funzionale al settore lusso e dell’high-end.

Non solo grandi aziende, ma anche personalità affermate del settore…
A livello master abbiamo la figura del mentor che si affianca alla collaborazione con le aziende. Anche in questo caso l’intenzione è quella di anticipare l’esperienza lavorativa dando ai nostri studenti la possibilità di confrontarsi e anche mettersi alla prova con professionisti di livello. Quest’anno abbiamo come mentor personalità di fama internazionale come Elena Salmistraro, Piero Lissoni e Odoardo Fioravanti.
Su quali driver vi state focalizzando ultimamente?
La nostra mission è offrire una preparazione sia a livello didattico, cercando di essere sempre innovativi nell’offerta formativa – che viene aggiornata praticamente mensilmente – sia professionale attraverso un lavoro di ricerca su tematiche che vanno ad anticipare il possibile futuro nel mondo del design. Ad esempio, l’intelligenza artificiale è una tematica che noi abbiamo anticipato nel 2016 proprio perché abbiamo intuito le potenzialità d’applicazione di questo campo al design e abbiamo prefigurato che le aziende avrebbero ricercato figure con questo tipo di conoscenze e skills. Oppure, come nel caso del master Digital Design for Immersive Experiences che punta a creare una figura professionale trasversale tra il mondo dell’interior e delle scenografie e analizza l’utilizzo degli spazi brandizzati come luoghi esperienziali e immersivi.
Nel mondo del design non solo l’IA avrà un ruolo sempre più importante, ma anche la robotica…
Il master in Product for Human-Robot Interaction – creato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova – tratta proprio questa tematica e punta a formare un’altra figura professionale completamente innovativa. Nel prossimo futuro, infatti, i designer non si occuperanno più di disegnare oggetti, ma principalmente di progettare esperienze e soprattutto la parte estetica delle tecnologie, e questa parte sarà fondamentale per rendere le innovazioni più accessibili dagli utenti finali nella vita di tutti i giorni.
