Crescita moderata per Dexelance. Nei primi nove mesi del 2024, il gruppo italiano di design ha registrato 231,8 milioni di euro di ricavi, con una crescita a perimetro costante del 4,7% rispetto ai ricavi full 2023. Nonostante le condizioni di mercato confermino il prosieguo di un anno sfidante per il settore, il gruppo mantiene un andamento positivo sia nel comparto residenziale (aree furniture, gighting e kitchen), in crescita del 4%, sia nell’area luxury contract che, anche grazie al recupero degli slittamenti subiti da alcune importanti commesse nel primo semestre, ha registrato una crescita del 6,8%. Tiene il mercato domestico, registrando una buona crescita sia nei comparti residenziali che nel mondo dei progetti. L’incidenza delle esportazioni è stabile al 73%, in linea con l’anno precedente e con un trend positivo in tutte le aree salvo per l’Europa che, pur restando il primo mercato di sbocco del gruppo, continua a evidenziare un rallentamento nei principali mercati, ovvero Francia e Germania.
L’Ebitda è pari a 31,6 milioni (rispetto ai 31,4 milioni nel 2023). L’Ebitda adjusted è pari a 32,2 milioni, in calo del 5,8% rispetto al dato full adjusted 2023. La riduzione della marginalità percentuale al 13,9% dei ricavi è in gran parte dovuta a costi connessi con la prosecuzione degli investimenti nella struttura organizzativa e in iniziative di marketing, anche se l’effetto combinato di una minore stagionalità nelle spese nella seconda parte dell’anno e dell’effetto di leva operativa generato dalla crescita dei ricavi mostra un progressivo miglioramento della redditività.
I primi nove mesi dell’anno si sono chiusi con un utile netto di 4 milioni (rispetto ai 7,8 milioni nel 2023). L’utile netto adjusted è pari a 12,4 milioni, confrontabile con il dato di utile netto full adjusted al 30 settembre 2023 di 14,9 milioni, anch’esso in miglioramento in termini percentuali rispetto al primo semestre 2024, con un’incidenza pari al 5,4 per cento.
La posizione bancaria netta al 30 settembre 2024 è pari a 12,5 milioni, dato sostanzialmente stabile rispetto al 30 giugno sempre di quest’anno. Considerando anche i debiti per earnout, acquisto quote di minoranza mediante esercizio di opzioni put&call e altri debiti minori, la posizione finanziaria netta è di 83,2 milioni, prevalentemente a medio-lungo termine. Considerando i debiti derivanti dall’applicazione del principio contabile IFRS 16, pari a 33,6 milioni, la posizione finanziaria netta ammonta a 116,8 milioni.
