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Il design storico attrae il collezionista straniero

Matteo Cambi

Il design storico attrae il collezionista straniero

by Maria Adelaide Marchesoni
11 Novembre 2021

Collezionisti più giovani, digitalizzati che amano il cross collecting hanno trainato i risultati della casa d’aste Cambi che ha chiuso il primo semestre 2021 con un volume d’affari superiore a 22 milioni di euro. Punto di forza il dipartimento del Design segmento nel quale la casa d’aste è leader in Italia con un’offerta che comprende un’ampia selezione di opere, arredi e illuminazione, delle più importanti firme del design italiano e internazionale. Matteo Cambi, presidente di Cambi Casa d’Aste, in questa intervista ci racconta lo sviluppo del segmento in questi anni e gli oggetti più iconici preferiti dai collezionisti.

Quale è stata l’evoluzione del volume d’affari del design storico negli ultimi cinque anni?
Dal 2017 al 2021, guardando alle nostre aste e paragonando i risultati ottenuti dall’appuntamento Fine Design, il più atteso ed esclusivo dell’anno, possiamo osservare una continua crescita del settore. Il giro d’affari è cresciuto in maniera moderata per quanto riguarda il numero di lotti venduti, mentre la percentuale di venduto per valore è cresciuta in maniera molto più sostenuta. La fotografia è quindi molto positiva e racconta di una clientela sempre più affezionata e interessata.

E dei prezzi del design storico italiano?
L’evoluzione dei prezzi del design è stata un crescendo, e denota un apprezzamento generale per i pezzi del design storico italiano sia in Italia che all’estero: un interesse per il genio creativo degli anni ’50,’60 ma anche ’70.
Ovviamente i prezzi si diversificano a seconda della firma e dell’unicità della collezione: ci sono dei picchi quando la qualità è più alta, ovvero quando ci si trova di fronte a pezzi unici o limitati, oppure creati per qualche commessa specifica. Ad esempio, l’asta Casa di Fantasia battuta marzo 2019 in collaborazione con Phillips ha rappresentato un unicum: l’eccezionalità e il successo di questo appartamento, considerato una delle opere più importanti di Gio Ponti, è dovuto anche alla collaborazione con alcuni tra i più grandi artisti e maestri artigiani del suo tempo, tra cui Piero Fornasetti, Edina Altara, Fausto Melotti e Giordano Chiesa. I lotti Gio Ponti venduti durante quest’asta sono stati i più cari mai visti da Cambi per l’artista e il top lot ha rappresentato il record mondiale per il designer.

Può fare qualche esempio degli oggetti dei designer più iconici?
Tra gli oggetti di design più iconici per citarne alcuni, troviamo i Cassettoni e le Sedie firmate Gio Ponti, le lampade FontanaArte di Max Ingrand, la serie Plurimi di Gabriella Crespi, o gli arredi Memphis di Sottsass e co.

Quali sono le tendenze per tipologia di offerta: luce, arredi, vetri?
Gio Ponti, a livello di arredi, rimane il più richiesto e i suoi pezzi vengono venduti a prezzi sempre molto alti. In questo momento, l’illuminazione non è forte come in passato, anche se sta tornando molto in auge FontanaArte.

Quali le preferenze dei collezionisti?
Continuano ad essere molti ricercati i pezzi più rari e strani, meno conosciuti, ma ci sono anche dei pezzi decorativi dal fascino intramontabile, come ad esempio il Dahlia di Ingrand, che rimane un ottimo investimento.

Il design contemporaneo ha già un mercato in asta?
Sì, e noi siamo stati la prima Casa d’Asta a proporre una vendita interamente dedicata al design contemporaneo questo settembre.

Quali le preferenze?
Per indicare le preferenze siamo forse un po’ troppo a ridosso dell’inizio di questa tendenza, ma possiamo dire con certezza che trainano il mercato i nomi più famosi, tra cui Zaha Hadid, i fratelli Campana, Richard Hutten…

C’è un maggior interesse da parte del collezionismo straniero ad acquistare in Italia?
Sì, il mercato italiano risulta molto interessante anche per l’estero. In realtà negli ultimi anni c’è sempre stato un forte interesse anche da parte della clientela straniera, che è solidamente cresciuta.

In che percentuale e da quali paesi?
Nell’asta Fine Design di giugno i compratori sono stati per il 60% esteri; nell’asta di ottobre gli acquirenti esteri sono aumentati ancora fino al 65%. Per quanto riguarda il Fine Design di giugno i top lot sono stati aggiudicati negli Stati Uniti, nel Regno Unito, e in Francia. L’asta di ottobre ha visto la forte partecipazione anche dalla Corea e dalla Germania.

Da dove provengono gli oggetti che offrite in asta?
Gli oggetti offerti in asta provengono sia dall’Italia che dall’estero, principalmente da privati ma anche da società.

Il collezionismo cross-category proseguirà anche nei prossimi anni?
Sì, pensiamo che il cross-category sia un modo più libero di vivere il collezionismo, slegandosi da “vecchie” categorie, che a volte possono stare strette. Le collezioni possono così crearsi anche secondo principi più eterogenei, soggettivi e creativi.

Cosa prevede la vostra strategia nell’offerta cross-category?
Per approcciare questo mondo, Cambi organizza – dal 2019 – aste che si ispirano alle wunderkammer rinascimentali, dove i clienti possono trovare lotti interessanti e unici, non catalogabili in nessuna categoria specifica, caratterizzati principalmente dalla loro unicità. Proprio in quest’ottica, esiteremo a metà dicembre – durante l’asta di Arte Moderna e Contemporanea – il secondo dinosauro Cambi: dopo aver venduto il primo esemplare in Italia a inizio anno vogliamo cavalcare il trend – sempre più diffuso nel mondo – del collezionismo di dinosauri, in bilico tra l’essere esemplari storici, opere d’arte, oggetti decorativi.

Quali sono stati i top lot del 2021?
Ad ora, i top lot del 2021 sono stati il Divano componibile Bazaar firmato Superstudio, venduto a 156.500 euro, il Lampadario Porca Miseria! Di Ingo Maurer, venduto a 83.000 euro, il Grande Lampadario ovale di FontanaArte venduto a 65.000 euro e il Mobile contenitore di Gio Ponti, che ha concluso la vendita per 52.500 euro.

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